Thomas Tuchel, allenatore del Chelsea
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Real Madrid-Chelsea e non solo, la ribalta della difesa a 3 in Champions League

Real Madrid e Chelsea hanno entrambe optato per una difesa a 3. Tutto già visto con Tuchel, quasi una novità con Zidane. La ribalta della difesa formata da 3 elementi in Champions League si allarga anche alle altre partecipanti, diventando un dispositivo utile alla costruzione del basso

Champions League, la rivalsa della difesa a 3

In Europa la difesa a 3 non porta alcun risultato, arrivano in fondo soltanto le squadre che giocano a 4“. Quante volte negli scorsi anni abbiamo ascoltato frasi di questo genere? Molte, moltissime. Concetti portati avanti in parte anche dai fatti, visto l’utilizzo della difesa a 4 per la quasi totalità delle big d’Europa, in particolare da chi poi la Champions League l’ha anche vinta. Il Bayern Monaco di Flick con il 4-2-3-1, il Real Madrid di Zidane con il 4-3-3, il Liverpool di Klopp con il 4-3-3, per citare gli esempi più recenti. In questa edizione della Champions però, la ribalta della difesa a 3 è sotto gli occhi di tutti. Nella semifinale tra Real Madrid e Chelsea sia Zinedine Zidane che Thomas Tuchel hanno optato per la difesa a 3, ma sono certo gli unici in Europa. Un sistema tornato in voga con forza negli ultimi tempi, in particolare anche per una delle “novità” più discusse degli ultimi anni: la costruzione dal basso.

Zinedine Zidane, allenatore Real Madrid
Zinedine Zidane, allenatore Real Madrid

Real Madrid-Chelsea, Zidane e Tuchel si mettono a 3

In Real Madrid-Chelsea, abbiamo potuto osservare come sia Zidane che Tuchel abbiano optato per una difesa a 3. Se per lo “scienziato” tedesco lo schieramento a 3 è una normalità già vista al PSG e al Borussia Dortmund, per il francese si tratta di una novità recente, vista in poche altre occasioni quest’anno. Le due squadre hanno interpretato comunque la disposizione in maniera completamente diversa, a partire sin dal giro palla iniziale.

Se il Chelsea ha sempre impostato il gioco dal basso con i tre centrali, passando per Jorginho e Kanté o scivolando direttamente sull’esterno, il Real Madrid operava diversi cambi di posizione. Spesso Kroos e Modric, alternandosi o in contemporanea, prendevano il posto dei centrali per costruire l’azione dal basso, facendo salire in zona più avanzata il difensore di riferimento. Marcelo, in partenza esterno mancino del 3-5-2, stringeva molto dentro il campo, lasciando campo per l’isolamento di Vinicius Jr, praticamente mai sfruttato. Una mossa quest’ultima servita più che altro ad aprire praterie per Pulisic e Kanté sul lato sinistro della difesa dei Blancos, con l’esterno brasiliano lontano fisicamente dai suoi giorni migliori. Molto meglio il Real in fase difensiva, con un 5-4-1 molto coperto che ha chiuso gli spazi al Chelsea, soprattutto nella ripresa, mostrandosi fragile però in transizione negativa, in particolare nella prima frazione.

Thomas Tuchel, allenatore del Chelsea
Thomas Tuchel, allenatore del Chelsea

Il Chelsea si è disposto invece con un 3-2-5 in fase di possesso palla, che ha permesso ai centrali e ai due mediani di gestire il pallino del gioco per larghi tratti di gara. La circolazione rapida e di qualità era volta alla ricerca dei trequartisti tra le linee, da cui poi si sviluppava l’azione offensiva negli ultimi metri. In fase difensiva Mount, ma anche Pulisic, si abbassavano molto dando una mano ai centrocampisti. I 3 difensori hanno permesso una circolazione palla in superiorità numerica contro una squadra che schiera due attaccanti, Benzema e Vinicius, e uno sviluppo dell’azione dal basso spesso efficace. Un sistema di gioco così sviluppato è lontano anni luce dall’ideale di difesa a 3 come approccio difensivista alla gara, spesso riconosciutogli nella narrazione calcistica.

Guardiola e Pochettino
Guardiola e Pochettino

La difesa a 3 e la costruzione dal basso

Un concetto portato avanti da molti tecnici del panorama internazionale attuale è quello della costruzione dal basso. Sono molti gli allenatori oggigiorno ad affermare come questo modo di interpretare il gioco porti molti benefici, sia in termini di azioni pericolose create che, come ammesso ad esempio da Roberto De Zerbi, in termini di crescita mentale dei propri calciatori. Proprio la difesa a 3 in questo senso, è spesso utilizzata per creare dispositivi più efficaci di uscita pulita del pallone dalla difesa, permettendo una risalita dal campo efficace e rapida. Tagliato fuori il pressing avversario, la costruzione dal basso permette di sfruttare le praterie lasciate scoperte alle spalle della squadra avversaria e creare occasioni da rete.

Real Madrid e Chelsea, ne fanno uso come detto, ma non sono le uniche. Prendendo d’esempio l’altra semifinale di Champions League, PSG-Manchester City ritroviamo la difesa a 3 in fase di possesso palla in entrambe le idee dei due tecnici. Pep Guardiola, già ai tempi del Bayern Monaco e oggi ai Citizens, nel suo 4-3-3 o 4-2-3-1 di partenza, abbassa uno dei mediani tra i centrali permettendo ai terzini di stringersi dentro al campo e contemporaneamente alle mezze ali di alzarsi, disegnando un 3-3-4. Mauricio Pochettino, pur spesso mantenendo la difesa a 4, ha scelto anche lui in alcune occasione di effettuare la cosiddetta salida lavolpiana, abbassando un mediano fra i centrali e alzando i terzini. Anche il Cholo Simeone, fedelissimo del 4-4-2, in fase di possesso ha optato, soprattutto ad inizio stagione, per una difesa a 3. Passando alle semifinali di Europa League troviamo la Roma di Paulo Fonseca, ormai stabilmente a 3 dopo un inizio a 4 lo scorso anno. Restando in Italia, l’Inter capolista scende in campo con la difesa a 3, sebbene in alcuni momenti la squadra prenda la forma di un 4-2-4, così come la Juventus di Pirlo sceglie una difesa a 3 in fase di possesso palla. Un dispositivo prima offensivo che difensivo, utile nella manovra, poi mantenibile o meno una volta perso il possesso. La prima difesa è l’attacco si dice, ecco, forse ormai si potrebbe dire come il primo attacco sia diventata la difesa, ancora meglio se formata da 3 elementi.

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