Edin Džeko, attaccante della Roma @Image Sport
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Roma, il rigore di Dzeko simbolo del fallimento stagionale

La Roma perde l’ennesima partita della sua stagione. La situazione in casa giallorossa è tutto fuorché serena.

Ieri sera è andata in scena l’ennesima partita mediocre della Roma, uscita sconfitta da Genova contro la Sampdoria per 2 a 0. La squadra di mister Fonseca ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti, anche se qualche attenuante all’allenatore portoghese può essere data. La rosa giallorossa è stata falcidiata, mai come nel corso di questa stagione travagliata, dagli infortuni. L’assenza dei titolari ha messo in evidenza l’inadeguatezza delle seconde scelte e anche una certa incapacità del mister portoghese nel gestire la panchina. Le riserve non sono state all’altezza del compito, non solo nella partita di ieri ma in molte occasioni in cui hanno avuto l’occasione di scendere in campo. L’allenatore ha ribadito nel corso del post partita di ieri che, con tutti i giocatori a disposizione. avrebbe sicuramente potuto fare di più. In questo caso non si può non dare ragione al mister, che con la rosa al completo ha dimostrato di poter competere per traguardi importanti, almeno fino a marzo.

Una rosa falcidiata

Prendendo in esame reparto per reparto, partendo dal portiere notiamo come questo sia il ruolo meno colpito ma che dovrà comunque fare a meno del titolare fino a fine stagione. Il portiere spagnolo Pau Lopez ha riportato una lussazione alla spalla destra nella trasferta di Manchester e il suo campionato è terminato anzitempo. Mirante non ha saputo dare garanzie importanti quando chiamato in causa. Su Fuzato il voto è sospeso perché ha giocato veramente poco. Nella partita di ieri non è stato sicuramente eccellente ma è molto giovane e può sicuramente crescere. Sulla difesa si potrebbe scrivere una storia a parte perché è stato il reparto con il maggior numero di infortunati. In ordine sparso: Smalling, Spinazzola, Calafiori e Kumbulla hanno saltato moltissime partite, alcune delle quali molto importanti. A centrocampo non va poi tanto meglio con i vari infortuni di Mkhitaryan, Veretout e Diawara che, da marzo a oggi, hanno fatto dentro e fuori con l’infermeria. L’attacco non è da meno con con El Shaarawy, Pedro e Carles Perez tutti al momento ai box. Un altro capitolo è quello legato a Nicolò Zaniolo che ha saltato tutta la stagione.

Chris Smalling, difensore della Roma
Chris Smalling, difensore della Roma

Paulo Fonseca, un destino già segnato

Sono mesi che Paulo Fonseca vive da separato in casa, con la certezza che non sarà lui l’allenatore della Roma del futuro. Come ribadito dallo stesso mister, fino ad un certo punto la squadra è stata in corsa in campionato poi c’è stato un momento di black-out che l’allenatore fa coincidere con gli infortuni. Si, come detto, le numerose defezioni possono essere utilizzate come attenuanti ma non possono essere ritenute il solo alibi per questa involuzione della stagione romanista.

Paulo Fonseca ed Edin Dzeko, allenatore e attaccante della Roma
Paulo Fonseca ed Edin Dzeko, allenatore e attaccante della Roma

I rapporti con una parte dello spogliatoio si sono incrinati già nel mese di gennaio, a seguito della famosa “rottura” con l’allora capitano giallorosso Edin Dzeko. In verità i rapporti erano già molto distanti fra i due dall’eliminazione dello scorso anno in Europa League per mano del Siviglia. I senatori della squadra, capitanati proprio dal bosniaco, hanno recriminato all’allenatore una mancanza di intensità e cattiveria ma soprattutto di strategia nei match importanti (visibile anche in questa di stagione ndr). Ovviamente i toni del confronto fra le parti non sono stati morbidi e il mister, sentendosi in un certo modo esautorato, ha deciso di togliere la fascia al suo capitano per darla a Lorenzo Pellegrini. Pian piano i rapporti si sono ricuciti, tanto da far tornare il bosniaco attaccante titolare di coppa ma pare ormai che le strade di entrambi portino lontano da Roma.

Un rigore metafora della stagione giallorossa

Il rigore calciato da Edin Dzeko nella partita contro la Sampdoria può essere considerato come la “summadella stagione giallorossa. Il bosniaco ha tirato senza troppa convinzione, quasi sfiduciato, quasi rassegnato alla sconfitta. Così come il suo allenatore da due mesi a questa parte. Non c’è stata nessuna sterzata, nessuna volontà di cambiare la partita in corso ma soprattutto di cambiare la stagione in corso. Eppure c’è stato un momento in cui le cose sarebbero potute andare diversamente: alla fine del primo tempo di Manchester United-Roma. Lì poteva essere la vera svolta, il cambio di passo, la consacrazione. Eppure non è finita lì la stagione della Roma, sul terreno dell’Old Trafford. C’è stato il tempo per quel rigore, figlio di un’altra sconfitta, l’ennesima. Ecco, la Roma di quest’anno sta tutta lì, in quel rigore dell’ex capitano giallorosso Edin Dzeko.

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