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Chirico, lo stile Juve: i bianconeri non frignano mai

La discutibile posizione di Chirico riguardo la superiorità e lo stile della Juventus. Seguono le sue dichiarazioni

Marcello Chirico polemico: lo stile Juve è non lamentarsi mai

CHIRICO, STILE JUVE – Le polemiche non finiscono mai. La partita di Champions League tra Ajax-Juventus è stata innalzata ad esempio da parte del giornalista Marcello Chirico. Un modello da seguire soprattutto per quelle società che si lamentano in continuazione, come il Milan, indignato dall’arbitraggio di Fabbri nell’ultima partita di campionato contro la Juventus, tanto da farne uno scandalo. Indignazione quindi da parte del giornalista, che nel suo lungo articolo, mette in evidenza la sostanziale differenza tra la società bianconera rispetto a quella degli altri club italiani. La dirigenza della Juve non frigna; non è come le altre società che a suo parere, si lascerebbero andare a facili lamentele.

Chirico e lo stile Juve: l’esempio è la partita di Amsterdam

Chirico parte dal presupposto che nella gara di Champions League tra Ajax e Juventus vi sia un “rigore abbastanza evidente per una vistosa e prolungata trattenuta in area da parte di Tagliafico (già ammonito) su Bentancur” ed accusa l’arbitro e i suoi assistenti Var di averlo negato. “Vero che poi il penalty si sarebbe dovuto trasformare, però sarebbe stata una ghiotta opportunità per uscire dalla Cruijff Arena con una rete in più, e tornare utile poi nel computo della differenza reti finale” continua Chirico. E invece “quell’episodio è stato resettato, dimenticato, archiviato.” Si tratta di una situazione che chiaramente il giornalista non riesce a digerire, seppur manipoli tale episodio per elevarlo a modello assoluto per parlare di una presunta superiorità della dirigenza bianconera.

Nessun lamento per l’errore di Amsterdam: secondo Chirico dimostra la superiorità della Juventus

Nessuna lamentela da parte della dirigenza della Juventus per il clamoroso errore arbitrale di Amsterdam. “Per caso avere sentito qualcuno lamentarsi? Accusare l’arbitro? Avanzare sospetti sulla Uefa? A cominciare dal diretto interessato, ovvero Rodrigo Bentancur?” Chiede ironicamente Chirico. Eppure tutti coloro che hanno seguito la partita si sono accorti di questa trattenuta, che è stata fatta vedere e rivedere dalla regia. Un episodio al limite certo, dove un arbitro più severo avrebbe anche potuto prendere provvedimenti. Sono quelle situazioni delicate che lasciano spazio alla soggettività. Nessuno si sarebbe scandalizzato se il rigore fosse stato concesso, ma allo stesso modo, ci sta anche che si lasci correre. Non si tratta quindi di errore e, per coloro che ancora non conoscessero il regolamento, il Var può intervenire solo in caso di chiaro errore arbitrale. Sarebbe stato scandaloso se la dirigenza si fosse invece lamentata.

Lo stile Juve non è una leggenda secondo Chirico

La Juventus non si lamenta, ma poi è Chirico stesso che si ricorda di Buffon e Chiellini al Bernabeu. Eppure per il giornalista si tratta solo di un episodio isolato che non inficia lo stile Juve. “Una tantum girano pure a loro, soprattutto quando trattasi di episodi clamorosi e decisivi ai fini del risultato finale” dichiara. Tesi facilmente confutabile. Si farebbe presto a cercare sul web qualche dichiarazione di Allegri, di Marotta o di qualche altro membro della dirigenza nella quale si lamenta di qualche situazione non andata a loro favore. Magari non sono tante, ma sul perché ognuno saprà indicarne le ragioni. La presunta superiorità della Juventus sostenuta da Chirico non è perciò plausibile: qualsiasi società mette davanti i propri interessi ed è quindi naturale che si faccia sentire qualora venisse lesa o pensasse di esserlo.

L’inspiegabile polemica anti milanista di Chirico

Il giornalista non si limita a questo. Fa anche un affronto, del tutto gratuito, alla società rossonera. Secondo Chirico era lecito per la Juventus lamentarsi del mancato rigore contro l’Ajax dato che era clamoroso, ma non era condivisibile la polemica del Milan per il mancato rigore di Alex Sandro. Ammette che si sarebbe potuto dare (e ci mancherebbe, si sono scusati anche gli arbitri!) ma non era altrettanto clamoroso e decisivo dato che “era al 35′ del primo tempo, chiuso comunque in vantaggio. C’è differenza e parecchia, anche se tantissimi (come sempre) sosterranno il contrario.” La differenza è sostanziale davvero: è l’incapacità di giudizio oggettivo che il giornalista mostra nel valutare un episodio a sfavore della Juve, rispetto ad un episodio a sfavore del Milan. Perché la mano di Alex Sandro era clamorosa davvero e ad ogni modo, è la trattenuta su Castellejo da parte di Mandzukic ad essere passata nel silenzio, quando era certamente più evidente di quella di Tagliafico.

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