Serie A notizie Udinese Udinese, salvezza e "usato sicuro": sei diventata una provinciale qualunque?

Udinese, salvezza e “usato sicuro”: sei diventata una provinciale qualunque?

La squadra di Pozzo si trova nuovamente in difficoltà, quindicesima in campionato e con un nuovo progetto tecnico prossimo al fallimento. Restano solo i ricordi della società che, circa 10 anni fa, aveva costruito dal nulla un patrimonio che le sarebbe fruttato uno Stadio di proprietà e diverse partecipazioni alle coppe europee. Oggi, anche l'Udinese ha deciso di puntare su un "usatto sicuro" in Serie A nell'intento di raggiungere una comoda salvezza. Ma non è ciò che fanno la maggior parte delle squadre di "provincia"?

Udinese, Tudor è l’ennesimo fallimento: da Guidolin in poi, cosa si è inceppato?

Che fine ha fatto l’Udinese? Crediamo se lo stiano chiedendo tutti gli appassionati di calcio che, all’inizio di questo decennio, avevano potuto ammirare il mix di gioventù ed esperienza che, sotto la guida di Francesco Guidolin, aveva conquistato tutti ed era riuscita a togliersi parecchie soddisfazioni: tre partecipazioni consecutive alla Champions League e un modello di società da seguire per il modo in cui i campioni se li andava a cercare sul campo e poi se li coltivava con evidenti ritorni, non solo in termini di risultati sportivi, ma anche economici. Tutti altri tempi, tempi nei quali i bianconeri erano soliti rifilarli agli avversari sette gol, piuttosto che subirli. Di quello splendido ingranaggio, oggi, non rimangono altro che macerie: la linea verde sul mercato, a parte qualche sporadica eccezione (leggasi Becao), non si segue più da tempo e la società non sembra essere in grado di organizzare un progetto a lungo termine che preveda la scelta di una guida tecnica cui dare mezzi e fiducia per lavorare con serenità.

Dal giorno in cui Mister Guidolin ha “divorziato” dalla famiglia Pozzo (20 maggio 2014), da Udine sono transitati ben nove allenatori e solo uno (Stramaccioni) è riuscito a finire la stagione senza essere esonerato. Un dato che fa sorridere se si pensa che, l’anno della prima qualificazione in Champions League (2010/11), Guidolin aveva cominciato con quattro sconfitte consecutive, ma non era mai stato messo in discussione. Il povero Igor Tudor, chiamato invece a fare da “salvatore della patria” per ben due volte, ha cominciato a sentire i primi scricchiolii dopo la sconfitta interna contro il Brescia: una prtita brutta davvero, ma giunta solo alla quarta giornata con la squadra vittoriosa sul Milan all’esordio e che, a San Siro, in dieci contro l’Inter, era riuscita a tenere bene il campo mettendo in difficoltà i diretti avversari.

Tant’è, Gino Pozzo sembra essersi uniformato alla fretta cattiva consigliera di tanti suoi colleghi. Lo dimostra bene la vicenda Velazquez, giovane tecnico spagnolo ingaggiato dopo l’esperienza all’Alcorcòn con la convinzione di poter proporre qualcosa di diverso rispetto al piattume di due salvezze raggiunte all’ultimo respiro. Il finale lo conosciamo tutti: Velazquez silurato dopo appena dodici giornate perchè “Questo è il momento di fare punti, non di provare esperimenti, ma punti“, come avrebbe detto l’ex Direttre Sportivo, Daniele Collovino, in sede di presentazione del nuovo mister Davide Nicola. Da queste parole si capisce, a nostro avviso, quanto l’Udinese abbia perso la voglia o la capacità di rischiare. Un timore che si è rioflesso, forse, nella scelta di Pierpaolo Marino come nuovo DS, un uomo di fiducia, con cui andare sul sicuro.

Udinese, quando ogni intuizione valeva oro

Di ninos maravilla dalle parti della “Dacia Arena” ne hanno visti ben pochi in questi anni. Sono lontani i tempi in cui Alexis Sanchez, Mauricio Isla, Cuadrado, Muriel, erano l’anima sudamericana che si divertiva e faceva divertire. Un “eldorado” di campioni che sarebbe fruttato ai Pozzo un patrimonio da circa 80 milioni (bonus esclusi): un’enormità per l’epoca, se consideriamo che la grande inflazione dei prezzi dei cartellini era ancora lontana dal divenire (parliamo del periodo 2011-2013). El Nino maravilla, tanto per dirne uno, fu pagato 50.00 euro dal Colo Colo quando aveva 20 anni e rivenduto al Barcellona per circa 25 milioni. Un esempio palese di come gli scout friulani, grazie alle proprie competenze, riuscissero ad anticipare la concorrenza e a trasformare ogni colpo in oro colato. Un “tesoretto” che sarebbe servito anche alla costruzione del nuovo Stadio: la “Dacia Arena” (ex “Friuli”). Scrigno da 25.000 posti, è il secondo stadio di proprietà italiano. Un progetto ambizioso per una squadra che non aveva certo un blasone così prestigioso da poter vantare. Un progetto che, però, rischia di rimanere fine a se stesso, visto che la squadra non riesce più a regalarsi un palcoscenico importante e di rilievo internazionale su cui esibirsi.

