Roma, Friedkin dice addio alla Borsa e punta Totti e Paratici

Addio alla Borsa, nuovo direttore sportivo, stadio, mercato in entrata e in uscita: lo sceriffo Friedkin prepara la rivoluzione in casa Roma

L’era Pallotta si è conclusa nel peggiore dei modi: la Roma, infatti, non è riuscita a rendere ancora più speciale una giornata storica, in cui Dan Friedkin ha finalmente preso in mano le redini del club giallorosso. I capitolini si sono resi protagonisti di una prova imbarazzante, mai in partita, senza voglia, senza stimoli, piegati 2-0 da un ottimo Siviglia che ha archiviato la pratica già nella prima frazione di gioco.

Una sconfitta che farà riflettere il nuovo proprietario, tutti sul banco degli imputati, dal tecnico Paulo Fonseca ad Edin Dzeko, che al termine della gara ha sbottato proprio contro l’allenatore lusitano. La rosa va rivoluzionata, bisognerà definire le trattative in uscita, risolvere le problematiche economiche e finanziarie e scegliere il nuovo direttore sportivo che dovrà fornire all’allenatore il mix giusto, con innesti giovani e d’esperienza, per poter tornare a dire la propria sia nel territorio nazionale, sia in Europa. Non è poi da escludere anche un eventuale esonero di Fonseca, vista la cocente eliminazione e i risultati stagionali altalenanti.

Roma, al via l’era Friedkin con possibile addio alla Borsa

L’As Roma potrebbe dire addio a Piazza Affari: “L’opa obbligatoria che il gruppo dell’imprenditore americano Dan Friedkin sarà costretto a lanciare sulla società giallorossa dopo l’acquisizione della partecipazione di controllo da James Pallotta potrebbe essere funzionale al delisting del Club“. Nella nota riportata dal club si legge che “il gruppo Friedkin pagherà a Pallotta un corrispettivo in contanti di 199 milioni di euro, di cui 63,4 milioni per l’acquisto dell’86,6% del capitale del club giallorosso (pari ad un prezzo per azione di 0,1165 euro), 8,5 milioni per le altre partecipazioni azionarie detenute dal veicolo di Pallotta As Roma Spv e 127,1 milioni di euro per il rimborso di finanziamenti-soci, per 111 milioni legati all’aumento di capitale da 150 milioni approvato dalla società e per 16 milioni legati alla realizzazione del nuovo stadio”.

L’intera operazione è costata 591 milioni di euro, con 549 solo di valutazione del club: a gravare sull’ingente sforzo economico del gruppo Friedkin sono i 413 milioni di indebitamento della Roma; il nuovo presidente immetterà nelle casse giallorosse solo 63 milioni, poiché costretto ad aumentare la quota in favore di Pallotta.

Roma, gli obiettivi di Friedkin: da Paratici a Totti, lo sceriffo prepara la rivoluzione

La sconfitta rimediata in Europa League contro il Siviglia, che ha infranto le speranze dei tifosi della Roma di conquistare un trofeo dopo 12 anni, è il punto più basso della pessima gestione Pallotta. In nove anni i supporters capitolini sono stati costretti ad inghiottire il rospo a più riprese: tanti secondi posti, una finale di Champions fallita sul più bello, gli addii di Salah, Nainggolan, di Francesco Totti e di De Rossi, il progetto stadio che, dopo 3110 giorni stenta ancora alla ricerca della tanto attesa fumata bianca.

La sensazione è che per il nuovo impianto non bisognerà attendere ancora molto e, poi, da oggi in città ci sarà un nuovo sceriffo a dirigere i lavori in corso. Punto e accapo, Friedkin è pronto ad omaggiare una società gloriosa come la Roma. Entro la fine del mese la famiglia texana limerà i dettagli e prenderà ufficialmente il club in mano. Il figlio Ryan dovrebbe ricoprire un ruolo alla Zhang Junior, seguirà la squadra da vicino e gestirà il club direttamente nella Capitale.

Fabio Paratici
Fabio Paratici, ds Juventus

Poi bisognerà sciogliere diversi nodi: il primo sarà quello del nuovo direttore sportivo. Il sogno si chiama Fabio Paratici, che negli ultimi anni, e prima ancora con l’ex collega, ora all’Inter, Beppe Marotta, ha contribuito a riportare sull’Olimpo la Juventus. In lizza ci sono anche Nicolas Burdisso, ex giocatore di Roma e Inter e attuale ds del Boca Juniors e Daniele Pradè, uno che l’ambiente Roma lo conosce bene, visto che dal 2000 al 2011 ha ricoperto vari ruoli, collaboratore dell’allora direttore generale Fabrizio Lucchesi (2000), Assistente alla Direzione sportiva con Franco Baldini e direttore sportivo dal 2005 al 2011 dopo le dimissioni di quest’ultimo.

Altra idea sarebbe quella di includere nel nuovo progetto, un personaggio che la Roma ce l’ha tatuata in ogni parte del proprio corpo, uno che con i colori giallorossi ce li ha praticamente stampati addosso. Stiamo parlando ovviamente di Francesco Totti che sogna di poter essere determinante anche al di fuori del rettangolo verde di gioco, magari dietro ad una scrivania. Il CEO Fienga, insieme ai suoi uomini di fiducia Zubiria e Calvo, svolgerà un ruolo di transizione in questa prima fase di organizzazione. Potrebbe restare per un breve periodo anche Baldissoni, che si occuperebbe di continuare a seguire le questioni riguardanti il nuovo stadio.

Francesco Totti
Francesco Totti, ex capitano della Roma

Una volta definito il nuovo organigramma, ci si potrà sedere intorno al tavolo per pianificare le strategie di mercato in entrata e in uscita. Il riscatto di Smalling dallo United e un terzino di qualità saranno gli obiettivi del nuovo Ds. Pedro a breve si unirà al gruppo, Dzeko, Zaniolo e Pellegrini sono considerati intoccabili. Pau Lopez, se arriva l’offerta giusta sarebbe un partente sicuro, soprattutto dopo la prestazione fornita contro il Siviglia, addirittura c’è chi ha azzardato il paragone con Goicoechea, estremo difensore uruguaiano, diventato famoso nella Capitale per i suoi interventi sciagurati e spericolati. Altri elementi con le valigie in mano sono Under e Kluivert, con cui la Roma spera di incassare ricche plusvalenze, insieme ai vari Bruno Peres, Zappacosta, giocatori con cui la Roma difficilmente riuscirà a fare il salto di qualità.

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