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Epopea Inter 2009-2019, dalle “stelle” alle “stalle”: è giunto il momento della rinascita?

Da Moratti a Zhang, la cronistoria dell'ultimo decennio nerazzurro

INTER –Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui è un onore”. Con queste parole del compianto Giacinto Facchetti, oggi è l’anniversario della sua scomparsa, è possibile sintetizzare alla perfezione l’Inter dell’ultimo decennio. Dalla conquista della Champions League, che portò al sogno del Triplete, uno dei momenti più iconici del panorama calcistico italiano, fino alle stagioni successive avare di soddisfazioni. Tra le cause da imputare vi è probabilmente lo shock per la conclusione dell’epoca Moratti a cui può essere rimproverata una gestione societaria non particolarmente oculata. Sono passati dieci anni dallo storico trionfo e quest’anno, come non accadeva da diverso tempo, è presente un certo ottimismo intorno alla squadra di Conte. Con le cessioni di giocatori “problematici” come Naingolann, Perisic e Icardi e l’acquisto di top player quali Lukaku, Sanchez e Godin sicuramente i tifosi neroazzurri riusciranno a togliersi qualche soddisfazione, o almeno lo sperano.

L’Inter del Triplete, stagione 2009-2010: una squadra, una famiglia

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Milito, sua la doppietta in finale di Champions
Milito, il principe del Triplete nerazzurro / @PassioneInter

 

 

Il 2006 è stato un anno fondamentale. Con lo scandalo Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juventus nella serie cadetta, la vittoria dell’Italia ai Mondiali in casa dei rivali tedeschi e l’inizio di quello che sarà per l’Inter un dominio incontrastato entro i confini del Bel Paese. Dopo i primi successi targati Roberto Mancini (3 Campionati, 2 coppe Italia e 2 Supercoppe italiane), l’attuale ct della Nazionale venne esonerato per via dell’ennesimo fallimento nella massima competizione europea. Al suo posto venne chiamato il portoghese José Mourinho, vincitore della Champions League con il Porto, per cercare di raggiungere l’ambito titolo europeo. In una recente intervista per DAZN, Mourinho ha indicato il momento esatto in cui prese consapevolezza della rosa a disposizione e di cosa serviva per raggiungere l’agognato traguardo: l’eliminazione dalla Champions ad opera del Manchester United nel 2008. Come racconta il tecnico portoghese: “Quella sera stessa ebbi una riunione con il presidente a cui dissi che con la rosa a disposizione avremmo potuto vincere il campionato anche per gli anni a venire. Ma per vincere la Champions serviva qualcosa di più“.

In quella sessione di mercato arrivarono giocatori di grande esperienza come l’attaccante del Barcellona Samuel Eto’o, il difensore ex Bayern Monaco Lucio, l’olandese Sneijder, l’attaccante argentino Diego Milito e l’italo-brasiliano Thiago Motta dal Genoa. Non colpi di prospettiva, data l’età dei giocatori, ma dal forte senso di appartenenza. Erano i giocatori giusti per vincere tutto e subito. La forza tattica di Mourinho fu quella di aver trovato un equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, il rischio poteva risultare quello di trascurare la copertura difensiva, cosa che non avvenne come testimoniato dai 45 gol subiti nell’intera stagione. Inoltre, le intuizioni dello Special One furono quelle di adattare i giocatori alle situazioni anche in ruoli non propri, potendo così vedere in una finale di Champions League, Javier Zanetti interno di centrocampo e Eto’o esterno.

La rosa di quel periodo era caratterizzata da un dato molto importante: la quasi totale assenza di giocatori italiani in rosa. Una delle maggiori critiche ricevute infatti fu quella della presenza di soli 6 italiani, di cui due portieri di riserva (Toldo e Orlandoni), due provenienti dalla primavera (Santon e Balotelli), un oriundo (Thiago Motta) e il difensore Materazzi. Tale scelta fu ampiamente criticata sopratutto in relazione ai risultati negativi della Nazionale maggiore (eliminazione ai quarti contro la Spagna agli Europei del 2008 e eliminazione ai gironi nei Mondiali sudafricani del 2010).

L’Inter asiatica, stagioni 2011-2018: la gestione societaria da Thohir a Zhang

Inter, l'ultimo decennio nerazzurro
Inter, da Moratti a Thohir fino ad arrivare a Zhang / @Fc Inter 1908

Gli anni successivi non portarono altrettanti successi. L’ultimo triennio della presidenza Moratti vide alzare al cielo una supercoppa italiana, un mondiale per club e una coppa italia, mentre sulla panchina neroazzurra si susseguirono sei allenatori (Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni e Mazzarri). Se la gioia di aver trattenuto gli eroi del Triplete fu sicuramente apprezzata dalla tifoseria, dall’altra può essere considerata come punto nevralgico delle successive annate disastrose. Aver mantenuto in rosa giocatori avanti con l’età e soprattutto senza “fame di vincere” ha evidenziato una mancata pianificazione del futuro da parte del club.

