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Ottobre, il mese dei campioni: dopo Maradona c’è Marco Van Basten

Marco Van Basten, ex attaccante di Milan e Ajax
Marco Van Basten, ex attaccante di Milan e Ajax

Possiamo ufficialmente dire che il mese di ottobre ha regalato al mondo del calcio due campioni inestimabili, che se non fossero nati li avrebbero dovuti inventare per forza: sì, il calcio aveva bisogno di due giocatori come loro, ha ed avrà la necessità di raccontare alle generazioni future che cosa hanno rappresentato per questo sport.

Ieri è stato conclamato  il sessantesimo compleanno di Diego Armando Maradona, essenza pura di questo sport, giocatore di un altro pianeta, non ce ne voglia Messi. Tuttavia quattro anni e un giorno dopo è nata un’altra stella che ha fatto la storia, forse la prima punta più forte che ci sia mai stata: Marco Van Basten, leggenda del Milan, classe e bellezza miste a fisicità e un’innata finalizzazione.

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Marco Van Basten, quando l’eleganza incontra la concretezza

Paragonare Van Basten ad un’opera d’arte potrebbe sembrare alquanto esagerato, ma chiunque abbia avuto l’onore di vederlo giocare, tifosi milanisti e non, crediamo che non possa smentire queste nostre parole. Il Cigno di Utrecht è stato l’attaccante perfetto: un modello per il suo stile di gioco, per la sua capacità realizzativa, incredibilmente forte con entrambi i piedi e di testa, fisico, tecnica e velocità, non gli mancava nulla. L’ex attaccante del Milan giocava con e per la squadra, non aveva punti deboli, anzi riscopriva quelli delle difese avversarie, è stato uno dei più grandi trascinatori del Diavolo con un palmares incredibile, nel quale compaiono ben tre Pallone d’Oro, 3 Coppa dei Campioni/Champions League, 4 campionati italiani e tant’altro.

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Marco Van Basten in pochi anni ha rappresentato tanto per il Milan, prima con Arrigo Sacchi e poi con Fabio Capello, con il quale ha raggiunto l’apice della carriera, riuscendo a conquistare tanti trofei sia a livello individuale che di squadra, come la finale di Coppa dei campioni contro la Steaua Bucarest contro la quale realizzò una doppietta oppure il goal siglato nella gara decisiva al San Paolo contro il Napoli per lo scudetto del 1987/88. Quella del Cigno di Utrecht può essere considerata quasi una carriera da film nonostante sia stato costretto ad appendere gli scarpini al chiodo a soli 30 anni.

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Frank Rijkaard, Marco Van Basten e Ruud Gullit ai tempi del Milan
Frank Rijkaard, Marco Van Basten e Ruud Gullit ai tempi del Milan

Marco Van Basten, un passato di gioie e dolori: gli infortuni condannano il talento

Purtroppo la fortuna dà e la fortuna toglie e a Marco Van Basten ha tolto tanto, come al calcio stesso. L’ex attaccante dei rossoneri avrebbe potuto dare ancora tanto a questo a sport, ma ciò gli è stato impedito dalla maledizione degli infortuni. Il Cigno di Utrecht danzava con le proprie gambe e faceva impazzire con le sue giocate, come se i suoi piedi fossero un’opera d’arte, anche se fragile. I numerosi infortuni alle caviglie e alle ginocchia, lo costrinsero al ritiro anticipato nel ’95. Quella maledetta caviglia destra lo costrinse a fermarsi per due anni dopo la sconfitta in finale di Champions League per 0-1 contro il Marsiglia.

Van Basten, ex attaccante del Milan
Van Basten, ex attaccante del Milan

Nel giorno del suo ritiro Adriano Galliani lo paragonò a Leonardo Da Vinci per la sua grandezza e per la sua genialità. Marco Van Basten in maniera figurata rappresentava il senso del calcio come Leonardo il senso dell’arte ed in un certo senso il giocatore era essenza pura di questo sport, un po’ come la Gioconda dell’artista. L’ex calciatore del Milan è stato un esempio di concretezza, semplicità e genialità, cose che forse non vedremo mai più in un singolo giocatore: la sua conferenza stampa all’addio ne è stato un esempio, nella quale dichiarò semplicemente di non far più il calciatore senza far perdere tempo.

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Nonostante la sua grandiosa eleganza nel modo di giocare e la comparazione a numerosi artisti è sempre stato un uomo di una concretezza disarmante, incapace di sorprendersi davanti ad un gol in rovesciata come quello contro il Goteborg, che lo stesso Van Basten definì una “buona rete”. Dopo Maradona, tocca a Van Basten spegnere le candeline: Buon compleanno al Cigno di Utrecht che insieme al Pibe de Oro hanno reso magnifico questo sport, scrivendo pagine di storia che rimarranno indelebili nella nostra mente.

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