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Roma, Mourinho: “Zaniolo sta crescendo bene. Pellegrini? Vuole restare con noi”

Alla vigilia della sfida tra la Roma e il Sassuolo interviene in conferenza stampa José Mourinho. Tanti gli argomenti toccati dal tecnico portoghese, tra cui la crescita di Nicolò Zaniolo ed il rinnovo di Lorenzo Pellegrini

José Mourinho, allenatore della Roma
José Mourinho, allenatore della Roma

Riparte la Serie A e con essa nuove sfide da affrontare con la massima grinta. Ne sa qualcosa la Roma di José Mourinho, reduce da due successi importanti nelle prime due gare del campionato. Il tecnico portoghese, alla vigilia del match contro il Sassuolo, è intervenuto in conferenza stampa toccando diversi argomenti.

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LA SOSTA NAZIONALI: “È un problema da tanti anni. È difficile trovare una soluzione, ci sono degli interessi diversi dei club e delle nazionali. Interessi diversi delle istituzioni, io ho deciso da tempo di non sprecare tempo per cose che non posso controllare. Non è facile accettare che un giocatore ha giocato giovedì alla mezzanotte e che arriva a Roma sabato mattina, ma siamo fortunati che è solo uno. Ci sono altri club con situazione più complicati. Ho deciso di non piangere e di essere positivo. Non c’è altro da fare”.

Zaniolo e Pellegrini: incedibili per la Roma
Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini, centrocampisti della Roma

SU ZANIOLO: “Nico è più facile da paragonare con quello che era prima dell’infortunio. Oggi però ha due anni in più e non c’è solo il Nicolò prima e dopo infortunio, c’è anche il Nico con due anni in più e con tanto tempo per pensare. È un ragazzo con più maturità, c’è ancora spazio poi per una sua evoluzione. Sarei molto scarso se non avessi nulla da dare a un ragazzo di 22 anni. Mi sembra un calciatore super professionale e che sta imparando bene, qualche informazione che ho cercato prima di arrivare raccontava di un ragazzo con poca maturità, ma invece posso dire solo il contrario. Il doppio rosso con la Fiorentina non è un’espulsione stupida, è un gesto che vuole aiutare la squadra. Posso solo parlare bene di lui. Il nostro rapporto è aperto e penso si senta molto a suo agio con me e con il mio staff. Paragonarlo a chi ho avuto in passato non mi piace, ma non ci sono tanti giocatori con queste potenzialità“.

SU PELLEGRINI: “Ogni giorno che passa è più vicino a firmare il suo contratto. Di solito è il contrario, ma non con Lorenzo. Non c’è storia in questo. Io lo voglio tanto, la Roma lo vuole tanto e anche lui vuole restare con noi. La situazione è vicina dal finire bene. Se il suo procuratore che cerca di fare il meglio per il suo giocatore non decide, io ti darò l’indirizzo del procuratore e lo metti sul giornale e invitiamo i tifosi ad andargli sotto casa (ride, ndr). Scherzi a parte lui è felice del progetto, dovevo imparare a conoscere i giocatori. Pellegrini è il nostro capitano e lo sarà per tanti anni. Deve essere un capitano di oggi e del domani, sono convinto che firmerà e posso dire che sarà il nostro capitano per tanti anni. Mancini e Bryan saranno gli altri due“.

UMILTÀ: “Abbiamo giocato due gare, non venti. Dopo due partite la distanza non è di 26 punti ma la differenza è di un gol. Però non significa niente. Dobbiamo pensare a noi, non agli altri. A gennaio è il momento di guardare dove siamo e cosa abbiamo fatto. Lì forse possiamo dire che la distanza sarà diversa. Ora non dobbiamo pensare a niente che non sia la prossima partita. Vogliamo vincere e ho letto qualcosa di Allegri quando parla del valore dei punti. Non possiamo scappare da questo, ma siamo una squadra diversa da Juventus, Inter e Atalanta. Loro sono già squadra con un’ambizione perfettamente definita, noi siamo in crescita. Anche io, come la gente, sono contento di aver vinto le prime partite, ma non penso che siamo già fantastici.

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UNA ROSA D’ESPERIENZA: “Io, il direttore e la proprietà siamo tutti d’accordo. Ci sono circostanze che qualche volta portano a non acquistare. L’esperienza non si compra, si costruisce. Il mercato è chiuso fino a gennaio, ora dobbiamo pensare ai giocatori che abbiamo. Reynolds, Zalewski, Bove, Calafiori: è un modo per crescere per loro. La verità è che se paragoniamo la nostra rosa con le rose dei club che sono alte in classifica c’è una differenza significativa, ma io mi fido dei ragazzini. Se devono giocare giocheranno. Vediamo che succede a gennaio poi”.