Roma, Allegri ma non troppo: Diawara guasta la festa, se non fosse per Dzeko…

Edin Dzeko, Roma
Inter, Edin Dzeko nuovo attaccante

Che settimana di Roma, ragazzi, si può dire?! Che settimana di Roma. Roma Caput Mundi, insomma se a Roma dai tempi di Batistuta non si parla di vero calciomercato un motivo ci sarà pure. Allegri de che e invece, quando meno te lo aspetti, ecco che a parlar della Roma bella, quella giallorossa, non ci si sconvolge più, soprattutto se si parla di arrivi, addii, pianti e rimpianti. Il caos Politano fu solo l’inizio, dove a Roma ci si è ormai abituati all’apoteosi dell’assurdo; qui dove ogni affare sembra sicuro e poi, con il tocco magico, ovviamente, della fata turchina (che veste Los Angeles da ormai tempi lontani) ciò che sembra certo diventa incerto e quanto detto fatto diventa…sfatto. A Roma la fattanza, e ci successero i pochi reduci di tempi ormai troppo giallorossi, e se la Roma diventa il miraggio degli attaccanti e delle apoteosi c’è da dire che in giallorosso si può vestire solo l’idolo e l’idolatrato: a Roma veste la fascetta del capitano mai avuto, come fu per Re Totti e come fu, prima di lui, per San Falcao o per quel prodigio Di Bartolomei ancora troppo pianto, del resto, di pochi la storia racconta imprese mai raggiunte. E fu così che a oggi si racconta la storia del mitico Edin Dzeko, quello che voleva il Chelsea, l’Inter e poi la Juventus e che, per questioni di vili euri, fu costretto a restare a casa, quella che la famiglia sperava, senza discussione alcuna. E se Dzeko resta a Roma lo fa con coraggio e, badate bene, lo ha ampiamente dimostrato. Perché quel Milik che provava a chiamar nove, oggi si ferma a diagnosi di polpacci, tendini e crociati. La Roma se la vince e se la ride, per una volta è la Juve a tentar l’osato. Dzeko resta a Roma, che gli piaccia o no, perché a Morata la maglietta di Paratici già calza a pennello.

Lo vogliamo mettere in prosa, tentando più di un sonetto, ma che volete a Pasquino piace e come. Sta di fatto, ed il fatto conta, che Edin, il bosniaco, il gigante, a Roma deve continuare a fare goal perché la storia questo opprime, la storia questo impone. E c’è di buono che a casa, in famiglia, niente di meglio che Edin faccia ancora tanto bene a Roma, con il benestare dei tifosi che, in 4 o 5 giorni acclamavano il buon Arkadiusz e intanto rimpiangevano e piangevano il caro Edin. Roma ti ama, che vuoi di più?! Lo sa la moglie ed i figli, anche i nuovi nati, Edin fa finta di niente ma quando a Verona arriva col sorriso sa bene che a 37 giornate dalla fine le risate hanno più gusto con la maglia giallorossa tra i denti sotto quella Sud che finge di esserci e strilla a gran voce: “Edin ( come direbbe Carlo, quello bravo) e voi pecoroni a finire l’esaltazione, quello degli eroi di Roma, quello che fa grande una storia: “Dzeko!”.

Juventus, Dzeko è sempre più nei piani di Pirlo
Edin Dzeko, attaccante della Roma

La storia oggi questo racconta, inutile provare a mirar lontano, perché se De Laurentiis, quel fenomeno del cinema che prova a capire calcio tenta la disdetta son solo problemi suoi. Edin che te frega, vivi, resisti e vinci a Roma, provaci tu che puoi riuscirci e convinci quei fenomeni di Diawara, Veretout e Fonseca: la squadra della Capitale chiede vittorie e senza di te sarebbe bello e impossibile, in rime d’Italia. “Vivo la vita così alla giornata con quello che dà, son un’artista e allora mi basta la mia libertà. Da una finestra si affaccia una donna che un sorriso mi fa, è una di quelle ma è bella e stasera mi va…passo un’ora in sua compagnia e poi vado via…”. Ma quando ci si accorge che di Vecchia Signora si tratta, magari ci si ricorda che “Quanto sei bella Roma quanno è sera, quanno la luna se specchia dentro er fontanone, e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quanno piove…er Mondo è infame”…non ce pensa Edin, Roma te ama, tu fai goal che a chiamatte a gran voce ce pensamo noi! Viva Edin, il nuovo Re di Roma e qui a chiamatte ce stamo tutti, altro che Milik, altro che eroi, senza Edin che campo a fà!

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