Home Quale sarà il volto della nuova Juventus di Allegri?

Quale sarà il volto della nuova Juventus di Allegri?

Il colpo Cr7 ha cambiato radicalmente l’impronta della Juventus

Il 10 luglio 2018 rimarrà impresso nella storia del calciomercato italiano, europeo e internazionale come il giorno del colpo del secolo. Cr7, dopo 9 anni di vittorie, premi, trofei con il Real Madrid, approda alla Juventus. Finalmente un campione di assoluto livello, anche se all’età di 33 anni, ha scelto l’Italia e la Serie A. Una cosa che non succedeva da almeno 10 anni buoni e forse più (forse l’ultimo è stato Ronaldinho al Milan).

Indubbiamente alle spalle di questa scelta dell’asso portoghese c’è l’appeal che la Juventus ha saputo creare in questi 7 anni con una vistosa accelerata nell’era Allegri. Con il mister toscano, infatti, la Vecchia Signora non solo si è confermata in Italia macinando scudetti e coppe, ma ha riguadagnato un rispetto in campo europeo che da tanto tempo una squadra italiana non aveva (l’ultima, possiamo dire, è stata l’Inter di Mourinho). E il rispetto è arrivato attraverso i risultati degli ultimi 4 anni: due finali di Champions League e due eliminazioni ai quarti arrivate entrambe nei minuti di recupero contro due colossi del calcio mondiale, il Bayern Monaco prima, nel 2016, e quest’anno proprio con il Real di Cr7. Insomma, la Juventus è riuscita a risalire la china e a occupare costantemente un posto tra le maggiori pretendenti della coppa europea più prestigiosa e, soprattutto, a mantenersi a quel livello.

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Il giorno della presentazione di Cristiano Ronaldo alla Juventus

Ma con l’arrivo ci Cr7 è arrivato, se vogliamo dirlo, l’ultimo tassello che mancava ai bianconeri per ridurre definitivamente il gap, anche se piccolo, con i colossi europei. Squadra forte la è stata, ma mai con un campione del genere in campo. Lo stesso Allegri, in un post partita di una gara, aveva dichiarato che tecnica e tattica servono ma fino a un certo punto, poi, ai massimi livelli, serve la giocata del campione, del fuoriclasse, di quello che è abituato a vivere sotto pressione e non stecca mai la partita decisiva. Di questi giocatori in giro per il globo ce ne sono pochi e si contano sulle dita di una mano: Messi, Ronaldo, Neymar e ora forse anche Mbappé. E ora la Juventus ce l’ha e il suo gioco inevitabilmente cambierà.

L’effetto di Cr7 sulla Juventus

Lasciando stare per un momento l’effetto che il fenomeno portoghese può avere a livello di marketing, pubblicità e appeal, concentriamoci su quello che avrà direttamente sul campo. Innanzitutto cerchiamo di analizzare come la Juventus potrebbe cambiare il suo stile di gioco e l’approccio alla partita.

La filosofia di Allegri

Massimiliano Allegri, in questi anni, ha dimostrato di essere uno degli allenatori più capaci nell’adattarsi alla situazione contingente. È forse la sua qualità migliore che lo ha portato a essere considerato, ormai, uno tra i migliori allenatori d’Europa. Ha plasmato costantemente la sua Juve, trasformandola ogni anno e a volte anche a stagione in corso. Una mutazione a tutti i livelli che ha incluso sia l’aspetto tattico, i moduli sia l’aspetto individuale valorizzando e completando alcuni giocatori (tra gli esempi più lampanti basti pensare a Mandzukic e Cuadrado).

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Max Allegri inizierà il suo quinto anno sulla panchina della Juventus

Ora ha davanti a sé la sfida più grande. Perché avere uno come Cr7 in rosa, assieme comunque ad altri giocatori di assoluto livello, gli impone di mutare nuovamente la sua filosofia di gioco. Allegri è quasi sempre stato un allenatore decisivo. Uno stratega che muove le sue pedine, organizza ogni mossa e rimedia agli errori tempestivamente. Uno che gestisce, protegge e indirizza i suoi giocatori, soprattutto i più giovani e i più talentuosi. Basti pensare al grande lavoro che ha fatto con Dybala e Douglas Costa, entrambi appena arrivati sono sempre subentrati a partita in corso, e solo dopo qualche mese sono effettivamente entrati negli schemi e nel gioco della Juventus da principali protagonisti.

Dybala, meno pressione e più liberta

Negli anni di Allegri, la Juventus è stata una squadra fortemente tattica che, invece di imporre il gioco, si plasmava in base all’avversario di fronte, mantenendo comunque sempre un’impronta difensiva, votata al sacrificio. Insomma, grande concentrazione, attenzione ai dettagli. Anche i grandi talenti sembravano contenuti, mai liberi di sfogare il proprio estro al massimo delle potenzialità. Perché questo significava, il più delle volte disobbedire alla ferrea disciplina tattica di Allegri. L’unico che ha fatto intravedere questa libertà di espressione è stato Douglas Costa, in misura molto minore il gioiellino argentino ex Palermo. Naturalmente questo era dovuto non solo alla filosofia del mister toscano, ma anche all’estremo tatticismo della Serie A e alla proverbiale aggressività difensiva delle squadre italiane.

