Pirlo ritorna, la Juventus capisce: manca la regia, ma Pjanic…

Andrea Pirlo, nuovo tecnico della Juventus
Andrea Pirlo, nuovo allenatore della Juventus

Pirlo alla Juventus, contestazioni, critiche, esaltazioni e sterilità; affrontando i dati, con tutta probabilità, Andrea è il più grande tecnico scelto da casa Vecchia Signora degli ultimi 10 anni, salvando il caro Fabio Capello ( che di romanzi, stile Calciopoli, potrebbe anche parlare). Si, Allegri ha vinto, ma come? Con un gioco deludente, forte si, ma solo in Italia e alla Juve questo non basta. L’Allegri milanista che sapeva vedere il campo partendo dalla difesa e fermandosi a centrocampo, poi, tutto il resto li davanti lo facevano i vari Del Piero (quando giocava), Carlos Tevez, Dybala e, naturalmente, Cristiano Ronaldo, un pò troppo poco. Ed è normale che alla Juve piaccia il pensiero del ritorno di un tecnico che , sempre in Italia, è riuscito a vincere a mani basse, prima di tutti, quando i giochi potevano essere ancora vivi, uno come Allegri ma le ambizioni, in casa, sono ben altre. Qui serve qualcuno che sappia battere l’Europa, qualcuno che batta il campo prima che venga battuto, qualcuno che veda interpreti e protagonisti prima del giocato, uno come Pirlo, uno che, sul campo, sapeva già dove lanciare, come farlo, quando farlo e allora, perché essere scettici?

Andrea Pirlo arriva alla Juventus con l’inesperienza dei più giovani, come quando a Brescia lanciava e faceva esultare e in Lombardia (sponda azzurra) lo avevano anche capito poco, lui che prestava troppo tempo al limite dell’area senza capire perché, quando e dove; all’Inter lo stesso, troppo poco. Al Milan lo identificano e lo fanno esultare, alla Juventus gli rendono omaggio come l’ultimo dei Campioni, come fosse un Del Piero, un Buffon e adesso, ecco la grande responsabilità. Sono Boccaccio, parlo a sproposito, quando serve, ma ora sento il bisogno di esprimere il concetto per cui il Pirlo juventino, magari, potrebbe essere l’uomo adatto per questa Juve, che manca d’identità e, sicuramente, di regia. Il più grande regista dei nostri temi alla guida della squadra più forte d’Italia e come dargli torto.

Pirlo, il Monicelli della Juventus

Abbiamo acclamato i vari Monicelli, Steno e Fellini in Italia e ci permettiamo il lusso di contestare chi, sul campo, illuminava quelle immagini di calcio che pochi ricordano? Pirlo è sicuramente l’uomo che vede il campo meglio di chiunque altro e qui poche critiche, non permettetevi; Agnelli, Paratici, Nedved meno di altri, sanno bene cosa serve alla Juventus per vincere in Europa e, se il bel gioco di Allegri è passato inosservato, quello di Sarri ha finto di essere vero, quello di Pirlo potrebbe essere illuminante e sicuramente migliore di quel Conte che, a conti fatti, ( scusate il gioco di parole) lavora di catenaccio e grande entusiasmo, come Mourinho, niente di che; Pirlo l’uomo giusto,? Io dico di si!

E la Juventus è squadra che ragiona, che pensa, che sbaglia ma non fallisce, mai: Sarri arriva all’addio con uno scudetto tra le mani, a Roma sarebbe eroe di altri tempi con proposte dirigenziali e vitalizi vari; a Torino carne da macello, a Torino serve l’Europa per investimenti e manie di grandezza. E se la scelta finisce su Andrea Pirlo, state tranquilli voi juventini, perché la dirigenza sa che qualcosa alla fine si va a guadagnare, magari solo lo scudetto (e sarebbe il decimo di fila, che bellezza specie se a perdere fosse sempre Antonio Conte); alla Juve servono le vittorie e Pirlo, con tanta storia, lo sa meglio di tutti. Il gap? Miralem Pjanic.

Sarebbe il colmo più grande in una barzelletta regalata a qualunque carabiniere, come colui che di fronte ad un deposito di auto rottamate acclamasse: “Mamma mia che incidente!”O come colui che fermo in piazza con aria di eterna contemplazione esclamasse. “Gli ordini erano precisi: concentratevi in piazza!”… Ecco non facciamo facili ed esilaranti storielle per valorizzare una scelta, adesso, piuttosto meno complice: A Pirlo serve Pjanic, poco da dire. Miralem, uno dei più grandi registi mai esistiti con maglia bianconera ed è il colmo pensare che questa nuova Juve abbia scelto di rinunciare alle qualità di un regista che, come pochi in Italia, abbia provato ad imitare (magari senza volerlo) il più grande protagonista del centrocampo di tutti i tempi: si, Andrea Pirlo, proprio lui, come direbbe il caro Piccinini.. Ecco qui casca l’asino, specie se si guarda alle grandi qualità dell’ultimo arrivato; perché Arthur è tanta roba, ma troppo poco in quel centrocampo che manca d’idee vere e che illuminino il campo degli attaccanti, quelli in grado di regalare vittorie e trofei, come Cristiano, come Paulo e come…chi verrà ( Higuain è storia Vecchia…Signora).

Andrea, a te il calciomercato, quello di una Juventus che manca delle tue qualità, da quando hai deciso di smettere ed il dubbio resta, forte: “A chi affiderai la direzione? Tu che sai bene come funziona li in mezzo, tu che sai che le vittorie si ottengono a centrocampo? Staremo a vedere, gli Juventini più di tutti. Sono Boccaccio, lancio ipotesi, idee e faccio domande…la risposta spetta al campo e noi attendiamo…

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