Brescia, ultras attaccano Balotelli: “E’ italiano, ma ci dà fastidio la sua arroganza”

Brescia 1911, gruppo ultras delle "rondinelle", risponde con un lungo comunicato agli episodi di razzismo che hanno coinvolto Mario Balotelli durante la gara contro il Verona

Brescia, gli ultras contro Balotelli: “E’ italiano, ma ha degli atteggiamenti arroganti”

Impugnano l’arma del giustificazionismo gli ultras del Brescia pur di non andare contro il sistema del tifo organizzato. Mario Balotelli non viene risparmiato neanche dai propri tifosi, i propri concittadini, che, in merito agli insulti razzisti rivolti dalla curva veronese all’indirizzo dell’attaccante italiano, hanno risposto con un lungo comunicato pubblicato dal gruppo Brescia 1911, e di cui riportiamo alcuni stralci: “Non eravamo a Verona perché la tessera ce l’ha impedito. Allo stadio siamo apolitici e, per questo, non ci sentiamo superiori agli altri. Le tifoserie, comunque, non possono essere considerate razziste, perché in ogni squadra giocano sempre più stranieri. Il razzismo c’è stato, c’è e ci sarà sempre, purtroppo”.

Sebbene nessuno di noi conosca personalmente Mario Balotelli, dobbiamo ammettere di avere avuto opinioni discordanti (su chi lo considera vittima sacrificale) e sul suo conto fin da prima che indossasse la nostra maglia. Non per questo lo abbiamo oltraggiato o denigrato quando è venuto a Brescia, anzi, l’abbiamo sostenuto come chiunque indossi questa maglia […] Il fatto che abiti a Brescia e indossi la nostra maglia, però, non lo eleva al di sopra di tutto e tutti e l’arroganza che sembra trasparire dalla sua persona non è giustificabile, in particolar modo quando la porta in campo ed è motivo di destabilizzazione per la squadra e imbarazzo per la tifoseria […] Detto questo, siamo estremamente convinti che Balotelli sia italiano e, per di più, bresciano, ma lui deve convincersi di una cosa: proprio perché gioca nel  Brescia, da bresciano, la sua dedizione alla causa deve essere pari, o addirittura superiore, a quella dei suoi compagni”.

Ultras Brescia 1911: “No alla criminalizzazione delle tifoserie”

Gli stessi ultras, all’interno del comunicato, sono poi passati a parlare della “gogna” mediatica che ha coinvolto Luca Castellini, capo ultras del Verona che, il giorno dopo la gara si era espresso con toni forti all’indirizzo dello stesso Balotelli, definendolo “Non italiano” e quindi giustificando il comportamento dei propri compagni di tifo.

Dichiarazioni che gli sono costate dieci anni d’interdizione dall’impianto gialloblù: “Sia chiaro a tutti: non intendiamo fare gli avvocati del diavolo, e non vogliamo neanche passare per simpatizzanti filo-veronesi, ma a noi piace menzionare gli Ultras gialloblù per la loro solidarietà dimostrata soprattutto nei drammatici mesi in cui un ragazzo del nostro gruppo rimase in coma per un immotivato pestaggio della celere, nella stazione di Porta Nuova, proprio dopo un derby col Verona. Inoltre, per quanto opinabili, le parole nel post partita di uno dei leader della curva veronese non possono giustificare la caccia alle streghe scatenata dai media e le istituzioni nell’ennesimo tentativo di criminalizzare e, infine, giustiziare l’intero mondo ultras . Per non parlare del provvedimento preso dalla società veronese che, grazie alla possibilità di applicare il codice etico, impedirà l’ingresso allo Stadio per i prossimi dieci anni a un suo storico tifoso, che ha avuto il coraggio di esprimere un pensiero forse molto forte, ma che c’entra poco o nulla con lo stadio e il tifo in generale”. Per questo esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di chi ha subito l’ennesimo provvedimento liberticida, non da parte della questura, che non ha ritenuto così grave il fatto, ma dalla propria società”.

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