lunedì, 6 Luglio 2020 - 00:18
Calcio Nazionali Nazionale, è la Serie A dei talenti: occhio ai Tre Moschettieri

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Nazionale, è la Serie A dei talenti: occhio ai Tre Moschettieri

Zaniolo come Porthos: grinta, tecnica e spirito di sacrificio

Nicolò Zaniolo, classe 1999, è l’anima di questa Roma che, dopo un periodo di appannamento, sembra si stia rialzando. Terzo gol consecutivo tra campionato e coppa, da quando Capello ha espresso un giudizio negativo nei suoi confronti, il giocatore sembra rinato e ora sta conquistando sempre di più il cuore dei tifosi giallorossi.

Le doti del ragazzino, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, non sono mai state in dubbio, peccato però che a volte si faccia prendere troppo dalla foga e dal nervosismo e finisce per mettere in ombra il suo talento. Da quando ha esordito con la maglia della Roma, Zaniolo ci ha messo poco a prendere le misure alla Serie A e alla Champions League, in cui lo scorso anno si è fatto notare nella gara d’andata degli ottavi di finale contro il Porto, in cui siglò una straordinaria doppietta.

Cuore, grinta, tecnica e tanto spirito di sacrificio: Nicolò è il mix perfetto di ciò che vuol dire essere romanista. Il bacio alla maglia, nella gara contro il Milan, ha mandato in estasi la Curva Sud che sogna una storia simile a quella leggendaria di Francesco Totti.

Castrovilli-Athos: forza, duttilità, dinamicità

Gaetano Castrovilli è l’asso del centrocampo di Montella che, a inizio stagione, non ha avuto paura di puntare sul classe 1997. L’ex centrocampista della Cremonese può giocare ovunque: è abile nel dribbling, veloce, dinamico, bravo a creare superiorità numerica in mezzo al campo. Non solo, può fare sia il trequartista che la mezzala sinistra ed è prezioso anche in fase difensiva dove recupera una marea di palloni.

La prestazione esaltante contro il Milan e il contributo di ieri sera nella rimonta contro il Sassuolo sono la “ciliegina sulla torta” di un inizio di stagione con i fiocchi per il calciatore pugliese. Il momento magico gli è valso il rinnovo di contratto fino al 2024 e l’ex aeroplanino non smette di paragonarlo ad Antognoni, perchè lo vede come un modo per cercare di stimolare ancora di più il ragazzo.

Tonali-D’Artagnan: eleganza, talento, intelligenza

Da Roma a Firenze, dalla città dantesca a Brescia, terra da cui sono passati numerosi talenti: Altobelli, Baggio, Guardiola, Pirlo, fino ad arrivare a Sandro Tonali, l’uomo in più delle rondinelle neopromosse. È più giovane rispetto agli altri due moschettieri (classe 2000), ma proprio come D’Artagnan, potrebbe diventare il vero leader del centrocampo della Nazionale e forse anche di qualche top club europeo. Estremamente diverso in confronto ai suoi colleghi: mai una parola fuori posto, Tonali parla in campo con il suo tocco elegante e con la sua straordinaria intelligenza, che gli permette di leggere prima le giocate.

Contro l’Inter ha fornito un’altra ottima prestazione, è costantemente tra i migliori in campo in ogni gara, ma la cosa che sorprende è la facilità con cui il centrocampista riesce ad approcciare alla partita. Il paragone con Pirlo ci sta fino a un certo punto perchè, oltre alla posizione, hanno poco in comune: l’ex giocatore di Milan e Juventus aveva una visione di gioco fuori dal normale, il talento del Brescia, invece, recupera tanti palloni e li gioca in modo veloce e pulito. Commette ancora parecchi errori, ma il futuro è tutto dalla sua parte e di quella dei suoi due colleghi.

Insieme, Zaniolo, Castrovilli e Tonali, formano un triangolo a dir poco perfetto: il regista delle rondinelle costruisce il gioco, il talento Viola può fare qualsiasi cosa in fase offensiva, mentre al jolly giallorosso spetta il compito di rifinire l’azione, visto che ultimamente gli riesce spesso. Un trio delle meraviglie di cui Mancini terrà sotto osservazione in vista di Euro 2020.

 

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