16 Ottobre 2019 | 13:51
  • Inter

Inter, Godin: “Simeone e Conte molto simili. Il derby? So come si fa…”

Godin, difensore dell'Inter, si confessa a DAZN e racconta delle sue gioie e delusioni

Il nuovo acquisto dell’Inter, Diego Godin, ha parlato del suo passato all’Atletico Madrid e del suo futuro con la maglia nerazzurra ai microfoni di DAZN. Il Faraone ha disputato con la maglia dei Colchoneros 389 partite, ma ora per lui si apre un nuovo capitolo a Milano, che potrebbe offrirgli una nuova chance europea. Certo ieri la squadra di Antonio Conte non ha iniziato nel migliore dei modi il suo cammino in Champions League, ma Godin non era in campo nella partita contro lo Slavia Praga. Senza dubbio la sua esperienza in Europa avrebbe potuto aiutare i compagni a fare quel famoso “cambio di marcia” di cui ha parlato Conte, ma si volta pagina ed è già tempo di derby.

Godin a DAZN: “Filo rosso tra Inter e Atletico. Perdere una finale? Ci sono passato due volte…”

INTER E ATLETICO MADRID SONO SIMILI? – “Sì, entrambe hanno una base importante e solida: la preparazione degli allenatori. In questo senso Simeone e Conte si somigliano molto. Osservandoli ciò che noti è la passione e l’adrenalina con cui vivono ogni seduta d’allenamento. Sentono ogni istante della partita e lo trasmettono ai propri giocatori. Poi hanno entrambi una mentalità vincente che ogni allenatore ha per natura. Ma loro ce l’hanno da quando erano giocatori: questa è una cosa in comune. All’Inter, nonostante ci sia un gruppo nuovo, c’è unità e coesione, la stessa che avevamo all’Atletico Madrid. Ed è qui il parallelismo tra le due squadre. C’è questa energia positiva, questa unione, questa complicità tra tutti i membri del gruppo che credo sia fondamentale. Poi c’è l’entusiasmo della gente di Milano: tutto quello che stiamo costruendo sta creando aspettative che dobbiamo sfruttare per dare sempre il massimo. Restando uniti si può vincere qualsiasi sfida”.

CAPITOLO DERBY – “È un classico. Partite così si vivono sempre in maniera speciale. So cosa significa vivere queste gare. Tutta la città vive la stracittadina: vuole sentirsi orgogliosa della propria squadra. Gestisco queste situazioni in maniera differente a seconda dell’esperienza, le ho già vissute. Continuo a sentire però l’ansia, la voglia, quella sensazione allo stomaco non va via. Ma di dà entusiasmo ed è questo che ti fa dare il massimo”.

SAPER PERDERE – “La sconfitta non si elabora sempre in pochi giorni. Ognuno le assimila a seconda la sua personalità. Certamente perdere una finale di Champions League non è lo stesso di perderne una di campionato. Perdere una finale europea ti lascia un vuoto totale dentro e pensi: ‘Siamo arrivati fin qua e non siamo riusciti a vincere’. Si arriva in finale per vincere, non per partecipare. Ho sentito queste sensazioni dopo due finali perse (2014 e 2016, ndr). La prima fu diversa: avevamo vinto la Liga e ci rimase l’amaro in bocca; la seconda volta invece fu più dura perché pensavamo di avere la vittoria in tasca. Però poi siamo tornati a vincere. È una questione di mentalità, di unione dello spogliatoio, di entusiasmo di tifosi. Se l’appoggio della tifoseria viene meno ti senti poco stimolato ed è difficile raggiungere risultati”.

Loading...

RACCOMANDATI

Seguici su Facebook

Aiutaci a crescere!