La stagione 2014-2015 si aprì con una grossa novità societaria. Nell’ottobre dell’anno precedente, infatti, Massimo Moratti vendette la maggioranza societaria ad Erick Thohir, imprenditore indonesiano, che ne divenne quindi il nuovo presidente. Purtroppo con il cambio di diregenza non si ebbe la svolta sperata dai tifosi. La strategia sul mercato della nuova dirigenza fu dettata fondamentalmente da un bilancio che vedeva un passivo di circa 180 milioni di euro e ricavi ridotti all’osso. Il mercato, limitato dal Fair play finanziario, ha portato comunque giocatori che risulteranno importanti per il presente come D’Ambrosio e Brozovic, ma anche giocatori che deluderanno le aspettative come Miranda, Kondogbia, Perisic e Jovetic. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 2015-2016, ultima annata del magnate indonesiano che decise di vendere il pacchetto di maggioranza al Suning Holdings Group, con a capo della società neroazzura il giovane Steven Zhang.

La nuova dirigenza cinese, dopo un primo anno caratterizzato da una certa confusione tecnica, con Mancini dimissionario a pochi giorni dall’inizio del campionato, e da oltre 150 milioni di euro spesi per i vari Candreva, Joao Mario e Gabriel Barbosa, decise di affidare la squadra all’ex allenatore della Roma Luciano Spalletti. I due anni di gestione da parte del tecnico toscano hanno portato al ritorno in Champions League dopo i sette anni di assenza. Fuori dal campo, invece, l’ultimo biennio è stato caratterizzato da continue tensioni con la società e giocatori. Dal caso dell’esclusione di Nainggolan contro il Napoli, voluto proprio dal tecnico fiorentino, fino alla frattura con Mauro Icardi. Con l’argentino l’inizio dello strappo divenne di dominio pubblico in seguito all’assegnazione della fascia da capitano a Samir Handanovic e al paventato dolore al ginocchio lamentato dal bomber rosarino. La gestione da parte del tecnico non fu delle migliori, con proclami alla stampa e continue tensioni con la società, rea di non supportarlo pubblicamente. Probabilmente il tecnico toscano non ha fatto tesoro dell’esperienza sulla gestione dello spogliatoio dopo il “caso Totti” alla Roma.

L’Inter di Marotta e Conte, stagione 2019-2020: pronti al riscatto?

La stagione in corso vede l’Inter tra le favorite del campionato. Questo perchè sembrerebbero risolti i problemi che hanno attanagliato negli ultimi anni il quadro gestionale societario. Ad oggi, infatti, con una presidenza in grado di disporre di cifre importanti, dirigenti con mentalità ed esperienza e, non ultimo, con l’approdo di un tecnico come Antonio Conte, sembrerebbero esserci le premesse ottimali per assistere ad una nuova alba di futuri successi. Risolti i casi spinosi di Nainggolan, Perisic e Icardi, il mercato estivo ha portato alla Pinetina giocatori di assoluto valore: Godin, Lukaku, Sanchez. Inoltre, l’inversione di tendenza è rappresentata dalla scelta di puntare sui giovani talenti italiani: Sensi, Barella, Politano, Bastoni, Di Marco, il baby Esposito e il rientrante Biraghi, per un’Inter che vuole tornare ad essere Made in Italy. I giocatori stranieri infatti sono attualmente 13 (48,1% fonte TransferMarkt) con una età media di 27 anni. Questo è il mix perfetto che coniuga esperienza e gioventù, valorizzando anche il prodotto della primavera e i giovani calciatori italiani.

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INTER –Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui è un onore”. Con queste parole del compianto Giacinto Facchetti, oggi è l’anniversario della sua scomparsa, è possibile sintetizzare alla perfezione l’Inter dell’ultimo decennio. Dalla conquista della Champions League, che portò al sogno del Triplete, uno dei momenti più iconici del panorama calcistico italiano, fino alle stagioni successive avare di soddisfazioni. Tra le cause da imputare vi è probabilmente lo shock per la conclusione dell’epoca Moratti a cui può essere rimproverata una gestione societaria non particolarmente oculata. Sono passati dieci anni dallo storico trionfo e quest’anno, come non accadeva da diverso tempo, è presente un certo ottimismo intorno alla squadra di Conte. Con le cessioni di giocatori “problematici” come Naingolann, Perisic e Icardi e l’acquisto di top player quali Lukaku, Sanchez e Godin sicuramente i tifosi neroazzurri riusciranno a togliersi qualche soddisfazione, o almeno lo sperano.

L’Inter del Triplete, stagione 2009-2010: una squadra, una famiglia

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Milito, sua la doppietta in finale di Champions
Milito, il principe del Triplete nerazzurro / @PassioneInter

 

 

Il 2006 è stato un anno fondamentale. Con lo scandalo Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juventus nella serie cadetta, la vittoria dell’Italia ai Mondiali in casa dei rivali tedeschi e l’inizio di quello che sarà per l’Inter un dominio incontrastato entro i confini del Bel Paese. Dopo i primi successi targati Roberto Mancini (3 Campionati, 2 coppe Italia e 2 Supercoppe italiane), l’attuale ct della Nazionale venne esonerato per via dell’ennesimo fallimento nella massima competizione europea. Al suo posto venne chiamato il portoghese José Mourinho, vincitore della Champions League con il Porto, per cercare di raggiungere l’ambito titolo europeo. In una recente intervista per DAZN, Mourinho ha indicato il momento esatto in cui prese consapevolezza della rosa a disposizione e di cosa serviva per raggiungere l’agognato traguardo: l’eliminazione dalla Champions ad opera del Manchester United nel 2008. Come racconta il tecnico portoghese: “Quella sera stessa ebbi una riunione con il presidente a cui dissi che con la rosa a disposizione avremmo potuto vincere il campionato anche per gli anni a venire. Ma per vincere la Champions serviva qualcosa di più“.

