16 Ottobre 2019 | 14:14
  • Sampdoria

Allarme blucerchiato: mercato deludente e caos societario, DiFra chiamato alla svolta

Il mercato estivo e l'avvio di campionato della Sampdoria preoccupano i sostenitori blucerchiati, che tra i problemi legati alla cessione della società e quelli in campo intravedono già una stagione in salita

Quella che abbiamo appena vissuto è stata per certi versi un’estate particolare, rovente come non capitava da ormai diversi anni. Il calciomercato e le amichevoli estive ci hanno accompagnati fino all’inizio del campionato di Serie A, che come al solito è arrivato preciso e puntuale a spazzare via tutte le voci e le indiscrezioni da prima pagina che, a dirla tutta, con il calcio giocato hanno spesso poco a che fare.

Un’estate rovente, appunto, per molte squadre: le solite big protagoniste con colpi roboanti a suon di milioni, ma non sono mancate anche alcune interessanti sorprese dalla cintola della classifica in giù, che hanno messo a segno diversi importanti affari in entrata per alzare ulteriormente l’asticella di un campionato che per questa stagione si preannuncia già bellissimo. Sì, perché solamente alcune hanno vissuto una calda e torrida estate, mentre per altre si potrebbe più parlare di un clima decisamente mite, né caldo né freddo, di quelli che ti lasciano con l’amaro in bocca e con un senso di “nulla di fatto” ingombrante che ti proietta già verso il prossimo mercato di riparazione. Un pericoloso “meglio che niente” applicato al mondo del pallone in attesa di una svolta, non si sa bene di quale tipo, che si spera vivamente possa arrivare più avanti.

Una situazione che si può applicare senza troppa difficoltà alla Sampdoria, anch’essa sorpresa di questi mesi estivi e dell’inizio della nostra Serie A ma, a differenza di altre compagini come Cagliari, Genoa, Torino e Bologna, in negativo. Sono tanti i tasti dolenti degli ultimi mesi dei blucerchiati, attualmente in un limbo che coinvolge non solo l’assetto societario ma anche la nuova guida tecnica dell’ex giallorosso Eusebio Di Francesco. Ma andiamo con ordine.

Calma piatta sul mercato e pochi acquisti: il problema del passaggio societario

Dal momento del suo insediamento a Bogliasco, il nuovo allenatore dei genovesi era stato abbastanza chiaro: per proporre la sua idea di calcio, basata sul suo ormai classico 4-3-3, avrebbe avuto bisogno di alcune nuove pedine da inserire in rosa. Con diversi giocatori che erano stati i pilastri della formazione genovese negli scorsi anni ormai destinati a partire, vedasi i vari Andersen e Praet, tutto faceva pensare che il Doria avrebbe adottato la strategia che gli aveva permesso di incassare diversi milioni nello scorso lustro: acquistare a poco, vendere i propri gioielli a peso d’oro facendo registrare delle succosissime plusvalenze e investire in parte questa liquidità sul mercato su altri giovani di belle speranze per poi rivenderli a loro volta e così via.

Il giochino del presidente Ferrero, però, sembra essersi inceppato, anche a causa della questione societaria che deve ancora trovare una via d’uscita. La parte compratrice, nella figura di Vialli e della cordata che rappresenta, sta negoziando ormai da questa primavera e l’incertezza sul possibile passaggio di mano non ha fatto altro che danneggiare seriamente le intenzioni e i piani della Sampdoria. La strategia nelle trattative, quest’anno, è cambiata e pare non aver ripagato: attendismo, prestiti per non gravare sulle casse dell’attuale proprietà e mosse non chiarissime per sostituire i tanti, tantissimi partenti che hanno salutato la Liguria.

A farne le spese è stato soprattutto il povero Di Francesco, che al gong finale del 2 settembre ha avuto ben poco da esultare: al di là di alcuni colpi d’inizio mercato come Depaoli, Augello e il giovane trequartista Maroni, sono arrivati Murillo per sostituire Andersen, Leris al posto di Praet e solamente l’ex Atalanta Rigoni come esterno offensivo. Un bottino veramente magro e deludente, se pensiamo che fin da tempi non sospetti il tecnico aveva chiesto “almeno due ali d’attacco” e non troppo tempo fa “innesti in ogni reparto del campo“.

