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Piemonte, la Regione istituisce la Giornata per le vittime dell’Heysel

Strage dell'Heysel: la notte più buia del calcio
Lo Stadio Heysel poco dopo il crollo del muro del settore Z

Un gesto dalla forte carica simbolica, che però ha come obiettivo primario la concretezza che il ricordo di una tragedia deve consegnare alle generazioni a venire. La Regione Piemonte ha ufficializzato l’istituzione di una giornata dedicata alle vittime dell’Heysel, per non dimenticare mai uno dei più strazianti eventi della storia

L’importanza del ricordo è ben radicata nella nostra società, posta lì come monito affinché ciò che di brutto è accaduto non accada mai più. È il caso della Giornata della Memoria, che marginalmente riguarda anche il mondo del calcio, ed è il caso della tragedia dell’Heysel, che il calcio lo utilizzò come pretesto per esercitare violenza. Coinvolte in campo in quel giorno due formazioni storiche, il Liverpool e la Juventus di Michel Platini, che con un rigore decise la finale meno finale di tutte. La partita ed il calcio in generale, per quanto importanti, passano nettamente in secondo piano di fronte ad eventi del genere, che la Regione Piemonte ha voluto iscrivere con tratto netto su tutti i calendari. Istituendo, così, la Giornata per le vittime dell’Heysel.

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La targa commemorativa per le vittime dell’Heysel

Regione Piemonte, unico grido: “Tenere vivo il ricordo degli innocenti”

Persone su persone, impaurite e spaventate. Tutte innocenti. Poi il crollo e la tragedia. Il 29 maggio 1985 trentanove spettatori, di cui trentadue italiani, morirono all’interno dello stadio Heysel di Bruxelles, durante la finale dell’allora Coppa dei Campioni. Tifosi di Juventus e Liverpool che oggi non ci sono più, che oggi vengono annualmente commemorati dalle due società. A contribuire simbolicamente al ricordo ha pensato anche la Regione Piemonte, che con un emendamento alla legge regionale dell’ottobre 2020 ha istituito la Giornata per le vittime dell’Heysel, come riportato dal Corriere dello Sport.

“Un gesto simbolico da parte nostra” – hanno commentato il Presidente Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Fabrizio Ricca“ma anche con connotazione pratica. Vogliamo tener vivo il ricordo degli innocenti, uccisi con una brutalità immotivata e che ci fa anche riflettere su quale sia il modello di tifo da seguire, ossia un tifo positivo e non violento”. Il pensiero dei due rappresentanti della Regione prosegue, incentrandosi sul ruolo dello sport: “Esso ha la capacità e la missione di unirci. E una Giornata come questa (29 maggio, ndr) avrà il compito di farci riflettere.

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