Carlo Zampa | Roma, Fonseca va tutelato. Pallotta basta: serve un progetto vincente

Paulo Fonseca, allenatore della Roma (foto by imagephotoagency)
Paulo Fonseca, allenatore della Roma (foto by imagephotoagency)

E’ iniziato il casting. No, non mi riferisco al Grande Fratello o ai vari reality da encefalogramma piatto che inquinano le varie televisioni, ma alla ricerca di quello che nella prossima stagione potrebbe essere il nuovo, l’ennesimo, allenatore della Roma. I risultati purtroppo non sono dalla parte dei giallorossi e del suo tecnico, che dall’inizio del 2020 hanno inanellato tante brutte figure e ben nove sconfitte, compresa quella che è costata l’eliminazione dalla Coppa Italia da parte della Juventus. Al momento è quinta a pari punti col Napoli di Gattuso e meno male che è riuscita con merito, anche se con qualche affanno, a ribaltare contro il Parma l’iniziale vantaggio degli scudocrociati, altrimenti sarebbe settima dietro il Milan e con la quarta sconfitta consecutiva sul groppone.

Naturalmente nessun dirigente della Roma confermerà che Fonseca è a rischio e bollerà come fake news queste indiscrezioni, ma se da una parte è comprensibile guardarsi intorno e non farsi trovare impreparati nel deprecabile caso di un peggioramento dei risultati sportivi, dall’altra la questione allenatore della Roma negli ultimi dieci anni sta assumendo i contorni di una farsa. E non sono certo le parole “rassicuranti” affidate al solito tweet dell’attuale proprietario giallorosso a poter fugare i dubbi e lasciar tranquillo il tecnico portoghese. Anzi, somigliano molto al suo “ci sono zero possibilità che la Roma ceda Alisson o traslandole in politica allo “stai sereno” detto da Renzi a Letta, Presidente del Consiglio, sulla sua permanenza a Palazzo Chigi.

Mkhitaryan-Veretout: la Roma rimonta il Parma e torna al successo
Roma ribalta il Parma 2-1 grazie ai gol di Mkhitaryan e Veretout (foto by @imagephotoagency)

Sappiamo bene l’esito finale di entrambe le situazioni. Il giudice supremo è sempre il campo e le sorti di un tecnico sono legate ai risultati della squadra, ma non è possibile che ogni volta si cerchi il capro espiatorio per giustificare i fallimenti, dopo aver parlato per anni di progetto fino allo sfinimento. Un progetto ha valore quando si dà l’opportunità ad un allenatore di plasmare la squadra e dargli un’identità per almeno un triennio, cosa che nella gestione americana mai è successo.

Ormai Pallotta, proprietario in smart working da oltre due anni, caso più unico che raro nel panorama calcistico, si affida ai consigli di Baldini, anche lui rigorosamente lontano dalla Capitale, per gestire le questioni tecniche della società, anche perché l’americano ne è totalmente digiuno e restio a volerle capire. Sta di fatto che al momento siamo all’ottavo allenatore in dieci stagioni. Penso sia assurdo non concedere almeno un altro anno a Fonseca dopo questa travagliata e falsa stagione che non ha alcuna credibilità e che le società hanno voluto portare a conclusione a qualsiasi costo per esigenze economiche.

James Pallotta e Franco Baldini
James Pallotta e Franco Baldini, presidente e consulente esterno della Roma (foto by imagephotoagency)

Ma i tifosi e i telespettatori stanno punendo questa scelta forzata di giocare nel deserto obbligato degli stadi. Da quando è ripreso il campionato dopo il lockdown, gli ultimi dati di ascolto rivelano un calo in media di circa 2,5 milioni di spettatori a giornata, con un crollo del 40% di share. Viene data la colpa agli orari imposti dal caldo di questo periodo. Sicuramente la gara che si gioca alle 17,30 non favorisce chi vuole vederla in televisione, ma sono convinto che il motivo sia il rigetto della stragrande maggioranza dei tifosi per questo finale di stagione noioso, virtuale e soprattutto finto e temo che anche le televisioni, che si affannano a cercare di dare un senso anche grafico a queste partite, potranno subirne le conseguenze in termini di abbonamenti dal prossimo campionato.

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