In quella sessione di mercato arrivarono giocatori di grande esperienza come l’attaccante del Barcellona Samuel Eto’o, il difensore ex Bayern Monaco Lucio, l’olandese Sneijder, l’attaccante argentino Diego Milito e l’italo-brasiliano Thiago Motta dal Genoa. Non colpi di prospettiva, data l’età dei giocatori, ma dal forte senso di appartenenza. Erano i giocatori giusti per vincere tutto e subito. La forza tattica di Mourinho fu quella di aver trovato un equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, il rischio poteva risultare quello di trascurare la copertura difensiva, cosa che non avvenne come testimoniato dai 45 gol subiti nell’intera stagione. Inoltre, le intuizioni dello Special One furono quelle di adattare i giocatori alle situazioni anche in ruoli non propri, potendo così vedere in una finale di Champions League, Javier Zanetti interno di centrocampo e Eto’o esterno.

La rosa di quel periodo era caratterizzata da un dato molto importante: la quasi totale assenza di giocatori italiani in rosa. Una delle maggiori critiche ricevute infatti fu quella della presenza di soli 6 italiani, di cui due portieri di riserva (Toldo e Orlandoni), due provenienti dalla primavera (Santon e Balotelli), un oriundo (Thiago Motta) e il difensore Materazzi. Tale scelta fu ampiamente criticata sopratutto in relazione ai risultati negativi della Nazionale maggiore (eliminazione ai quarti contro la Spagna agli Europei del 2008 e eliminazione ai gironi nei Mondiali sudafricani del 2010).

L’Inter asiatica, stagioni 2011-2018: la gestione societaria da Thohir a Zhang

Inter, l'ultimo decennio nerazzurro
Inter, da Moratti a Thohir fino ad arrivare a Zhang / @Fc Inter 1908

Gli anni successivi non portarono altrettanti successi. L’ultimo triennio della presidenza Moratti vide alzare al cielo una supercoppa italiana, un mondiale per club e una coppa italia, mentre sulla panchina neroazzurra si susseguirono sei allenatori (Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni e Mazzarri). Se la gioia di aver trattenuto gli eroi del Triplete fu sicuramente apprezzata dalla tifoseria, dall’altra può essere considerata come punto nevralgico delle successive annate disastrose. Aver mantenuto in rosa giocatori avanti con l’età e soprattutto senza “fame di vincere” ha evidenziato una mancata pianificazione del futuro da parte del club.

La stagione 2014-2015 si aprì con una grossa novità societaria. Nell’ottobre dell’anno precedente, infatti, Massimo Moratti vendette la maggioranza societaria ad Erick Thohir, imprenditore indonesiano, che ne divenne quindi il nuovo presidente. Purtroppo con il cambio di diregenza non si ebbe la svolta sperata dai tifosi. La strategia sul mercato della nuova dirigenza fu dettata fondamentalmente da un bilancio che vedeva un passivo di circa 180 milioni di euro e ricavi ridotti all’osso. Il mercato, limitato dal Fair play finanziario, ha portato comunque giocatori che risulteranno importanti per il presente come D’Ambrosio e Brozovic, ma anche giocatori che deluderanno le aspettative come Miranda, Kondogbia, Perisic e Jovetic. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 2015-2016, ultima annata del magnate indonesiano che decise di vendere il pacchetto di maggioranza al Suning Holdings Group, con a capo della società neroazzura il giovane Steven Zhang.

La nuova dirigenza cinese, dopo un primo anno caratterizzato da una certa confusione tecnica, con Mancini dimissionario a pochi giorni dall’inizio del campionato, e da oltre 150 milioni di euro spesi per i vari Candreva, Joao Mario e Gabriel Barbosa, decise di affidare la squadra all’ex allenatore della Roma Luciano Spalletti. I due anni di gestione da parte del tecnico toscano hanno portato al ritorno in Champions League dopo i sette anni di assenza. Fuori dal campo, invece, l’ultimo biennio è stato caratterizzato da continue tensioni con la società e giocatori. Dal caso dell’esclusione di Nainggolan contro il Napoli, voluto proprio dal tecnico fiorentino, fino alla frattura con Mauro Icardi. Con l’argentino l’inizio dello strappo divenne di dominio pubblico in seguito all’assegnazione della fascia da capitano a Samir Handanovic e al paventato dolore al ginocchio lamentato dal bomber rosarino. La gestione da parte del tecnico non fu delle migliori, con proclami alla stampa e continue tensioni con la società, rea di non supportarlo pubblicamente. Probabilmente il tecnico toscano non ha fatto tesoro dell’esperienza sulla gestione dello spogliatoio dopo il “caso Totti” alla Roma.

L’Inter di Marotta e Conte, stagione 2019-2020: pronti al riscatto?

