martedì, 7 Luglio 2020 - 17:40
Pronostici Le scommesse come aiuto al nostro calcio. Ora se ne parla davvero

DIRETTORE RESPONSABILE MAURO PACETTI

SERIE A

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Le scommesse come aiuto al nostro calcio. Ora se ne parla davvero

Le scommesse come aiuto al nostro calcio. Ora se ne parla davvero. Risollevarsi in un periodo di crisi vuol dire ricorrere a tutte le risorse disponibili. Queste, anche se si trattasse di una minima parte, potrebbero rappresentare un boost per recuperare quanto prima il proprio status. Il mondo delle scommesse è salito alla ribalta delle cronache legate al mondo del calcio più per situazioni legate a scandali che per altro. Stavolta, però, il rapporto tra i successori del Totocalcio e i club di Serie A potrebbe andare a vantaggio dell’intero movimento.

Non si tratta di certo di un argomento in vetta alle preoccupazioni di Lega FIGC, ma è una componente da tenere in considerazione. Questo perché – secondo il Corriere dello Sport – proprio la Federazione avrebbe pronto un dossier in merito ai mancati introiti relativi all’assenza di partnership con le agenzie da parte dei club. La cifra della mancanza, secondo la FIGC, si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro.

Scommesse, serve l’assist del Governo

Il Decreto Dignità, varato nell’agosto 2018 dall’allora Governo gialloverde, vieta qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro. La richiesta della FIGC e della Lega Serie A sarebbe incentrata proprio sulla revisione di tale norma, per favorire gli introiti in una situazione d’emergenza e crisi per tutto il movimento calcistico nostrano, comprese le Leghe minori. Di recente, per tale Decreto, la Roma ha perso la sponsorizzazione da parte di Betway, così come la Lazio di Marathonbet. Per fare un parallelo, basti pensare che in Inghilterra, su 20 squadre, l’introito complessivo generato dalla partnership con le aziende di scommesse si aggira sui 70 milioni.

Un ulteriore capitolo è rappresentato dalle scommesse vere e proprie. Il calcio rappresenta la stragrande maggioranza degli eventi su cui gli scommettitori puntano il proprio denaro. Una percentuale in crescente aumento negli ultimi anni, considerata anche la possibilità di giocare online.

Devolvere i ricavi agli stadi. E torna di moda il “7+7”

I ricavi derivanti dai contratti dei club con aziende di scommesse potrebbero riempire una sorta di fondo cassa destinata agli impianti delle società stesse. In un campionato in cui viene ripetutamente criticata la condizione della maggior parte degli stadi, sapere di poter contare su un aiuto concreto incentiverebbe eventuali lavori di ammodernamento.

L’ultima idea legata al mondo delle scommesse, nel mentre, giunge direttamente dal dopoguerra. Una proposta singolare, ma solo all’apparenza. Dal 1945 in poi, l’avvento del Totocalcio ha rappresentato una strada ben solida da percorrere dal punto di vista socio-economico. In un’epoca in cui si era ben lontani dai movimenti di denaro cui siamo abituati oggi, il mondo del calcio è stato sostenuto per larga parte dai segni 1X2 sulla schedina della domenica.

Nuovo Totocalcio all’orizzonte? L’anno scorso lo Stato ha ottenuto da tale pratica circa 2 milioni di euro – a detta del Corriere dello Sport su 14 miliardi complessivi di entrate dai giochi. L’obiettivo della sua versione 2.0 dovrebbe essere quello di generare un maggior ingresso di denaro. Torna d’attualità, dunque, un progetto ormai accantonato, come testimoniato da Matteo Mauri, responsabile della comunicazione Dogane e Monopoli“Già un anno fa c’era l’intenzione di rilanciare la formula del Totocalcio: si era ipotizzato di fare una schedina 7+7, cioè 7 risultati fissi più 7 combinazioni nel primo tempo, ma era una fase di studio, poi il progetto venne accantonato”. Ora, invece, potrebbe tornare d’attualità. Segno di un passato che, tante volte, è tutt’altro che carta straccia.

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