venerdì, 3 Luglio 2020 - 22:30
Non solo Calcio Floyd, football can't breathe: il calcio si unisce alla lotta

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

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Floyd, football can’t breathe: il calcio si unisce alla lotta

Il caso George Floyd ha riacceso la fiammella del razzismo che abbiamo scoperto non essersi mai spenta del tutto. Il calcio ha espresso la sua vicinanza e autorità come la FIFA non si sono sottratte a testimonianze di solidarietà nei confronti dei calciatori stessi

La morte di George Floyd ha scosso il mondo intero, le rivoluzioni in America e i messaggi di sostegno di tutto il mondo hanno acceso un grosso dibattito. Anche il calcio si è unito per dire ancora una volta “no” al razzismo. Molti club hanno partecipato al #blackouttuesday nella giornata di ieri, postando un’immagine completamente nera sui social. Razzismo e calcio sono una dicotomia ancora molto attuale nonostante le diverse iniziative della FIFA. I buu razzisti verso i giocatori di colore sono ancora parte integrante in molti stadi italiani e non e, nel 2020, è decisamente inaccettabile.

Anche molti giocatori hanno voluto esprimere la loro vicinanza alla causa con dei gesti in campo. Essendo l’unico campionato top che ha ripreso, la Bundesliga è finita nell’occhio del ciclone per il comportamento di alcuni giocatori. Infatti Thuram, Hakimi, Sancho e McKennie hanno esplicitamente mostrato il sostegno per la lotta al razzismo con esultanze evocative e scritte sulle maglie.

Bundesliga, Keller: “Orgogliosi dei nostri giocatori”

George Floyd: le proteste dal mondo del calcio
Sancho, Hakimi e Marcus Thuram guidano la protesta in Bundesliga contro la morte di George Floyd

Per questo, la Federcalcio tedesca ha minacciato multe per i giocatori in questione, annunciando l’analisi nel dettaglio dei comportamenti per valutare un’eventuale violazione del regolamento. Provvedimenti che non avrebbero lasciato indifferenza nel mondo del calcio.

Il presidente della DFB Keller ha, però, voluto rettificare e mostrare vicinanza ai giocatori: “Sono orgoglioso di loro. Le vittime del razzismo hanno bisogno di noi, non si può rimanere indifferenti”. Sul caso è intervenuto il numero 1 della FIFA Gianni Infantino: “In una competizione come la Bundesliga, che è controllata dalla FIFA, certi comportamenti vanno applauditi e non puniti”. 

La FIFA ha anche rilasciato un comunicato ufficiale: “La FIFA comprende la profondità dei sentimenti e delle preoccupazioni dei calciatori riguardo i fatti che hanno coinvolto George Floyd. L’applicazione delle leggi è lasciata alle federazioni competenti che devono dimostrare un buon comportamento e tenere conto del contesto nel quale si stanno svolgendo questi eventi”.

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