La stagione in corso vede l’Inter tra le favorite del campionato. Questo perchè sembrerebbero risolti i problemi che hanno attanagliato negli ultimi anni il quadro gestionale societario. Ad oggi, infatti, con una presidenza in grado di disporre di cifre importanti, dirigenti con mentalità ed esperienza e, non ultimo, con l’approdo di un tecnico come Antonio Conte, sembrerebbero esserci le premesse ottimali per assistere ad una nuova alba di futuri successi. Risolti i casi spinosi di Nainggolan, Perisic e Icardi, il mercato estivo ha portato alla Pinetina giocatori di assoluto valore: Godin, Lukaku, Sanchez. Inoltre, l’inversione di tendenza è rappresentata dalla scelta di puntare sui giovani talenti italiani: Sensi, Barella, Politano, Bastoni, Di Marco, il baby Esposito e il rientrante Biraghi, per un’Inter che vuole tornare ad essere Made in Italy. I giocatori stranieri infatti sono attualmente 13 (48,1% fonte TransferMarkt) con una età media di 27 anni. Questo è il mix perfetto che coniuga esperienza e gioventù, valorizzando anche il prodotto della primavera e i giovani calciatori italiani.

Epopea Inter 2009-2019, dalle “stelle” alle “stalle”: è giunto il momento della rinascita?

Da Moratti a Zhang, la cronistoria dell'ultimo decennio nerazzurro

INTER –Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui è un onore”. Con queste parole del compianto Giacinto Facchetti, oggi è l’anniversario della sua scomparsa, è possibile sintetizzare alla perfezione l’Inter dell’ultimo decennio. Dalla conquista della Champions League, che portò al sogno del Triplete, uno dei momenti più iconici del panorama calcistico italiano, fino alle stagioni successive avare di soddisfazioni. Tra le cause da imputare vi è probabilmente lo shock per la conclusione dell’epoca Moratti a cui può essere rimproverata una gestione societaria non particolarmente oculata. Sono passati dieci anni dallo storico trionfo e quest’anno, come non accadeva da diverso tempo, è presente un certo ottimismo intorno alla squadra di Conte. Con le cessioni di giocatori “problematici” come Naingolann, Perisic e Icardi e l’acquisto di top player quali Lukaku, Sanchez e Godin sicuramente i tifosi neroazzurri riusciranno a togliersi qualche soddisfazione, o almeno lo sperano.

L’Inter del Triplete, stagione 2009-2010: una squadra, una famiglia

Milito, sua la doppietta in finale di Champions
Milito, il principe del Triplete nerazzurro / @PassioneInter

 

 

Il 2006 è stato un anno fondamentale. Con lo scandalo Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juventus nella serie cadetta, la vittoria dell’Italia ai Mondiali in casa dei rivali tedeschi e l’inizio di quello che sarà per l’Inter un dominio incontrastato entro i confini del Bel Paese. Dopo i primi successi targati Roberto Mancini (3 Campionati, 2 coppe Italia e 2 Supercoppe italiane), l’attuale ct della Nazionale venne esonerato per via dell’ennesimo fallimento nella massima competizione europea. Al suo posto venne chiamato il portoghese José Mourinho, vincitore della Champions League con il Porto, per cercare di raggiungere l’ambito titolo europeo. In una recente intervista per DAZN, Mourinho ha indicato il momento esatto in cui prese consapevolezza della rosa a disposizione e di cosa serviva per raggiungere l’agognato traguardo: l’eliminazione dalla Champions ad opera del Manchester United nel 2008. Come racconta il tecnico portoghese: “Quella sera stessa ebbi una riunione con il presidente a cui dissi che con la rosa a disposizione avremmo potuto vincere il campionato anche per gli anni a venire. Ma per vincere la Champions serviva qualcosa di più“.

In quella sessione di mercato arrivarono giocatori di grande esperienza come l’attaccante del Barcellona Samuel Eto’o, il difensore ex Bayern Monaco Lucio, l’olandese Sneijder, l’attaccante argentino Diego Milito e l’italo-brasiliano Thiago Motta dal Genoa. Non colpi di prospettiva, data l’età dei giocatori, ma dal forte senso di appartenenza. Erano i giocatori giusti per vincere tutto e subito. La forza tattica di Mourinho fu quella di aver trovato un equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, il rischio poteva risultare quello di trascurare la copertura difensiva, cosa che non avvenne come testimoniato dai 45 gol subiti nell’intera stagione. Inoltre, le intuizioni dello Special One furono quelle di adattare i giocatori alle situazioni anche in ruoli non propri, potendo così vedere in una finale di Champions League, Javier Zanetti interno di centrocampo e Eto’o esterno.

La rosa di quel periodo era caratterizzata da un dato molto importante: la quasi totale assenza di giocatori italiani in rosa. Una delle maggiori critiche ricevute infatti fu quella della presenza di soli 6 italiani, di cui due portieri di riserva (Toldo e Orlandoni), due provenienti dalla primavera (Santon e Balotelli), un oriundo (Thiago Motta) e il difensore Materazzi. Tale scelta fu ampiamente criticata sopratutto in relazione ai risultati negativi della Nazionale maggiore (eliminazione ai quarti contro la Spagna agli Europei del 2008 e eliminazione ai gironi nei Mondiali sudafricani del 2010).

