luciano moggi
Luciano Moggi (Fonte: Blasting News)

Moggi al veleno nella lettera aperta al presidente Figc Gabriele Gravina, tema: la giustizia sportiva.

Un augurio di buon anno velenoso quello di Luciano Moggi al presidente Figc Gabriele Gravina. Il mezzo usato, il 31 dicembre, è quello della lettera aperta sul quotidiano Libero. Molteplici i punti toccati dall’ ex direttore generale della Juventus: Calciopoli, lobbies, ingiustizie varie. Un elenco di provvedimenti e di punti che si dovrebbero rivedere, secondo Moggi, del tipo “perchè a loro non è stato fatto ciò che ho e sto subendo io?”. Parole forti, per chi è risultato scagionato dai fatti del 2006, per prescrizione.

Apertura: la Serie A e i “sorveglianti da sorvegliare”

Si sottolinea giusto nelle prime righe la situazione della Serie A: Juventus verso l’ottavo scudetto, Napoli e Inter che si contendono il secondo posto. Il tutto turbato da un parlare più di politica che di sport visti i fatti recenti. Il già polemico “nuovo” riferito a Gravina lascia immaginare a dove si andrà. Intanto Moggi parla di giustizia sportiva da rendere davvero uguale per tutti e non solo per alcuni. Detto ciò, ecco il consiglio: sorvegliare proprio i sorveglianti e cita il super procuratore del Coni Enrico Cataldi che aveva lasciato le sue dimissioni allegate a un non si può lavorare, ci sono troppe lobbies. Con chi ce l’avrà Moggi?

Ribaltamento, ovvero perchè io sì e gli altri no? Da San Siro a Calciopoli

Per rendere un grande servizio alla Giustizia stessa Luciano Moggi consiglia di tenere a bada questi signori. Ecco allora il chiedere il perchè del fatto delle sbilanciate azioni verso Napoli e Inter dopo il caos di San Siro di qualche giorno fa. Infatti la Procura federale è ancora al lavoro sulle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, mentre a Massimiliano Allegri sono stati subito inflitti 10mila euro di multa solo per aver previsto che le dichiarazioni del presidente napoletano potevano montare i tifosi e creare disordini.

Così facendo sembra quasi che siano più pericolose le parole di chi cerca di prevenire gli incidenti, al posto di chi, al contrario, li può alimentare. Ecco allora arrivare a confronto, l’orso bianco Calciopoli. Qui scomoda Enzo Biagi quando dichiarò che Moggi era stato “messo in mezzo” come specchietto per le allodole, per far cadere l’attenzione da altri scandali. Chiama in causa anche l’avvocato Giuseppe Benedetto, Giudice sportivo di Settore Giovanile nella Figc del tempo, che presentò le dimissioni a Guido Rossi, allora commissario della Federazione e consigliere dell’ Inter, che voleva andare a dormire con la coscienza a posto.

Detto ciò la domanda a bruciapelo diretta a Gravina: le è sembrato giusto radiare delle persone quando la sentenza finale del Tribunale sportivo recita: «Campionato regolare, nessuna partita alterata»?. Elenco: arbitri collusi, tutti assolti. La Juventus, scagionata. Moratti, l’Inter e l’illecito concretizzato perchè si era chiesto aiuto per vincere una gara, due volte.

Conclusione: date a Luciano ciò che è di Luciano

Proprio all’Inter assegnarono lo scudetto vinto dalla Juventus. Altra domanda diretta: Non le pare, Gravina, che sarebbe il caso di fare giustizia, restituendo gli scudetti a chi li ha davvero vinti? e qualche puntualizzazione sull’operato nerazzurro del passaporto falso per Recoba, per tesserarlo da comunitario pur essendo extracomunitario. Passaportopoli che aveva investito anche Udinese, Roma, Vicenza, Milan, Sampdoria, Lazio negli anni 2000. Una punta avvelenata anche verso Gabriele Oriali, manager in Nazionale. In conclusione, prima dei cari auguri a tutti i citati e non, un pensiero alla Vecchia Signora, criticata per l’esposizione dei 36 scudetti all’Allianz, e a se stesso quando alla Cortinassa, dove è stato ultimamente, tutti lo guardavano storto.

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