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Dybala e Douglas Costa formeranno probabilmente il tridente con Cr7

Questi fattori hanno, in qualche modo, contenuto il talento entro certi limiti che Allegri ha saputo sfruttare attraverso un’estrema attenzione tattica. Ma con l’arrivo di Cr7 tutta questa delicata e complicata impalcatura potrebbe saltare. Perché Cr7 è uno dei pochi giocatori che riesce a gestirsi da solo in campo e fuori e può permettersi di disobbedire ai dettami tattici. Con il suo inserimento nella rosa della Juventus, Allegri dovrà fondamentalmente cambiare atteggiamento. Non più mister molto presente durante la partita, ma più organizzatore degli elementi che ha a disposizione, motivatore e psicologo se vogliamo, e molto meno tattico. Dovrebbe imitare il lavoro che Zidane ha fatto al Real Madrid.

L’asso portoghese è l’elemento che permette di sciogliere le catene che tengono imbrigliati i talenti del reparto offensivo juventino. Non solo perché può dare un apporto di carisma e personalità ai compagni, ma perché può trasmettere loro molta più stima e fiducia. E, soprattutto, toglierebbe molta pressione sugli altri, su Dybala in particolare che la soffre ancora molto, e la caricherebbe sulle proprie spalle senza troppa difficoltà. In più, le difese avversarie avrebbero sicuramente un occhio di riguardo in più per Cristiano Ronaldo, lasciando magari più spazio e più libertà ai vari Dybala, Douglas Costa o Cuadrado. Chi dovrebbe giovare maggiormente dell’arrivo di Cr7, è indubbiamente il numero 10. Il suo estro dovrebbe definitivamente esplodere.

Pjanic non è più imprescindibile

L’altro grande effetto di Cr7 sulla Juventus riguarda Miralem Pjanic. Nei due anni in bianconero il bosniaco ha palesemente migliorato il suo rendimento, sia per quanto riguarda la fase di costruzione di gioco sia per la fase di copertura. Da questo punto di vista, Pjanic è stato un altro grande risultato di Massimiliano Allegri che è riuscito a colmare le sue lacune e a renderlo un giocatore più completo, diventando, a tutti gli effetti, uno dei centrocampisti migliori d’Europa.

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Miralem Pjanic, il regista basso fondamentale nella Juventus di Allegri

Ma con l’arrivo di Cr7 si aprono diverse prospettive per Pjanic. Se Allegri dovesse scegliere, com’è molto probabile, il 4-3-3 non ci sarebbe nulla di nuovo per il bosniaco. In questo caso vestirebbe i panni del Modric della situazione, il cosiddetto play basso coperto da due mezze ali forti fisicamente come Emre Can, Khedira e/o Matuidi. Dunque, è ancora più blindato il suo ruolo da titolare? Due varianti potrebbero metterlo a repentaglio: il cambio di modulo, da una parte, e Bentancur, dall’altra.

Con Cr7 in campo e, quindi, con un’armata offensiva ancora più corposa, Allegri potrebbe rinunciare a costruire il gioco dal basso per lasciare libertà e inventiva in attacco. Insomma, un 4-2-4 con un centrocampo fisico ruotando Emre Can, Khedira e Matuidi. E davanti, oltre a Cr7, Dybala e Douglas Costa inserire, a seconda delle occasioni, o Cuadrado, Mandzukic, Bernardeschi o addirittura alzare Cancelo o Alex Sandro.

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Rodrigo Bentancur potrebbe diventare il perno del centrocampo della Juventus del futuro

L’altra soluzione presuppone, invece, una crescita esponenziale di Bentancur accompagnata dalla fiducia che Allegri darebbe all’uruguaiano. Un’ipotesi non lontana dalla realtà, vista la stima che il mister toscano nutre già nei suoi confronti. Dunque un 4-3-3 con Pjanic rimpiazzato da Bentancur. Ma questa seconda soluzione potrebbe far scattare un ulteriore cambiamento del bosniaco. Se infatti l’uruguaiano ha dimostrato di possedere le classiche caratteristiche del play basso (ottima tecnica, visione di gioco e buona copertura della palla), Pjanic, più duttile, potrebbe ritagliarsi lo spazio da mezzala, un ruolo che ha già ricoperto in passato. Se ciò dovesse andare in porto, la Juventus aumenterebbe ancora di più il tasso tecnico in campo impiegando più assiduamente un giocatore come Bentancur che, in prospettiva, è destinato a grossi margini di miglioramento. Questa alternativa gli farebbe accelerare i tempi di crescita.

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