Luis Muriel
Luis Muriel ai tempi dell’Udinese

Udinese, Marino, e il mercato da “conservatore”

L’unico che potrebbe ripercorrere la strada di alcuni dei campioni succitati, entrando nell’olimpo di qualche big, è Rodrigo De Paul, diez atipico che può ricoprire sia il ruolo di ala sinistra che quello di interno a centrocampo. Una vera e propria “gallina dalle uova d’oro”, come giustamente sottolineato dallo stesso Tudor: “L’anno scorso Rodrigo ha segnato la metà dei nostri gol su azione, senza di lui perdiamo gran parte del nostro potenziale offensivo“. Ma neanche il venticinquenne di Sarandi, che tra l’altro ha avuto un inizio stagione piuttosto difficile, può reggere da solo le sorti della squadra. Forse è anche per questo che Marino ha deciso di battere la strada dell’usato sicuro andando a pescare tanti calciatori con un passato in Serie A, magari nell’auspicio di contare sulla loro voglia di rivalsa. Nulla di male, per carità, nel voler puntare su nomi d’esperienza come Nestorovski e Okaka in un reparto come l’attacco che, lo scorso anno, era risultato uno dei peggiori. Fatto sta che, a Udine, non riescono più a sfornare la stessa fucina di talenti di un tempo e, i pochi giocatori usciti dal settore giovanile, (Scuffet il primo), non riescono ad imporsi nello scacchiere titolare. La valorizzazione dei talenti è stata sempre una delle principali fonti di finanziamento e crescita del club bianconero che però, dopo aver ceduto Isla ed Asamoah (ultimi residui del primo ciclo di Guidolin) non è riuiscita ad avere più un ricambio così rapido da permetterle di mantenersi ad alti livelli, ed è stata costretta a poggiarsi su uno “zoccolo duro” (quello dei Di Natale e dei Pinzi) troppo vecchio per garantire affidabilità e su una serie di “scommesse” che, molto spesso non hanno pagato.

Di Natale
Di Natale, ex campione dell’Udinese

L’inversione di tendenza data dall’ultimo mercato mostra palese la volontà, da parte dei friulani, di raggiungere l’obiettivo senza troppi patemi d’animo. Questo dopo anni di difficoltà in cui la squadra è stata bersagliata dalle critiche dei tifosi e ha raggiunto la salvezza spesso solo all’ultima giornata. Non è più un’Udinese paziente, convinta delle proprie idee e determinata a perseguirle nonostante le insicurezze. Per non rischiare, la squadra ha scelto la linea del “conservatorismo”, affidandosi al “made in Italy” di altrui produzione (Pezzella e Mandragora), o alla “factory” inglese, alias Watford, la quale, da almeno tre anni, ha instaurato con l’Udinese una sinergia di mercato finalizzata all’autosostentamento (Ken Sema ne è solo l’ultimo esempio). L’unica eccezione, per ciò che ha riguardato quest’ultima sessione di mercato, è stata il giovane Rodrigo Becao, centrale brasiliano che ha subito ben impressionato per la sua abilità in marcatura e nel gioco aereo. Un unico azzardo in un mercato condotto sulla falsariga  dello “già sperimentato” come dimostra l’ingaggio di Okaka, ricontattato dopo il prestito semestrale per mancanza di alternative. Tale strategia, finora, non ha pagato e a farne le spese, come nel solco della tradizione, sarà ancora una volta l’allenatore.

Udinese: l’esonero di Tudor è la soluzione?

Mentre stiamo scrivendo, infatti, Igor Tudor potrebbe già aver lasciato Udine. Un epilogo amaro per chi era stato chiamato a compiere un vero e proprio miracolo nel maggio 2018, riuscendo a salvare la squadra dalla retrocessione in sole tre partite. Ciò che dispiace è che un lavoro durato sei mesi possa essere bruciato nel giro di una sola settimana. L’Udinese, in realtà, era riuscita ad uscire dal periodo nero delle quattro sconfitte di fila, e sembrava pronta a mettersi il peggio alle spalle. Di certo, il doppio ciclone AtalantaRoma si è abbattuto con troppa veemenza sui bianconeri per non minarne le certezze alla base: ma siamo sicuri che l’esonero di Tudor possa portare davvero a qualcosa? Dalle parti di Udine il cambio di allenatore è diventato una costante, sfiorando la media delle tre sostituzioni a stagione. Situazione che non ha mai sortito gli effetti sperati. La qualità per salvarsi quest’anno c’è e i segnali di una reazione si erano comunque visti. Un altro cambio potrebbe portare solo destabilizzazione ad una squadra affondata sotto i colpi di due avversari più forti. Per una volta, sarebbe meglio assorbire il colpo e guardare al futuro nel segno della continuità.

ULTIM'ORA

Calciomercato Inter, Marotta punta lo scambio: Lautaro per Vidal e Rakitic

Marotta guarda al Barcellona: prove di scambio per l'Inter NEWS MERCATO INTER - Sembra quasi che il match tra Inter e Barcellona si stia ancora...

Fiorentina, Montella con le spalle al muro: Ribery fuori contro l’Inter?

Ribery rischia sempre di più di saltare la sfida contro l'Inter Una possibilità che con lo scorrere inesorabile delle ore che precedono la sfida di...

Sampdoria, Ranieri: “Nel derby servirà cuore, Depaoli e Ramirez stanno bene”

La Sampdoria si avvicina al derby: Ranieri parla in conferenza stampa in vista del match Sfida infuocata a Marassi, dove allo stadio Luigi Ferraris di...

Calciomercato Napoli, la rivoluzione di Gattuso: un rinforzo per reparto

Il Napoli di Gattuso prende forma: un nuovo arrivo per reparto a gennaio NEWS MERCATO NAPOLI - L'era Gattuso è ufficialmente iniziata e il Napoli...

Milan, obiettivo difesa: 3 nomi per Maldini

Calciomercato Milan, una difesa da rinforzare In questo periodo prenatalizio tutti i tifosi si aspettano un regalo dalle proprie società di calcio. I supporter del...
Loading...
Loading...