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Milan-Lazio, Tare: storia di una morte annunciata

Milan-Lazio ai rossoneri: Tare esprime il suo disappunto e il suo dispiacere. Ecco le sue parole nell'intervista a Dazn

Milan-Lazio 1-0: Tare dispiaciuto per la sconfitta, ma se lo aspettava

MILAN LAZIO, TARE – La Lazio esce sconfitta dalla trasferta di Milano. Si è assistito ad una gara aperta, in cui entrambe le squadre si sono affrontate con determinazione per portare a casa quei tre punti che valevano il quarto posto in classifica. Molte occasioni da ambo i lati, ma anche tanti infortuni. Alla fine però a deciderla è un episodio: il rigore trasformato da Kessiè. Tare però non ci sta, secondo lui c’era un altro episodio chiave della partita che avrebbe dovuto portare al penalty anche per i biancocelesti. Rabbia anche di Inzaghi che viene espulso e non si presenta ai microfoni di Dazn per commentare la partita.

Tare sconsolato ai microfoni di Dazn: è la storia di una morte annunciata

Un duro colpo quello per la Lazio che perde tre punti fondamentali per la corsa Champions, nonostante abbia la possibilità di rifarsi nella partita contro l’Udinese. Un episodio è però la chiave della partita: e non tanto il rigore assegnato al Milan, quanto piuttosto quello non assegnato alla Lazio. Tare esprime così il suo rammarico ai microfoni di Dazn: “è la storia di una morte annunciata perchè quello che abbiamo temuto è successo. purtroppo ci dispiace perdere una partita giocata alla grande soprattutto nel primo tempo. meritavamo di decidere questa partita sul campo, giocandocela col Milan e non attraverso un episodio.” Il ds biancoceleste non ha nulla da ridire sul goal segnato dai rossoneri “ci poteva stare perché è un contrasto corpo a corpo e il giocatore del Milan cade.” La sua rabbia riguarda il rigore non concesso alla sua squadra e l’arbitraggio in generale.

Tre punti tolti, tre punti dati: a farne le spese è la Lazio

Quello che Tare non gradisce della partita è l’arbitraggio in sé. Il dirigente non lo dice apertamente, ma fa capire che la situazione del Milan dopo lo scontro con la Juventus e le polemiche per via dell’arbitraggio di Fabbri, abbiano condizionato questa partita. Tare lo nota vedendo “la velocità dell’arbitro sul primo rigore che ha assegnato, sul fallo di mano di Acerbi.” Il difensore tocca il pallone col braccio attaccato al corpo, eppure l’arbitro non ci pensa due volte a concedere il rigore. Viene però corretto dal Var. Sembrava che non si attendesse altro che l’occasione per potersi scusare con i rossoneri. E questo viene confermato sull’altro contatto, nell’area opposta: Rodriguez entra scomposto su Milinkovic Savic. Tocca appena il pallone, ma cade rovinosamente sul centrocampista della Lazio e commette fallo. In questo caso l’arbitro lascia continuare e mima l’entrata sul pallone.

Tare deluso e rassegnato, ma pensa alla rivincita

Shevchenko prova a spiegare al dirigente biancoceleste il perché, a suo avviso, non sia rigore. Ma Tare lo blocca, sostenendo di non volerne dibattere all’infinito finché uno dei due non ceda. “Chi ha giocato a calcio conosce le dinamiche che ci sono dietro e sa che ci poteva stare il rigore o anche un minimo dubbio per andare a vedere l’episodio. Non voglio fare la vittima. Andiamo avanti e vediamo alla fine cosa uscirà fuori. Abbiamo anche una grossa rivincita tra dieci giorni qui a Milano.” 

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