L’Inter asiatica, stagioni 2011-2018: la gestione societaria da Thohir a Zhang

Inter, l'ultimo decennio nerazzurro
Inter, da Moratti a Thohir fino ad arrivare a Zhang / @Fc Inter 1908

Gli anni successivi non portarono altrettanti successi. L’ultimo triennio della presidenza Moratti vide alzare al cielo una supercoppa italiana, un mondiale per club e una coppa italia, mentre sulla panchina neroazzurra si susseguirono sei allenatori (Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni e Mazzarri). Se la gioia di aver trattenuto gli eroi del Triplete fu sicuramente apprezzata dalla tifoseria, dall’altra può essere considerata come punto nevralgico delle successive annate disastrose. Aver mantenuto in rosa giocatori avanti con l’età e soprattutto senza “fame di vincere” ha evidenziato una mancata pianificazione del futuro da parte del club.

La stagione 2014-2015 si aprì con una grossa novità societaria. Nell’ottobre dell’anno precedente, infatti, Massimo Moratti vendette la maggioranza societaria ad Erick Thohir, imprenditore indonesiano, che ne divenne quindi il nuovo presidente. Purtroppo con il cambio di diregenza non si ebbe la svolta sperata dai tifosi. La strategia sul mercato della nuova dirigenza fu dettata fondamentalmente da un bilancio che vedeva un passivo di circa 180 milioni di euro e ricavi ridotti all’osso. Il mercato, limitato dal Fair play finanziario, ha portato comunque giocatori che risulteranno importanti per il presente come D’Ambrosio e Brozovic, ma anche giocatori che deluderanno le aspettative come Miranda, Kondogbia, Perisic e Jovetic. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 2015-2016, ultima annata del magnate indonesiano che decise di vendere il pacchetto di maggioranza al Suning Holdings Group, con a capo della società neroazzura il giovane Steven Zhang.

La nuova dirigenza cinese, dopo un primo anno caratterizzato da una certa confusione tecnica, con Mancini dimissionario a pochi giorni dall’inizio del campionato, e da oltre 150 milioni di euro spesi per i vari Candreva, Joao Mario e Gabriel Barbosa, decise di affidare la squadra all’ex allenatore della Roma Luciano Spalletti. I due anni di gestione da parte del tecnico toscano hanno portato al ritorno in Champions League dopo i sette anni di assenza. Fuori dal campo, invece, l’ultimo biennio è stato caratterizzato da continue tensioni con la società e giocatori. Dal caso dell’esclusione di Nainggolan contro il Napoli, voluto proprio dal tecnico fiorentino, fino alla frattura con Mauro Icardi. Con l’argentino l’inizio dello strappo divenne di dominio pubblico in seguito all’assegnazione della fascia da capitano a Samir Handanovic e al paventato dolore al ginocchio lamentato dal bomber rosarino. La gestione da parte del tecnico non fu delle migliori, con proclami alla stampa e continue tensioni con la società, rea di non supportarlo pubblicamente. Probabilmente il tecnico toscano non ha fatto tesoro dell’esperienza sulla gestione dello spogliatoio dopo il “caso Totti” alla Roma.

L’Inter di Marotta e Conte, stagione 2019-2020: pronti al riscatto?

La stagione in corso vede l’Inter tra le favorite del campionato. Questo perchè sembrerebbero risolti i problemi che hanno attanagliato negli ultimi anni il quadro gestionale societario. Ad oggi, infatti, con una presidenza in grado di disporre di cifre importanti, dirigenti con mentalità ed esperienza e, non ultimo, con l’approdo di un tecnico come Antonio Conte, sembrerebbero esserci le premesse ottimali per assistere ad una nuova alba di futuri successi. Risolti i casi spinosi di Nainggolan, Perisic e Icardi, il mercato estivo ha portato alla Pinetina giocatori di assoluto valore: Godin, Lukaku, Sanchez. Inoltre, l’inversione di tendenza è rappresentata dalla scelta di puntare sui giovani talenti italiani: Sensi, Barella, Politano, Bastoni, Di Marco, il baby Esposito e il rientrante Biraghi, per un’Inter che vuole tornare ad essere Made in Italy. I giocatori stranieri infatti sono attualmente 13 (48,1% fonte TransferMarkt) con una età media di 27 anni. Questo è il mix perfetto che coniuga esperienza e gioventù, valorizzando anche il prodotto della primavera e i giovani calciatori italiani.

INTER –Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui è un onore”. Con queste parole del compianto Giacinto Facchetti, oggi è l’anniversario della sua scomparsa, è possibile sintetizzare alla perfezione l’Inter dell’ultimo decennio. Dalla conquista della Champions League, che portò al sogno del Triplete, uno dei momenti più iconici del panorama calcistico italiano, fino alle stagioni successive avare di soddisfazioni. Tra le cause da imputare vi è probabilmente lo shock per la conclusione dell’epoca Moratti a cui può essere rimproverata una gestione societaria non particolarmente oculata. Sono passati dieci anni dallo storico trionfo e quest’anno, come non accadeva da diverso tempo, è presente un certo ottimismo intorno alla squadra di Conte. Con le cessioni di giocatori “problematici” come Naingolann, Perisic e Icardi e l’acquisto di top player quali Lukaku, Sanchez e Godin sicuramente i tifosi neroazzurri riusciranno a togliersi qualche soddisfazione, o almeno lo sperano.

