Roma, difesa a tre e il jolly Veretout: Fonseca guida la riscossa giallorossa

Mkhitaryan-Veretout: la Roma rimonta il Parma e torna al successo
Roma ribalta il Parma 2-1 grazie ai gol di Mkhitaryan e Veretout (foto by @imagephotoagency)

Fonseca l’aveva provata, studiata, approfondita ed immaginata molto durante il periodo del lockdown e proprio quando meno ce lo aspettavamo l’ha tirata fuori. No, non è la fiducia ne qualunque altro sentimento nei confronti della squadra. Stiamo parlando semplicemente della difesa a tre. La Roma, da tempo, non ha più terzini di ruolo o, forse, ne ha solo uno. Se si esclude Kolarov, i giallorossi faticano a trovare una coppia di esterni bassi che diano garanzie in entrambe le fasi e da anni, forse, il modulo più adatto alle caratteristiche della rosa è quello con la difesa a tre. La partita contro il Napoli è sta il primo esperimento. Contro i partenopei il tentativo di Fonseca è riuscito solo a metà perché, nonostante il difensore in più, la Roma ha concesso molto ed è stata molto disattenta. Contro il Parma, invece, qualcosa ha funzionato meglio e, se si esclude la disattenzione che ha portato al rigore segnato da Kucka, la Roma ha disputato un’ottima gara.

Ha sofferto, è vero ma ha anche creato molto più di quanto il risultato dica. Il difensore in più ha dato certezze ed equilibrio, ha rimesso alcuni giocatori nei ruoli più giusti per le loro caratteristiche (vedi SpinazzolaBruno Peres Zappacosta) ma, soprattutto, permette ai giocatori di maggiore qualità di trovarsi più vicini alla porta. Mhkitaryan, Pellegrini e Zaniolo, non appena sarà guarito, potranno mettere in luce le loro caratteristiche offensive preoccupandosi sì della fase difensiva ma senza dover fare tutta la fascia. Il difensore in più ha dato sicurezze inaspettate che permettono alla Roma di attaccare e di concludere di più e, allo stesso tempo, di sentirsi più protetta.

Roma, difesa a tre: con Veretout è più semplice

Jordan Veretout
Jordan Veretout, centrocampista della Roma

Maggiori coperture e maggiore equilibrio che non possono essere garantiti se il centrocampo non lavora come deve. In questo senso è fondamentale la presenza di Jordan Veretout che, oltre ai gol, continua a fornire prestazioni utili e generose. La duttilità delle due caratteristiche hanno permesso a Fonseca di cambiare modulo e di farlo con minore preoccupazione. La coppia che forma con Diawara è complementare. Il francese corre per due e il guineano ragiona, imposta e detta i tempi. L’ex centrocampista della Fiorentina dà alla Roma la possibilità di cambiare passo, di accelerare e di rallentare l’azione; concede un uomo in più in zona gol (come si è visto contro il Parma) e in fase difensiva.

Insomma, Veretout è imprescindibile e, forse, è stato il miglior acquisto del mercato estivo romanista. La Roma sembra aver trovato, finalmente, la quadratura del cerchio per affrontare questo insidioso finale di stagione e per cercare di centrare il sogno europeo. Fonseca non molla e continua a credere nelle qualità della sua squadra. Ora, però, serve continuità. Quella continuità tecnica e progettuale che nella capitale mai è stato possibile raggiungere per via delle infinite necessità finanziarie. La Roma è cambiata, almeno tatticamente, e per farlo bastava un difensore in più.

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