La rivincita di Gasperini: Atalanta principessa d’Europa

Gasperini si prende la sua rivincita e si trasforma in vincente: l'Atalanta, grazie al trionfo con il Bayer Leverkusen, diventa principessa d'Europa

A cura di Lorenzo Gulino AtalantaBayer LeverkusenEuropa League

A volte i sogni diventano realtà. Nessuno lo avrebbe mai detto, ma l’Atalanta ce l’ha fatta. Contro tutto e tutti è arrivata una vittoria a lungo cercata e che corona quanto costruito da Gasperini dal suo arrivo alla Dea. Di tempo ce n’è voluto parecchio, ma, forse, è proprio questo a rendere ancora più romantico tale trionfo.

Lookman è stato il protagonista assoluto di questa magica serata, il che fa riflettere molto. Lo stesso giocatore che nel 2022 si presentò in punta di piedi alle porte dell’Atalanta, si è esibito in pura scioltezza e spavalderia sbeffeggiando così la tanto decantata imbattibilità del Bayer Leverkusen. Il nigeriano, però, con la sua tripletta alla Cristiano Ronaldo è solo ciò che è evidente e che stupisce, ciò che l’occhio umano vuole farci vedere, nascondendo tanto di più.

Perché l’Atalanta ha dimostrato, prima di tutto e delle individualità, di essere squadra, facendo indietreggiare un Bayer Leverkusen sorprendentemente impaurito e spesso impreciso. Ed è qui che l’occhio attento e visionario deve fare qualche passo indietro, spostandosi dall’attacco al centrocampo. Proprio in questa zona, nel reparto più delicato e importante, l’assenza di de Roon trasferisce tutta la responsabilità su un immenso Ederson.

Come ci si sente ad essere inarrestabili?

Come ci si sente ad essere inarrestabili? Una domanda alla quale dovrebbe rispondere Ederson. Una finale giocata perfettamente e dove il primo errore di misura arriva negli ultimi venti minuti di gioco. Una gara impeccabile sotto tutti i punti di vista, soprattutto quando si parla di accorciare le distanze tra un reparto e l’altro. Un vero e proprio collante e che si è sempre fatto trovare pronto per mettere i bastoni tra le ruote a Wirtz e Frimpong.

Insomma una vera e propria rivelazione. Non tanto perché non fossero note le sue qualità, già si vedevano ai tempi della Salernitana, quanto più per la sua calma nel gestire una partita tutt’altro che tranquilla, per clima ed importanza. Ma ancora una volta qui, per quante se ne dicano, a vederci lungo è stato Gasperini. Il tecnico lo ha voluto fortemente nella sua rosa e la fiducia data lo ha finalmente ripagato.

Il ‘finalmente‘ non è certo un caso. Perché il Gasp ha costruito tanto, ma non ha mai visto un vero e proprio ritorno nelle proprie mani. Il bel gioco è sempre stato un riconoscimento che gli è stato dato, ma associato ad una grande discontinuità in termini di prestazioni. Adesso, però, la storia è cambiata. Perché Gasperini non solo ha dato la prima grande gioia europea all’Atalanta, ma finalmente ha anche assaporato la sua prima volta.

Gasperini, un addio da eroe

Un ciclo si è chiuso. Dal 2016, anno in cui Gasperini prese per mano l’Atalanta, di tempo ne è passato. L’obiettivo? Fin dal primo giorno il Gasp ha voluto provare a fare qualcosa che nessuno era mai riuscito a realizzare, ovvero portare la Dea, in maniera stabile, tra le grandi d’Italia e non solo. Il percorso è stato lungo e più volte i nerazzurri hanno sfiorato l’impresa come nei quarti di finale di Champions League contro il PSG. Ma puntualmente nulla di fatto.

Ed è così che intorno all’Atalanta ha cominciato a farsi strada la leggenda di un’eterna incompiuta. Gasperini, però, contro il Bayer Leverkusen ha interrotto questa credenza, mettendo così fine a quel percorso iniziato nel lontano 2016. E chissà se, effettivamente, il viaggio del Gasp sulla panchina della Dea possa chiudersi qui, da idolo assoluto. Perché talvolta o ‘Muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo’.

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