Brasile, il Maracanà sarà un grande ospedale provvisorio

Crescono i contagi in Sudamerica ed uno degli stadi più famosi del mondo potrebbe fornire un supporto decisivo. C'è preoccupazione per le misure del Governo nei confronti dei più poveri. Il rischio è quello di dover gestire più problematiche contemporaneamente

Brasile, il Maracanà sarà un grande ospedale provvisorio. Il Maracanà – al secolo Estádio Jornalista Mário Filhodi – ha alle sue spalle decenni di gloriosa storia. Nell’immaginario collettivo, l’impianto di Rio de Janeiro è legato indissolubilmente alle gesta del Brasile di Pelè Garrincha, simboli di sport e speranza nel Paese.

Proprio di speranza si parla in questi giorni in tutto il mondo. Circa 3 miliardi di persone sono costrette nelle proprie abitazioni per colpa della pandemia Covid-19. Quasi come fosse un segno del destino, il Brasile potrebbe servirsi ancora del calcio per risolvere le proprie difficoltà. Stavolta non grazie ad un pallone che rotola, ma ad un vero e proprio teatro come il Maracanà, che – come riportato da Marca – con ogni probabilità si trasformerà in un grosso ospedale da campo per assistere i contagiati.

Brasile, parla Witzel: “Sono preoccupato dall’atteggiamento del Governo federale”

Lo Stato federale di Rio de Janeiro è il secondo più colpito del territorio nazionale, dopo San Paolo. Il governatore Wilson Witzel ha dichiarato di voler ufficializzare al più presto l’iniziativa che coinvolge il Maracanà. Già ha comunicato, infatti, di aver acquistato i materiali sanitari necessari per far fronte all’emergenza.

Il politico si è detto, inoltre, molto preoccupato per le mancate rassicurazioni che giungono dal proprio Governo: “Nessuno ha preso misure di appoggio economico per le persone con meno risorse. I nostri decreti sono in linea con le raccomandazioni dell’Oms, ma senza un pacchetto di misure federali non si potrà andare avanti su questa strada, perché tra la fame e la paura di poter essere contagiati, o perfino di morire, la fame sarà la più forteWitzel pone sotto la lente d’ingrandimento uno dei più grandi macigni che il Brasile è costretto a sopportare da sempre: quello della disparità sociale.

Già durante i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi di Rio 2016 vi erano state ripetute denunce in merito a veri e propri paradossi a livello sociale. Celebre l’immagine degli stadi in costruzione, contornati dalle poverissime favelas. Ora Rio alza di nuovo la voce nei confronti del potere centrale, per non rendere una battaglia già di per sé difficile ancor più complicata.