17 Ottobre 2019 | 01:00
Array

23 marzo 1980: il giorno nero del calcio italiano VIDEO

Gli arresti nel calcio nel lontano 23 Marzo 1980

Domenica 23 marzo 1980 è una data che il calcio italiano non potrà mai dimenticare perchè mentre si stava giocando la 24.a giornata di Serie A e 27.a di Serie B la polizia entrò dentro i campi di gioco per arrestare i calciatori che erano sospettati di attività illecite sul fronte delle scommesse clandestine. La cosa che fece ancora più scalpore è che le immagini degli arresti vennero fatti vedere in diretta dalla famosa trasmissione calcistica 90° minuto condotta da Paolo Valenti.

Il fatto

Tutto iniziò il marzo di quell’anno quando il primo marzo un tale di nome Massimo Cruciani che di mestiere faceva il commerciante all’ingrosso di ortofrutta, andò alla Procura della Repubblica di Roma dove presentò un esposto affermando di essere stato truffato da alcuni calciatori della Lazio, che aveva conosciuto attraverso Alviro Trinca proprietario di un ristorante di cui era fornitore. Secondo Cruciani i calciatori della squadra capitolina lo avevano persuaso a scommettere su alcune partite del massimo campionato italiano, che a suo dire erano state combinate tra giocatori delle varie squadre. Ovviamente non tutti i risultati che erano stati combinati si verificarono, facendo così perdere tanti soldi a Cruciani. La bomba ormai era esplosa.

Calciatori arrestati

23 Marzo 1980 giornata nera per il calcio, le macchine della polizia entrano in campo
23 Marzo 1980 giornata nera per il calcio, le macchine della polizia entrano in campo

Alla fine delle indagini furono arrestati in campo ben 13 calciatori: Stefano Pellegrini (Avellino), Sergio Girardi (Genoa) Massimo Cacciatori, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia e Giuseppe Wilson (Lazio), Claudio Merlo (Lecce), Enrico Albertosi e Giorgio Morini (Milan) , Guido Margherini (Palermo), Gianfranco Casarsa, Mauro Della Martira e Luciano Zecchini (Perugia). Altri 4 invece ricevettero ordini di comparizione: Paolo Rossi (Perugia), Giuseppe Dossena e Giuseppe Savoldi (Bologna) e Oscar Damiani (Napoli).

Partite incriminate e dimissioni Artemio Franchi

Le partite incriminate della stagione 1979-80 furono 7: Milan-Lazio (finita 2-1), Avellino-Perugia (2-2), Bologna-Juventus (1-1), Lazio-Avellino (1-1), Bologna-Avellino (1-0), Milan-Napoli (1-2) e Pescara-Fiorentina (1-2). Il caso volle che questo caos avvenne pochi mesi prima dei Campionati Europei che si dovevano svolgere proprio in Italia, che costrinsero il presidente della FIGC Artemio Franchi a presentare le dimissioni.

Sentenze definitive della CAF

La sentenza di primo grado fu resa pubblica dalla Commissione Disciplinare della Lega Nazionale Professionisti a campionati ormai conclusi, mentre nel processo d’appello, la CAF rese pubbliche (tra il 19 luglio e il 31 luglio 1980) le sentenza inappellabili che videro Lazio e Milan declassate rispettivamente all’ultimo e penultimo posto in classifica e di conseguenza retrocesse in Serie B, mentre Avellino, Bologna e Perugia penalizzate di 5 punti da scontare nel campionato successivo. Invece Juventus, Napoli e Pescara furono assolte. Nel campionato cadetto Palermo e Taranto penalizzate di 5 punti, con Lecce, Genoa e Pistoiese assolte.

Per quanto riguarda i calciatori le pene più severe vennero comminate a Stefano Pellegrini (6 anni), Massimo Cacciatori e Mauro Della Martira (5 anni), Enrico Albertosi (4 anni), Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Giuseppe Savoldi (3 anni e mezzo), Luciano Zecchini e Giuseppe Wilson (3 anni), Paolo Rossi (2 anni).

Paolo Rossi e riduzione squalifiche

Da ricordare la storia di Paolo Rossi che finita di scontare la squalifica il 29 aprile 1982 giocò solamente le ultime tre giornate di quel campionato, ma che gli permisero di essere convocato dal ct Enzo Bearzot, scelta che poi si rivelò decisiva per la conquista del mondiale spagnolo e proprio dopo il terzo titolo, la FIGC decise uno sconto di pena dando un’amnistia a tutti i calciatori che erano ancora sotto squalifica. L’unico che decise di appendere gli scarpini al chiodo nonostante il condono, fu Giuseppe Wilson che decise di uscire dal mondo del calcio in maniera definitiva rifiutando la proposta della Lazio che voleva affidargli la carica di Direttore Generale.

Purtroppo non sarà l’unica pagina nera, perchè nel maggio del 2006 uscirà fuori un secondo scandalo, ovvero Calciopoli, ma questa è un’altra storia.

Loading...

RACCOMANDATI

Seguici su Facebook

Aiutaci a crescere!