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Cuori infranti e telenovele infinite: quando il lieto fine si trasforma in un epilogo da incubo

Da Icardi a Emre Can passando per Nkoulou: quando il lieto fine viene a mancare

CALCIOMERCATO – Esistono storie d’amore destinate a durare in eterno, legami indissolubili e indivisibili come l’attrazione energetica che tiene uniti gli atomi di una molecola, connessioni vincolanti oltre il tempo e lo spazio. Nel mondo del cinema, dello sport, della musica, della letteratura, così come nella vita quotidiana. È il caso del compianto Patrick Swayze e di Demi Moore, protagonisti del film cult “Ghost” e incarnazione del concetto di amore immortale: nel finale, all’addio di Sam, Molly ribatte con un semplice “ciao”, convinta che la loro congiunzione sentimentale possa perpetuarsi oltre la vita terrena.

L'amore immortale di Sam e Molly
Patrick Swayze e Demi Moore protagonisti del film cult “Ghost” / @Cinefilos.it

Come dimenticare, poi, il duo Battisti-Mogol, autore di pagine indelebili della musica italiana o la passione sfrenata che legò Paolo e Francesca in vita così come nel cerchio dei lussuriosi, all’interno del quinto canto dell’Inferno dantesco. Fino ad arrivare al mondo del calcio: da Zanetti a Del Piero, da Totti a Maldini, ultimi esemplari di una specie ormai in via di estinzione. Quella delle bandiere e del “Romanticismo del pallone”.

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Icardi e l’Inter, c’eravamo tanto amati / @Gossip

Non tutte le favole, però, iniziano con “C’era una volta…” e si concludono con il principe che, in sella al suo nobile destriero, salva la principessa dalle grinfie del cattivo di turno e la riporta al suo magico castello. Certe volte può accadere che l’impavido cavaliere, lungo il percorso, si innamori di un’altra donzella, dimenticando la missione originaria, o ancora si trasformi in un essere assetato di sangue e bramoso di vendetta.

A proposito di metamorfosi improvvise, degne dell’omonima opera del poeta romano Ovidio, si è conclusa nel peggiore dei modi l’avventura nerazzurra di Mauro Icardi, migrato in Francia proprio negli ultimi minuti disponibili di un’avvincente e tribolata sessione di calciomercato. Sei anni di amore incondizionato spazzati via da sette mesi di incomprensioni, veleni e ingiurie. Eppure sembrava davvero che il matrimonio tra il bomber rosarino e la Beneamata potesse concludersi con la formula finale “E vissero tutti felici e contenti”. La fascia da capitano, i gol, la conquista della prima qualificazione Champions e, soprattutto, le lacrime di gioia versate all’Olimpico dopo il 2-3 rifilato alla Lazio: tutto finito nell’oblio più profondo. Sempre con riferimento al mondo delle favole, decisiva è stata l’entrata in scena della “matrigna”, moglie e agente dell’argentino che, tra dichiarazioni inopportune e richieste fuori luogo, ha contribuito a spezzare quel legame che, fino a qualche tempo prima, sembrava poter resistere alle peggiori intemperie.

Nessun lieto fine nemmeno per Emre Can e Nkoulou. A differenza dell’ex capitano nerazzurro, però, i due sono rimasti, loro malgrado, alla corte di Sarri e Mazzarri. Difficile pronosticare, ad esempio, che un caso del genere potesse scoppiare proprio in una delle società più rigide ed intransigenti del panorama italiano, la Vecchia Signora. “La Juventus l’ho rifiutata tre volte. Lì vogliono solo soldatini, che vanno sempre dritti. Io sono uno che esce spesso dai binari”, aveva confessato lo stesso Cassano non troppo tempo fa a testimonianza di quanto detto in precedenza. I ruoli, ora, appaiono invertiti: l’Inter ha lasciato per strada briciole della sua proverbiale pazzia e la Juventus le ha prontamente raccolte e conservate. Ma, parafrasando Eraclito, “tutto scorre”, ogni cosa si trasforma ed è destinata a sottostare alla legge non scritta del cambiamento.

Se il caso Emre Can sembra essere momentaneamente rientrato con le scuse pubbliche dell’ex centrocampista del Liverpool, non può dirsi lo stesso di quello relativo al roccioso difensore del Torino. Difficile che i fibroblasti sintetizzino in fretta le fibre di collagene necessarie per rimarginare la ferita e creare nuovo tessuto epiteliale, nonostante le ultime dichiarazioni distensive dello stesso Nkoulou. Rifiutarsi di scendere in campo in occasione dell’esordio in campionato contro il Sassuolo, a causa del mancato trasferimento alla Roma, integra, nel mondo del calcio, il reato di “alto tradimento”, perpetuato nei confronti di società, compagni di squadra e tifoseria. Una fattispecie penale punibile, secondo l’ex bandiera granata Ciccio Graziani, con “quattro anni di squalifica senza stipendio”.

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Pandev all’Inter dopo aver intentato causa alla Lazio / @Sky Sport

L’indivisibilità si rivela, spesso, una mera illusione. Gli atomi (dal greco “atomos”, indivisibile), ad esempio, sono stati considerati per tempo immemore le unità più piccole della materia, almeno fino a quando Thomson decise di sovvertire le credenze comuni con la scoperta delle particelle subatomiche. Sembravano indivisibili, allo stesso modo, i destini di Goran Pandev e della Lazio, prima che l’attaccante macedone decidesse di adire alle vie legali e tornare all’Inter, dopo cinque anni di fedeltà biancoceleste. Percorso simile anche per Stefan De Vrij, approdato in nerazzurro in seguito alla naturale scadenza del contratto che lo legava al club capitolino. Un finale thrilling, in considerazione del fatto che è stato proprio un autogol del difensore olandese, già promesso sposo dell’Inter, a negare la qualificazione Champions a Immobile e compagni nella sfida da dentro-fuori contro la compagine di Spalletti.

Ritornando all’attualità, l’unica vera eccezione dell’ultima sessione di calciomercato è rappresentata dalla permanenza in giallorosso di Edin Dzeko. I rapporti non certo idilliaci sull’asse Milano-Roma, infatti, hanno portato il bosniaco a rinnovare il proprio contratto con la Roma e a respingere, in extremis, le dolci e suadenti lusinghe di Antonio Conte. Tracce residuali di quel romanticismo calcistico, che sembra essere scomparso quasi del tutto da una realtà guidata, oggi più che mai, da una molteplicità di interessi economici e commerciali.

Storie di calciomercato profondamente simili, eppure così diverse, condizionate da colpi di scena che hanno trasformato un possibile epilogo da favola in un finale da film horror. In fondo, però, parafrasando il noto regista Orson Welles, “il lieto fine dipende da dove interrompete la vostra storia”.

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