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Il 2006 è stato un anno fondamentale. Con lo scandalo Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juventus nella serie cadetta, la vittoria dell’Italia ai Mondiali in casa dei rivali tedeschi e l’inizio di quello che sarà per l’Inter un dominio incontrastato entro i confini del Bel Paese. Dopo i primi successi targati Roberto Mancini (3 Campionati, 2 coppe Italia e 2 Supercoppe italiane), l’attuale ct della Nazionale venne esonerato per via dell’ennesimo fallimento nella massima competizione europea. Al suo posto venne chiamato il portoghese José Mourinho, vincitore della Champions League con il Porto, per cercare di raggiungere l’ambito titolo europeo. In una recente intervista per DAZN, Mourinho ha indicato il momento esatto in cui prese consapevolezza della rosa a disposizione e di cosa serviva per raggiungere l’agognato traguardo: l’eliminazione dalla Champions ad opera del Manchester United nel 2008. Come racconta il tecnico portoghese: “Quella sera stessa ebbi una riunione con il presidente a cui dissi che con la rosa a disposizione avremmo potuto vincere il campionato anche per gli anni a venire. Ma per vincere la Champions serviva qualcosa di più“.

In quella sessione di mercato arrivarono giocatori di grande esperienza come l’attaccante del Barcellona Samuel Eto’o, il difensore ex Bayern Monaco Lucio, l’olandese Sneijder, l’attaccante argentino Diego Milito e l’italo-brasiliano Thiago Motta dal Genoa. Non colpi di prospettiva, data l’età dei giocatori, ma dal forte senso di appartenenza. Erano i giocatori giusti per vincere tutto e subito. La forza tattica di Mourinho fu quella di aver trovato un equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, il rischio poteva risultare quello di trascurare la copertura difensiva, cosa che non avvenne come testimoniato dai 45 gol subiti nell’intera stagione. Inoltre, le intuizioni dello Special One furono quelle di adattare i giocatori alle situazioni anche in ruoli non propri, potendo così vedere in una finale di Champions League, Javier Zanetti interno di centrocampo e Eto’o esterno.

La rosa di quel periodo era caratterizzata da un dato molto importante: la quasi totale assenza di giocatori italiani in rosa. Una delle maggiori critiche ricevute infatti fu quella della presenza di soli 6 italiani, di cui due portieri di riserva (Toldo e Orlandoni), due provenienti dalla primavera (Santon e Balotelli), un oriundo (Thiago Motta) e il difensore Materazzi. Tale scelta fu ampiamente criticata sopratutto in relazione ai risultati negativi della Nazionale maggiore (eliminazione ai quarti contro la Spagna agli Europei del 2008 e eliminazione ai gironi nei Mondiali sudafricani del 2010).

L’Inter asiatica, stagioni 2011-2018: la gestione societaria da Thohir a Zhang

Inter, l'ultimo decennio nerazzurro
Inter, da Moratti a Thohir fino ad arrivare a Zhang / @Fc Inter 1908

Gli anni successivi non portarono altrettanti successi. L’ultimo triennio della presidenza Moratti vide alzare al cielo una supercoppa italiana, un mondiale per club e una coppa italia, mentre sulla panchina neroazzurra si susseguirono sei allenatori (Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni e Mazzarri). Se la gioia di aver trattenuto gli eroi del Triplete fu sicuramente apprezzata dalla tifoseria, dall’altra può essere considerata come punto nevralgico delle successive annate disastrose. Aver mantenuto in rosa giocatori avanti con l’età e soprattutto senza “fame di vincere” ha evidenziato una mancata pianificazione del futuro da parte del club.

La stagione 2014-2015 si aprì con una grossa novità societaria. Nell’ottobre dell’anno precedente, infatti, Massimo Moratti vendette la maggioranza societaria ad Erick Thohir, imprenditore indonesiano, che ne divenne quindi il nuovo presidente. Purtroppo con il cambio di diregenza non si ebbe la svolta sperata dai tifosi. La strategia sul mercato della nuova dirigenza fu dettata fondamentalmente da un bilancio che vedeva un passivo di circa 180 milioni di euro e ricavi ridotti all’osso. Il mercato, limitato dal Fair play finanziario, ha portato comunque giocatori che risulteranno importanti per il presente come D’Ambrosio e Brozovic, ma anche giocatori che deluderanno le aspettative come Miranda, Kondogbia, Perisic e Jovetic. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 2015-2016, ultima annata del magnate indonesiano che decise di vendere il pacchetto di maggioranza al Suning Holdings Group, con a capo della società neroazzura il giovane Steven Zhang.

La nuova dirigenza cinese, dopo un primo anno caratterizzato da una certa confusione tecnica, con Mancini dimissionario a pochi giorni dall’inizio del campionato, e da oltre 150 milioni di euro spesi per i vari Candreva, Joao Mario e Gabriel Barbosa, decise di affidare la squadra all’ex allenatore della Roma Luciano Spalletti. I due anni di gestione da parte del tecnico toscano hanno portato al ritorno in Champions League dopo i sette anni di assenza. Fuori dal campo, invece, l’ultimo biennio è stato caratterizzato da continue tensioni con la società e giocatori. Dal caso dell’esclusione di Nainggolan contro il Napoli, voluto proprio dal tecnico fiorentino, fino alla frattura con Mauro Icardi. Con l’argentino l’inizio dello strappo divenne di dominio pubblico in seguito all’assegnazione della fascia da capitano a Samir Handanovic e al paventato dolore al ginocchio lamentato dal bomber rosarino. La gestione da parte del tecnico non fu delle migliori, con proclami alla stampa e continue tensioni con la società, rea di non supportarlo pubblicamente. Probabilmente il tecnico toscano non ha fatto tesoro dell’esperienza sulla gestione dello spogliatoio dopo il “caso Totti” alla Roma.

