Matteo Salvini / Shutterstock.com

Terminato il vertice di Roma. Salvini: “Nel 2018 non si può morire per il calcio”

STADI VIOLENZA SALVINI / La violenza negli stadi sarà sradicata. Non importa il mezzo, perchè non si può morire di calcio. Il ministro dell’Interno Salvini con decisione ha trattato il tema durante il summit organizzato alla Scuola Superiore di Polizia di Roma nel pomeriggio. La delinquenza, ha continuato, deve essere combattuta dentro e fuori dalle curve, con idee e progetti concreti.

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Salvini e Gravina

Il vertice organizzato da Salvini a due settimane circa dei tafferugli di Inter-Napoli

Massimi esponenti del calcio italiano, il sottosegretario Giorgetti, il capo della Polizia Gabrielli, i componenti dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, il presidente del Coni Malagò, quello della Figc Gravina. Le varie Leghe, l’Aic, arbitri, allenatorisocietà di calcio, stampa, editoria. Tutti riuniti per cercare una soluzione ad un fenomeno che da sempre, ma soprattutto ultimamente, ha scosso le cronache sportive, tendendo sempre di più alla nera. Non sono stati invitati i tifosi, sia ultras sia dei club organizzati. Ciò per evitare disordini? Però, è un po’ come se fosse mancato uno dei protagonisti. Il pubblico è quello che mette in moto tutto alla fine. Se no il calcio si ridurrebbe ad una pratica di mercato fine a se stessa e perderebbe la bellezza che ancora conserva faticosamente.

Numeri in calo, ma non si può morire di calcio

 I numeri delle tragedie e dei reati sono in calo, certo, ma sempre presenti. Salvini ha sottolineato che i Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive sono in diminuzione: 6500 attualmente. Ogni giornata muove 12 milioni di persone circa di cui 6mila sono i teppisti. Bisogna distinguere i veri tifosi dai delinquenti, ha sottolineato il Ministro.

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Salvini e Berlusconi

Il costo delle forze dell’ordine e le trasferte collettive

I costi per mantenere l’ordine sono alti. L’idea lanciata da Salvini è quella di ridistribuirli dandone una parte al mondo del calcio. Le trasferte collettive potrebbero essere una soluzione per il Ministro: più facili da controllare i tifosi, anche mille in un treno, che centinaia di macchine singole che arrivano in città insomma. Tutto parte dall’educazione dei tifosi al “chi sbaglia paga”, ad esempio pagando di più la tessera. Poi ci sono le sospensioni. Anche se pericolose e ingiuste verso la maggioranza che non crea problemi. Infine più poteri agli steward, come all’estero.

L’assenza dei tifosi

Il Viminale in realtà aveva previsto che la Figc sondasse la possibilità di designare per l’occasione uno o più rappresentanti delle tifoserie organizzate. Ciò è anche quanto previsto dal decreto del ministro dell’Interno, 1° dicembre 2005, istitutivo dell’Osservatorio. Non è mai stato messo in pratica, non c’è alcun comitato dei tifosi, nessuna rappresentanza. Salvini ha deciso si non coinvolgere le tifoserie in alcuna maniera quindi. Presente lo Slo, il supporter liasion officer, delegato della società di calcio ai rapporti con la tifoseria. Un nuovo professionista che esiste in Italia dalla stagione 2012-13.

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