Home Roma, Fonseca davvero il salvatore o l'ennesima scommessa?

Roma, Fonseca davvero il salvatore o l’ennesima scommessa?

Paulo Fonseca è stato chiamato alla Roma per risollevare gli animi della piazza e rilanciare le ambizioni della società. Arrivati a metà ottobre è l'ora di tirare le somme: come possiamo giudicare l'operato del tecnico giallorosso?

Roma, Fonseca basterà per dare nuova linfa ai giallorossi?

Roma, giro di boa. La sosta per le Nazionali si sta avviando alla conclusione ed è calzata davvero a pennello. Dopo sette giornate di Serie A, infatti, è giunto il momento di tirare le somme preliminari di questa nuova ed entusiasmante stagione che, in un modo o nell’altro, non smette mai di sorprenderci.

Tra le tante novità che hanno interessato il panorama calcistico italiano, segnato dall’arrivo in estate di numerosi top player e tanti tecnici di livello internazionale, possiamo assolutamente inscrivere anche l’arrivo sulla panchina giallorossa di Paulo Fonseca. Una scelta ponderata, quella della società di Pallotta, figlia di una volontà ben precisa: dare un’identità forte alla squadra, proponendo un calcio di stampo europeo fatto di vivacità, dinamismo e grande ritmo.

Dopo due stagioni targate Di Francesco, con la breve parentesi Ranieri, in molti però si chiedono se la scelta dell’ex Shakhtar Donetsk sia stata corretta. Si tratta dell’inizio di un ciclo che porterà soddisfazioni alla piazza, ormai da troppo tempo abituata a bruschi sali e scendi in un calderone di emozioni nel quale l’unica cosa che non è mai mancata è stata l’incertezza, oppure l’arrivo del tecnico portoghese rappresenta l’ennesima azzardata scommessa?

Fonseca, Di Francesco e Ranieri a confronto: le statistiche sulla panchina della Roma

Claudio Ranieri
Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria

Dati alla mano, possiamo osservare come rispetto alla scorsa stagione di Serie A non siano finora stati compiuti dei grossi passi in avanti. Alla settima giornata del campionato 2018/2019, la formazione di Di Francesco aveva conquistato 11 punti (3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte), siglando 14 reti e subendone 10. Attualmente, invece, la squadra di Fonseca ha messo in saccoccia 12 punti (3 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta), segnando 12 goal e incassandone 10.

Volendo fare un paragone tra le statistiche (fonte: WhoScored.com) fatte registrare ad oggi con quelle della scorsa Serie A della Roma, si osserva come i dati siano pressoché equivalenti per tiri medi a partita (17 – 16,4) e tiri in porta (5 – 5,7), mentre differiscano leggermente per dribbling (11,3 – 9,6), tiri concessi (12.3 – 14.3) e contrasti vinti (12,7 – 14,1). Impossibile invece confrontare i percorsi europei dei due tecnici: la scorsa stagione la Lupa giocava in Champions, mentre quest’anno se la dovrà vedere con l’Europa League. Le differenze tecniche e qualitative tra le avversarie della Roma nei due anni presi in esame sono evidenti e pertanto un paragone sarebbe ingeneroso, oltre che poco veritiero.

Sebbene si possa notare un percorso per certi versi simile, con piccole differenze che non possono di certo far gridare al miracolo, occorre effettuare una doverosa precisazione: il calcio è uno sport che non può essere ridotto alla mera indagine statistica. Certo, l’analisi dei dati può dare un’idea generale del percorso di un club, ma i numeri se decontestualizzati possono portare a dei risultati fuorvianti. Ecco perché per dare un giudizio intermedio sull’operato di Fonseca si devono prendere in considerazione molti altri fattori. Alcuni di essi fanno ben sperare l’ambiente giallorosso, mentre altri meritano ancora particolare attenzione da parte nel nuovo tecnico.

Roma, i pro e i contro della gestione Fonseca

Fonseca
Fonseca, allenatore della Roma

Un grande merito che bisogna riconoscere a Fonseca è certamente quello di aver ricompattato la rosa, donando stimoli freschi e costruendo delle fondamenta solide. Dopo gli addii sofferti di De Rossi e Totti in estate e la tribolata stagione chiusa al sesto posto, non era facile voltare pagina, ma adesso il gruppo sembra aver trovato un nuovo spirito. Leadership al sostegno del progetto della Roma, quindi, quella del tecnico portoghese, che ha dimostrato a più riprese il suo carisma e si è anche reso protagonista in prima linea di alcuni acquisti estivi telefonando direttamente agli obiettivi del calciomercato, come accaduto con Mkhitaryan e Smalling.

Altro punto a favore dell’allenatore è la crescente solidità difensiva dimostrata via via nelle ultime uscite, a discapito però di una presunta sterilità in attacco se paragonata ai primi match stagionali. A Fonseca in molti criticano il fatto di essersi italianizzato troppo presto, abbandonando quelli che sono i suoi concetti di gioco dopo appena due mesi di campionato. I pochi goal segnati dalla Roma nelle ultime giornate, in realtà, potrebbero essere però dovuti ad altre circostanze. A ben vedere infatti i giallorossi continuano a creare gioco in maniera discreta e per questo il problema potrebbe risiedere nella scarsa concretezza e nella poca cattiveria sotto porta, qualità che dovranno essere acquisite con il tempo. Se poi si contano anche i numerosi infortuni ai quali Fonseca e staff dovranno cercare di sopperire nei mesi a venire, il quadro appare decisamente più completo.

Questa difficoltà sul piano caratteriale sembra essere al momento uno dei limiti della formazione capitolina: i tanti punti persi per strada e le occasioni gettate al vento non possono essere un buon segnale e l’ex Shakhtar dovrà fare di tutto per infondere nei propri giocatori fiducia, grinta e voglia di aggredire la partita seguendo quelli che sono i suoi concetti di gioco. Lazio, Atalanta, Genoa e Cagliari dovranno fare da monito per il futuro: se si vuole arrivare ai vertici, la concentrazione deve essere sempre al massimo.

Roma e Fonseca: possibile dare un giudizio dopo sette giornate?

Paulo Fonseca
Paulo Fonseca, tecnico della Roma

La strada per Paulo Fonseca è ancora lunga. Difficile dire con esattezza per il momento quale ruolo gli calzi maggiormente: se il salvatore preposto a dare slancio ad una squadra desiderosa di giocare nuovamente su sfavillanti palcoscenici, oppure solo un altro deludente e grave azzardo. Il tempo scorre e dopo stagioni vissute con sufficienza, all’insegna del caos e di repentini crolli di stabilità, come nelle più classiche delle montagne russe, l’allenatore portoghese deve provare ad aprire un ciclo che valga la pena di essere ricordato.

Le possibilità per far sì che ciò possa accadere ci sono tutte, ma molto dipenderà da quello che verrà mostrato in campo. Come un moderno Icaro, Paulo Fonseca dovrà avere il coraggio di osare ancora e di provare con tutto sé stesso a raggiungere i propri obiettivi, attraverso la forza del gruppo e dei propri concetti di gioco, senza però estremizzarli. Ovviamente, la speranza per società e tifosi della Roma è che l’epilogo del celebre mito sia diverso questa volta: il Sole è tremendamente affascinante, ma se ci si spinge troppo in là e non si presta attenzione, il pericolo di scottarsi è davvero dietro l’angolo.

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