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PSG, quanti galli nel pollaio: Pochettino riuscirà a gestire lo spogliatoio?

Una delle squadre più forti di sempre è pronta a scendere in campo, ma occhio allo spogliatoio: Mauricio Pochettino dovrà dimostrare polso fermo e grande leadership, se non vuole che la sua creatura imploda su se stessa

Mauricio Pochettino, allenatore del Psg
Mauricio Pochettino, allenatore del Psg

General Mauricio

Non è proprio l’immagine del sergente di ferro, anzi tutt’altro. Le sue squadre le ha sempre gestite in un altro modo, creando un rapporto empatico con i giocatori, soprattutto con i leader. Una gestione da fratello maggiore, alla Pep Guardiola, che nel 2019 gli è valsa la finale di Champions League. È ovvio che la severità, almeno per quello che traspare dal campo, non è la sua caratteristica principale. Non è Fabio Capello o Marcelo Bielsa, suo allenatore e mentore ai tempi del Newwell’s Old Boys, ma ha qualcosa di speciale questo è certo. Se non hai qualcosa dentro non arrivi a questo livello, su una delle panchine più ricche e importanti, a giocartela con le più grandi d’Europa. Mauricio Pochettino come allenatore vale tanto, e adesso è giunto il momento di dimostrarlo con i fatti.

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La scorsa stagione ha lasciato l’amaro in bocca e questa, dopo la sconfitta nel Trophée des champions, non parte col verso giusto. Come tutti i componenti della squadra anche Pochettino dovrà portare a casa dei risultati, dimostrare una crescita personale sia dal punto di vista tattico che gestionale. Allenare così tanti campioni è un privilegio che bisogna guadagnarsi giorno per giorno, collezionando vittorie ma soprattutto trofei. Uno in particolare: la maledetta Champions League. Sia lui che il suo Paris Saint-Germain l’hanno sfiorata, per poi doversi arrendere sul più bello. Ora non ci sono più scuse, per arrivare all’obiettivo bisogna essere disposti a tutto, anche a ricoprire il ruolo del mal general.

Messi e Sergio Ramos
Messi, capitano del Barcellona, e Sergio Ramos, capitano del Real Madrid

Sergio e le vecchie ruggini

È vero sono dei professionisti e quello che succede in campo dovrebbe restare lì dentro, salvo questioni eclatanti. Le rivalità precedenti vanno dimenticate, soprattutto a questo livello, ma non è così facile. Le squadre sono composte da uomini, e non sempre questi riescono a mettere da parte le loro vicissitudini personali, anche quando dovrebbero. Sergio Ramos è sicuramente un leader, uno dei più grandi difensori della storia del calcio, ma il suo carattere lo conosciamo tutti e non sempre risulta facile da gestire. Sia in campo che dentro lo spogliatoio l’ex capitano Blancos è abituato a comandare, anche con dei modi un po’ rudi.

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Lo sa bene Lionel Messi che, nei tanti incontri disputati, è stato più volte vittima delle attenzioni del rivale, spesso non gradite. Dal calcione gratuito nel Classico della manita, alla gomitata di due anni fa, Sergio Ramos è anche questo. Un giocatore stupendo che dal punto di vista fisico gioca sempre al limite, a volte sconfinandolo, ma se lo hai nella tua squadra non puoi non amarlo. Ai suoi compagni non fa mai mancare la sua presenza, è pronto a dare tutto per loro e quando sei in difficoltà sai che puoi fare affidamento su di lui, perché le sue spalle sono belle larghe. Adesso si ritroveranno da compagni di squadra, Leo e Sergio, una situazione fino a qualche tempo fa impensabile. D’altronde si sa, i campioni un modo per giocare insieme lo trovano sempre.

Neymar e Mbappè, attaccanti del Psg
Neymar e Mbappè, attaccante del Psg (foto by imagephotoagency)

Lo spogliatoio delle star

Ai nuovi arrivati vanno poi aggiunte le altre stelle, già presenti nella costellazione parigina, in particolare Neymar e Mbappé. Il brasiliano è stato il primo innesto per la nuova campagna di conquista del PSG, circa un anno dopo l’addio di Zlatan Ibrahimovic, e sin da subito ha dimostrato che l’affinità tra campioni non è automatica. Arrivato in quel di Parigi le sue idee sono subito entrate in conflitto con quelle di un altro fenomeno, uno dei tanti a detenere il controllo dello spogliatoio in quel momento: Edison Cavani. Il loro rapporto non decollerà mai del tutto, nessuno dei due vuole riconoscere la superiorità dell’altro, ma alla fine qualcuno deve scendere giù dalla torre.

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Nonostante le gerarchie questo qualcuno è inevitabilmente il Matador, che da quel momento in poi dovrà convivere all’ombra della coppia Neymar-Mbappé. La situazione che si prospetta all’orizzonte ricorda, in parte, quella del 2017. Tra amici di vecchia data e rivali storici, il vero dubbio sarà legato al gioco. Una cooperazione tra supereroi, dove a turno verranno estratti i protagonisti, pare impensabile. È inevitabile che prima o poi qualcuno emergerà rispetto agli altri, Pochettino dovrà impegnarsi affinché questo accada senza alcun tipo di conseguenza.