L’Inter di Marotta e Conte, stagione 2019-2020: pronti al riscatto?

La stagione in corso vede l’Inter tra le favorite del campionato. Questo perchè sembrerebbero risolti i problemi che hanno attanagliato negli ultimi anni il quadro gestionale societario. Ad oggi, infatti, con una presidenza in grado di disporre di cifre importanti, dirigenti con mentalità ed esperienza e, non ultimo, con l’approdo di un tecnico come Antonio Conte, sembrerebbero esserci le premesse ottimali per assistere ad una nuova alba di futuri successi. Risolti i casi spinosi di Nainggolan, Perisic e Icardi, il mercato estivo ha portato alla Pinetina giocatori di assoluto valore: Godin, Lukaku, Sanchez. Inoltre, l’inversione di tendenza è rappresentata dalla scelta di puntare sui giovani talenti italiani: Sensi, Barella, Politano, Bastoni, Di Marco, il baby Esposito e il rientrante Biraghi, per un’Inter che vuole tornare ad essere Made in Italy. I giocatori stranieri infatti sono attualmente 13 (48,1% fonte TransferMarkt) con una età media di 27 anni. Questo è il mix perfetto che coniuga esperienza e gioventù, valorizzando anche il prodotto della primavera e i giovani calciatori italiani.

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La Juventus non perdona e vola a +4 sull'Inter di Antonio Conte. I bianconeri non si sono fatti sfuggire l'occasione e hanno battuto con...

Milan, Suso va in saldo: cala la richiesta dei rossoneri

Il Milan oggi è riuscito a battere l'Udinese con un gol in zona Cesarini di Ante Rebic, protagonista inatteso di giornata. Quello del croato...

Atletico Madrid, Cavani in pugno: arriva un nuovo indizio

Edinson Cavani sembrerebbe ormai ad un passo dal vestire la casacca dell'Atletico Madrid. L'attaccante uruguagio, infatti, sarebbe finito ai margini del progetto del PSG,...

Juventus-Parma, tegola per D’Aversa: ennesimo infortunio per Inglese

Anche questa sera Roberto Inglese si è visto costretto ad abbandonare il terreno di gioco a causa dell'ennesimo guaio fisico. L'attaccante ex Napoli si...

Calciomercato Juventus, scambio Rakitic-Bernardeschi? Paratici fa chiarezza

NEWS MERCATO JUVENTUS - Nelle ultime settimane si è parlato molto di un possibile scambio tra la Juventus ed il Barcellona, che coinvolgerebbe nello...

Genoa, Nicola: “Possiamo ancora migliorare, sull’1-2 ci credevo”

Dopo la sconfitta in casa contro la Roma, l'allenatore del Genoa Davide Nicola ha parlato del match e della condizione dei suoi giocatori: "Degli...

Juventus-Parma 1-0 a fine primo tempo: la sblocca Cristiano Ronaldo

La Juventus non può permettersi di fallire questa sera: con il pareggio maturato oggi pomeriggio tra Lecce e Inter, i bianconeri potrebbero portarsi a...

Liverpool-Manchester United 2-0, Van Dijk e Salah ipotecano la Premier

Non si arresta la corsa al titolo del Liverpool di Jurgen Klopp, che liquida con un netto 2-0 anche il Manchester United di Solskjaer...

Napoli, Allan verso il rinnovo: contatti con Giuntoli

La sconfitta contro la Fiorentina ha inevitabilmente gettato nello sconforto i tifosi del Napoli. C'è, però, anche una buona notizia da registrare sul fronte...

Roma, Fonseca: “Nel primo tempo partita quasi perfetta, creiamo tanto”

Al termine del match fra Genoa e Roma, che ha visto i giallorossi trionfare per 1-3, Paulo Fonseca ha parlato ai microfoni di Sky...

Genoa-Roma, Pandev spaventa e Dzeko la chiude: finisce 1-3

Genoa e Roma arrivano al giro di boa con ambizioni e risultati diversi. Il 3-3 dell'andata aveva fatto pensare ad un ottimo campionato del...

Hesgoal Juventus Parma streaming: DIRETTA LIVE – La partita online

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Inter, allarme Brozovic: le condizioni del croato

Piove sul bagnato in casa Inter dopo il pareggio ottenuto in trasferta contro il Lecce. Il gol di Bastoni non è stato sufficiente a...

Napoli, il ritiro è già finito: la decisione del club

Il Napoli non vede la luce in fondo ad un tunnel buio e immenso. La sconfitta interna di sabato contro la Fiorentina condanna i...

Juventus-Parma, LIVE STREAMING

Domenica sera alle ore 20:45 scenderanno in campo Juventus e Parma. Le due squadre si sfideranno all'Allianz Stadium in un match entusiasmante che vedrà...

Juventus-Parma streaming gratis LIVE – dove vedere la partita

Hesgoal Juventus Parma streaming gratis, info gara (adsbygoogle = window.adsbygoogle || ).push({}); La domenica di Serie A si...

