giovedì, 9 Luglio 2020 - 22:56
Non solo Calcio Lo chiamavano Superpippo Inzaghi: retroscena, diavolerie e segreti sexy del Premier Conte

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

SERIE A

News e Calciomercato

Lo chiamavano Superpippo Inzaghi: retroscena, diavolerie e segreti sexy del Premier Conte

Premier, politico, professore, giurista e… non solo. Uomo dei sogni delle sue “bimbe”, influencer, latin lover, sex symbol e idolo del web. Sfaccettature analoghe ma diverse. Uno stile più unico che raro per il nostro Premier Giuseppe Conte, un physique du rôle da oscar riconducibile sotto certi aspetti ai fratelli Inzaghi. Insomma, un vero e proprio bomber del Ventunesimo secolo. Scherzi a parte, neanche a farlo apposta, gli studenti dell’Università di Firenze lo paragonavano già in tempi non sospetti a Superpippo Inzaghi per la sua spiccata somiglianza. A confermarcelo in questi giorni alcune ragazze con cui abbiamo avuto piacere di interloquire. “Il premier è un uomo elegante e affascinante, a dire il vero più che Pippo Inzaghi ci ricorda suo fratello Simone a livello estetico, soprattutto come stile di abbigliamento e pettinatura, ma anche a livello carismatico e come senso di sicurezza, di protezione per certi versi. Dire identici magari è esagerato, ma si assomigliano davvero tanto e hanno entrambi un elevato grado di fascino e sex appeal”.

I FRATELLI INZAGHI E IL PREMIER CONTE AI RAGGI X: SOMIGLIANZE E PARALLELISMI DI UN LEADER –  Sensualità, cultura, capacità di ascolto, sapiente emanazione del senso di fiducia come Giuseppe Conte, Inzagol condivide con il Premier uno stile inconfondibile, non soltanto a livello di linguaggio bensì in termini prettamente estetici. Gentlemen dotati di uno specifico canone armonico in grado di “bucare” lo schermo con incantevole disinvoltura: peculiari manifestazioni espressionali, linguaggio colto e raffinato, chioma assai caratteristica e cura meticolosa di ogni particolare. In altre parole, gli Inzaghi – come il Premier Conte – esprimono al meglio la “magia a tinta rosa”, l’incantesimo e l’”offensiva dello charme”. Basterebbe chiederlo a note showgirl, a letterine apprezzate ma che sanno apprezzare, come Alessia Ventura, ex fiamma di Superpippo, o Alessia Marcuzzi, ex moglie di Simone.  Non resta che andare per ordine, confrontando l’aplomb di Conte con quello di Simone Inzaghi, svelando trucchi e segreti del loro successo enfatizzato dal cosiddetto indice di gradimento “al femminile”.

INZAGHI VS CONTE: STILE SPORTIVO E POLITICO A CONFRONTO –  Il premier nazionale (172 cm per 77 kg circa), in arte “Giuseppi” (come lo ha “ribattezzato’’ Trump) è nato esattamente l’8 agosto 1964 sotto il segno zodiacale del Leone, a Volturara Appula, un paesino di circa 500 anime in provincia di Foggia, in una regione – quella pugliese – dove è molto nota la tradizione sartoriale. Specie in tempi di Coronavirus i discorsi di Giuseppe Conte – ricchi di fiducia, misurati e dal tone of voice coerente e penetrante – si sono tramutati in una sorta di fiction sul web, probabilmente la “serie tv” preferita dal popolo nazionale in questo momento. Ragionamenti essenziali, quelli del premier Giuseppi, senza particolari grida, sguardo intenso ed espressività inconfondibile, un ritratto puro scandito da un physique du rôle adattabile privo di narcisismo.

A tratti da oscar, da primo posto, così come la Lazio del suo “sosia” Simone Inzaghi. Per entrambi una comunicazione di tipo emozionale che intende smorzare ogni eventuale fase di drammatizzazione. Come dire, è nata una vera e propria Conte-mania sui social network: dalle ricerche ‘top trending’ apparse su Pornhub ai fan club e canali social appositamente dedicati, ovvero Le Bimbe di Giuseppe Conte (353 mila followers su Instagram, tra le “bimbe” famose anche Chiara Ferragni) e Daddy Conte (44 mila followers). Ciuffo curato e capelli ben tinti, come direbbe il Capitano Matteo Salvini. Un cavaliere spigliato che diventa paladino empatico e profondo, un dress-code impeccabile per lo stilosissimo Giuseppi (anche la laziale Anna Falchi, convinta estimatrice di Simone Inzaghi, lo ha definito uomo attraente), all’insegna della tradizione sartoriale del Belpaese. L’eleganza classica dell’italiano raffinato, come lo hanno etichettato Le Figaro e New York Times.

