Rapina a casa di Baggio, i malviventi non hanno toccato i cimeli del calcio: perchè?

L'irruzione violenta nella casa dell'ex campione di Altavilla Vicentina, durante la partita Italia-Spagna, lascia la famiglia Baggio sconvolta. La banda non ha toccato i cimeli calcistici

Redazione A cura di Redazione

Mentre Roberto Baggio e i suoi familiari cercano di superare il trauma della brutale rapina, le indagini sull’accaduto nella loro abitazione di Altavilla Vicentina continuano a svelare nuovi dettagli. L’incidente, avvenuto durante il match tra Italia e Spagna agli Europei, ha scosso il mondo intero, soprattutto per la violenza esercitata dai malviventi, che hanno ferito il celebre “Divin Codino”. Tra le recenti rivelazioni, emerge che i ladri non hanno toccato i preziosi cimeli calcistici di Baggio.

L’interesse dei malviventi: denaro e preziosi, non cimeli sportivi

Secondo gli inquirenti, la banda che ha fatto irruzione giovedì sera potrebbe non aver riconosciuto la villa come quella di una leggenda del calcio. Il loro obiettivo principale sembrava essere esclusivamente denaro e gioielli, focalizzandosi sulla ricerca di una cassaforte che, come riportato dal Corriere della Sera, pare non fosse presente nella casa. Questo dettaglio ha portato i malviventi a portare via altri beni.

La stanza dei trofei intatta: i ladri ignoravano il valore sportivo della casa

I ladri non hanno toccato la stanza dei trofei, lasciando intatti i numerosi riconoscimenti di Baggio. L’unico trofeo assente, il Pallone d’Oro del 1993, era custodito in un’altra località. “Non si può escludere l’ipotesi che i ladri non sapessero chi fosse il proprietario della casa,” hanno spiegato gli investigatori, sottolineando come non vi fosse alcun interesse per i premi accumulati dal campione.

Quaranta minuti di terrore: il racconto della rapina

Durante i drammatici 40 minuti della rapina, Baggio è stato picchiato duramente dai ladri, che hanno portato via un consistente bottino. La vicenda ha attirato grande attenzione mediatica, aumentando la pressione sulle forze dell’ordine per catturare i responsabili.

Nonostante la loro apparente noncuranza verso l’identità di Baggio, l’accento orientale degli aggressori ha suggerito agli investigatori che potrebbero provenire dall’est Europa. Questo dettaglio, un vero e proprio “autogol” nel gergo calcistico, ha aumentato la visibilità del caso, rendendo i malviventi ancora più ricercati.

Armi da caccia: un altro punto da chiarire

Un aspetto ancora da chiarire riguarda le armi da caccia di Baggio. Molte erano ben nascoste, mentre alcuni fucili esposti su una rastrelliera sono stati trovati a terra. Gli investigatori dovranno determinare se i ladri abbiano cambiato idea sul portarli via o se non abbiano avuto il tempo di farlo.

Le indagini continuano, con la speranza di portare presto giustizia a Roberto Baggio e alla sua famiglia.