Bologna, De Leo: “Subito gol per un’ingenuità, potevamo essere più lucidi”

La partita tra Bologna e Hellas Verona si è chiusa con un pareggio per 1-1 che non fa male a nessuno. In conferenza stampa,...

Genoa-Roma, è 1-2 a fine primo tempo

Genoa e Roma sono pronti alla grande sfida: il fischio d'inizio allo stadio Ferraris, previsto alle ore 18, si avvicina sempre più e Nicola...

Juventus, che occasione: vietato sbagliare per Sarri

Dopo aver già fermato la Juventus, il Lecce interrompe anche il cammino dell'Inter di Antonio Conte. La squadra nerazzurra non è riuscita ad andare...

Napoli, tutto pronto per il rinnovo di Allan

Allan e il Napoli pronti a prolungare il proprio matrimonio. Nonostante la brutta sconfitta di ieri contro la Fiorentina, solo l'ultima delusione di una...

Barcellona, assalto alla Serie A: nel mirino top di Juventus, Inter e Napoli

Il calciomercato del Barcellona nel prossimo anno sarà rovente. Seguendo le indiscrezioni arrivate dal noto portale iberico Don Balon, i blaugrana avrebbero intenzione di...

Hellas Verona, Juric: “C’è un po’ di rammarico, Borini ha fatto bene”

Il match del Dall'Ara tra Bologna e Hellas Verona valido per la 20^ giornata di Serie A si è chiuso con un pareggio per 1-1....

Roma, Petrachi chiama Politano: “Ci serve un esterno, avevamo un accordo con l’Inter”

Petrachi non ci sta. Il direttore sportivo della Roma è voluto intervenire ai microfoni di Sky Sport nel prepartita di Genoa-Roma per rispondere a...

Cagliari, Maran: “Il pareggio ci va stretto, ma usciamo dalla crisi”

Solo pareggio per il Cagliari di Maran. Non vanno oltre il 2-2 i rossoblu contro il Brescia, riuscendo così ad ottenere un solo punto...

Inter, Conte: “Troppo imprecisi in zona goal, dovevamo vincere”

Antonio Conte non è di certo contento del risultato di questa giornata della sua Inter, che non riesce ad andare oltre l'1-1 in casa...

Brescia, Corini: “Siamo ancora vivi, Balotelli era nervoso”

Il tecnico del Brescia Eugenio Corini si è presentato ai microfoni di Sky Sport per analizzare i principali temi del pareggio di oggi contro il...

La Fiorentina si gode Castrovilli: è lui il simbolo della Viola

Gaetano Castrovilli è la vera sorpresa di questa prima parte di stagione della Fiorentina. Il centrocampista della Viola si è preso una maglia fissa...

Lecce, Liverani: “La squadra ha fatto un’ottima partita, questo è il bello del calcio”

Il Lecce si conferma una bestia nera per le big del nostro campionato e, dopo aver fermato la Juventus e il Milan, oggi è...

Brescia-Cagliari, Torregrossa e Joao Pedro protagonisti: 2-2 al Rigamonti

Doveva essere la partita della svolta, la partita del nuovo inizio di campionato per le due squadre. Gli obiettivi erano diversi ma il risultato...

Lecce-Inter, i nerazzurri si fermano al Via del Mare: termina 1-1

Finisce 1-1 al Via del Mare la partita tra i padroni di casa del Lecce e l'Inter. Nel primo tempo sono i nerazzurri a...

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Bologna-Hellas Verona 1-1, Borini risponde a Bani

Si è giocata nel pomeriggio la prima partita del girone di ritorno che ha visto affrontarsi il Bologna di Sinisa Mihajlovic contro l'Hellas Verona...

Dominguez si prende il Bologna, sarà il nuovo gioiello di Sabatini?

Walter Sabatini è da sempre un grande scopritore di talenti e quest'anno ha scelto Bologna per far brillare i suoi nuovi gioiellini. Tomiyasu ha...

Arsenal, occhi puntati in Brasile: c’è Bruno Guimaraes

Le trattative di calciomercato stanno entrando nel vivo. Mancano poco più di 10 giorni alla fine delle contrattazioni e i club europei devono fare...

Sampdoria, accordo per Tonelli: ora il via libera dal Napoli

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Real Madrid, colpo in prospettiva: contatti per Reinier Jesus

Il calciomercato invernale sta entrando nel vivo. Sono molti i club impegnati nell'opera di rinforzamento e rinnovamento della rosa. C'è chi lo farà per...

Lecce, doppio colpo in arrivo: pronti Saponara e Acquah

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NEWS MERCATO JUVE - Federico Bernardeschi dice addio alla Juventus? L'ipotesi di calciomercato legata al talento ex Fiorentina sarebbe tornata a riaffacciarsi nei giorni...

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Brescia-Cagliari: il primo tempo termina 1-1

Due momenti simili ma due destini diversi. Questo potrebbe essere il riassunto della gara tra Brescia e Cagliari con le due squadre che, per...

Roma, rispunta Politano: Petrachi al lavoro con l’Inter

NEWS MERCATO ROMA INTER - Sembrava essere fatta per lo scambio che avrebbe portato Matteo Politano alla Roma e Leonardo Spinazzola all'Inter. I due...

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Milan-Udinese, Pioli: ” Abbiamo buttato il cuore in campo: bisogna continuare così”

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Atalanta, Gasperini: “Stupito da Caldara, la Spal ha grandi valori”

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