Attualmente, la rosa dei blucerchiati lascia qualche perplessità. Non a livello numerico in sé e per sé, ma più che altro per la collocazione di alcuni profili nell’idea tattica del nuovo mister blucerchiato, che dovrà sicuramente lavorare per provare a far quadrare la situazione e sciogliere le riserve su una formazione che, per ora, non può che preoccupare.

Dal 4-3-1-2 di Giampaolo al 4-3-3: come DiFra vuole cambiare la Samp

La scelta di Eusebio Di Francesco per il post Marco Giampaolo è stata di certo coraggiosa da parte della società doriana e ci può dare delle indicazioni ben precise: la volontà dei blucerchiati è quella di proseguire quanto fatto negli scorsi anni con il mister di Giulianova, con un calcio votato al bel gioco e all’attacco.

Se per certi versi il calcio dei due tecnici può essere simile, per altri invece ci sono ovviamente alcune sostanziali differenze tra le loro idee calcistiche. In primo luogo, una cosa che accomuna le loro filosofie è quella di provare ad avere sempre in mano il pallino del gioco, cercando di essere propositivi attaccando e provando a non subire la partita. Altro punto in comune è quello del pressing a tratti asfissiante: sia Giampaolo che Di Francesco chiedono agli attaccanti e ai centrocampisti di aggredire la squadra avversaria, alzando il proprio baricentro e la linea di difesa fin quasi oltre la metà campo. Una tattica coraggiosa e spregiudicata, che però se non ben oliata come già visto in queste prime partite della Samp espone alle sortite in contropiede in campo aperto da parte degli avversari.

Questa forte volontà di imporre il proprio gioco durante i 90 minuti, comunque, si declina nei due tecnici in maniere differenti. Prima, con Giampaolo, la squadra doriana aveva il compito di costruire in maniera più lenta, ragionata, con passaggi rapidi palla a terra e un possesso palla prolungato. Ora, invece, con Di Francesco la Samp è chiamata spesso alla verticalizzazione improvvisa e ad azioni in velocità per gli attaccanti e gli interni di centrocampo, che devono essere bravi a farsi trovare in zona offensiva per sfruttare inserimenti e tiri dal limite dell’area.

Questa nuova filosofia calcistica, per ora, non ha dato i risultati sperati: i giocatori devono ancora introiettare i movimenti richiesti dal proprio tecnico, abbandonando progressivamente i concetti che avevano imparato alla perfezione negli scorsi anni. Questa confusione, abbinata ad alcuni giocatori adattati in ruoli inediti, si è tradotta con le due rovinose sconfitte per 3-0 contro la Lazio e per 4-1 contro il Sassuolo. Una squadra spenta in fase offensiva, spesso spaesata e soprattutto molto fragile in zona difensiva. Le colpe in quest’ultimo caso vanno condivise tra i componenti del pacchetto arretrato e i centrocampisti: i primi spesso in ritardo nelle chiusure o fuori posizione, mentre i secondi poco abili nell’aiutare i propri compagni rientrando in transizione.

Invertire subito la rotta: la missione per i blucerchiati

Se ovviamente due sole partite non possono bastare per giudicare in toto l’operato di un allenatore, appare comunque molto chiaro come alla Sampdoria serva una svolta al più presto, prima che sia troppo tardi. Starà al mister provare a plasmare i giocatori attualmente in rosa con la sua filosofia di calcio, magari adottando nuovamente un 4-3-1-2 o un 4-2-3-1, in modo da sfruttare la miriade di trequartisti a sua disposizione.

La pausa delle nazionali, adesso, calza a pennello. Un’occasione utile per accrescere la non perfetta condizione fisica e studiare nuovamente i movimenti tattici, provando al contempo a migliorare un aspetto fondamentale: crescere sotto il profilo della concentrazione e dell’atteggiamento, che al momento sembra essere il vero tallone d’Achille di questa squadra. Più chiarezza anche da parte dei vertici del club non guasterebbe: il rischio è che questo stallo sulla cessione possa compromettere almeno in parte la stagione dei blucerchiati, che dovranno invece tenere duro provando a reagire finché la situazione non sarà più limpida. Il tutto senza adagiarsi alla ricerca di alibi per una situazione sì difficile, ma non di certo non impossibile da risolvere.

Bisogna dare tempo al tempo, ma la Samp è già chiamata ad un attracco di emergenza dopo solamente due giornate: riuscirà DiFra a invertire la rotta, conducendo i marinai blucerchiati verso le acque di un campionato sicuro e lontano dalla burrasca iniziale?

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