Consueto abito blu (raramente grigio) dal taglio classico, camicia bianca, cravatte geometriche sobrie con rare fantasie micro e immancabile pochette bianca “british” su misura a quattro o tre punte. Senza dimenticare la capacità attrattiva dei suoi gemelli al polso, delle stringate Oxford e di un orologio dal quadrante classico e cinturino in cocco di colore scuro. Chic, estremamente chic il premier Giuseppi, il dandy del 21° secolo. Pur senza spillette sui revers, Conte appare talmente Dandy, anzi Daddy, da far girar la testa e non lasciar scampo alle sue “pazze bimbe” che comunque lo hanno amato anche in abbigliamento casual nella giornata del 23 febbraio (l’unica circostanza che ricordiamo), con un insolito maglioncino (più nobilmente definibile pullover per uno come lui) in  occasione di  collegamenti con vari programmi tv (Fazio, Venier, D’Urso).

Tuttavia lo stilista Santo Versace, in tempi recenti, ha confessato che con un jeans scuro il premier Conte potrebbe ringiovanirsi ancor di più. Un piacevole consiglio di stile che in ogni caso non va a toccare minimamente il carattere, l’espressionismo e l’audacia del premier che in passato, solamente in occasioni meno formali (soprattutto all’università di Firenze o alla Luiss), aveva indossato delle “insolite” camicie a righe prevalentemente di color blu. Ma il risultato anche lì era il medesimo.

COCKTAIL & APERITIVI: QUANDO IL PREMIER DIVENNE LA STAR SPORTIVA DEI  SUOI ALUNNI Ebbene sì, il prof. Conte in facoltà era definito un galantuomo da studenti e studentesse, un professore abile e piuttosto severo che dava precedenza alle ragazze quando si aprivano dibattiti e confronti in aula. E chissenefrega se bocciava e demandava spesso ai suoi assistenti d’aula: l’eleganza, anche in questo caso, riusciva a sconfiggere in lungo e in largo il fiscalismo e l’assenteismo dovuto a molteplici impegni tra università. Ma finalmente arrivò il tanto atteso giorno: alla fine di un lungo corso universitario Giuseppe Conte decise di “sbottonarsi” e di togliere una volta per tutte i panni di prof. rigido e autoritario, accettando l’invito informale dei suoi alunni ad un aperitivo. Il prof. Conte si ‘schiantò’ un gustoso prosecco e divertì i suoi ragazzi con l’inimitabile accento pugliese. Quasi come fosse un vero e proprio bomber. E a proposito di bomber, i suoi ragazzi, nei discorsi inter nos, lo chiamavano “Superpippo” proprio per la sua forte somiglianza con bomber Inzaghi. Filippo o Simone? Forse più Simone che Filippo.

L’APLOMB DI SIMONE INZAGHI, IL “SOSIA” DEL PREMIER Stile più basic e confort per il “sosia” Simone Inzaghi, nato il 5 aprile 1976 a Piacenza, molto più alto di Giuseppi (185 cm circa). Abiti su misura in fresco lana blu navy, dalla linea classica rivisitata, “conditi” da un gilet a 5 bottoni del medesimo tessuto dell’abito. Eleganza garantita in panchina, con camicia bianca (come il premier Conte), revers a lancia, pantalone con leggero risvolto, calzature estremamente in, calzino curato, capello ordinato e preciso. Udite udite, per non vederlo in abito su misura, nel corso degli anni, è servito il gelo di Kiev, gara europea disputata in Ucraina. Spiccato senso dell’impeccabilità per Simo Inzaghi, dunque, ma senza mostrare particolari narcisismi o egocentrismi di “immagine”, esattamente come il Premier. Il tutto griffato Sartoria Cardona, fashion partner della S.S. Lazio e fedele compagno di viaggio di Simone anche in tempi di matrimonio con Gaia Lucariello. Insomma, Inzaghi e Conte, mai così simili, mai così vicini. Che altro dire… Se i due maestri dello stile e della raffinatezza accettassero un giorno l’invito di Paolo Bonolis a Ciao Darwin? Anche lì, stavolta nei panni di scienziati sexy, avrebbero molto successo. Madre Natura è avvisata.

LEGGI ANCHE

ULTIME NOTIZIE

I nostri consigli ONLINE GRATIS!

Seguici sul nostro canale Telegram, clicca qui