Ventura: tutta la verità sulla Nazionale e sul Chievo

Giampiero Ventura si confessa: "Al Mondiale con l'Italia non ci sarei comunque andato, c'erano grandi problemi. Ma non c'è stato ammutinamento. Il Chievo? Accettai per amicizia"

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Ventura / shutterstock.com

L’av(Ventura) non è finita, l’ex ct racconta com’è andata con Italia e Chievo

Ventura Italia Chievo / Giampiero Ventura, ex ct della Nazionale ed ex allenatore del Chievo, ha raccontato le sue verità durante il programma Calciomercato – L’Originale di Sky. Tema ancora caldissimo il fallimento con l’Italia.

Se ho dato le dimissioni prima della sfida di ritorno contro la Svezia? Non ho pensato a farlo, anche se avevo già detto che anche in caso di qualificazione non sarei stato io il ct al Mondiale“. Il motivo? “Non c’erano le basi per proseguire, l’aspetto tecnico era solo l’ultimo dei problemi“.

Spiega: “Avrei potuto farlo prima, subito dopo il match con la Macedonia. Ho perso appena due partite in due anni e mezzo, con Spagna e Svezia, ma non potevo continuare“. Non c’è stata un’autogestione nello spogliatoio: “Nessun ammutinamento. Hanno raccontato troppe bugie che mi hanno fatto male. Ho pensato alle querele, mi sono chiesto perché siano uscite queste cose“.

Il Chievo, un rilancio mai avvenuto

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Ventura ha riprovato con un club, il Chievo, in una situazione molto complicata: “Ho accettato per amicizia, il programma prevedeva alcune cose. Non ho abbandonato la barca che affondava. Diciamo le cose in modo chiaro. Sono arrivato e ho trovato due grandi problemi: la condizione fisica e gli infortuni“.

Non solo questo: “Mancavano convinzione e grinta, la penalizzazione aveva creato shock mentali. In un mese abbiamo fatto un grande lavoro sulla testa dei giocatori. Di Carlo ha trovato un Chievo in grado di giocare 90′ ad alta intensità. I giocatori si sono sentiti traditi e lo capisco, ma per me è stato uno dei migliori gruppi che ho allenato. Pellissier ha parlato sull’onda della delusione“.

Ventura non molla e riparte

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Chiudere così la carriera di allenatore non si può: “In tanti anni ho azzeccato molte scelte, la penultima è stata quella sbagliata, l’ultima l’ho fatta per amicizia. Hanno accomunato la mia immagine a quella del Ct e non dell’allenatore. Ma parliamo di un anno e mezzo contro 34 anni sul campo“.

C’è dunque voglia di far ricredere tutti: “Voglio continuare a fare quello che ho sempre fatto. Vorrei riprendere la mia vita, quella che un anno e mezzo pare aver cancellato. Voglio rimettermi in gioco, ho il sacro fuoco dentro. Non potrei mai accettare un fine carriera così. Non ho mai vinto nulla, ma ho sempre trasmesso serenità e correttezza. Vorrei chiudere con professionalità“.





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