Roma, Pallotta è il passato: ora tocca a Friedkin

La fine dell'era Pallotta per molti tifosi romanisti è stata vissuta esattamente come il 4 maggio quando il lockdown è stato alleggerito. Per molti è stata una liberazione; per altri, i più cauti, è un miglioramento perchè la Roma è passata nelle mani di un uomo ricco e importante. Ora tifosi sognano ma lo fanno con maggior cautela. Tocca a Friedkin farli sognare davvero.

L’eliminazione dall’Europa League e le prime uscite dopo la ripresa post-pandemica hanno chiarito per l’ennesima volta che alla Roma c’è ancora molto da fare. E’ vero, la prima gestione americana ha reso la Roma una società strutturata, competitiva e valida a livello internazionale. La Roma, nonostante quel che si continua a ripetere in città, è cresciuta e ha acquisito un valore internazionale riconosciuto e riconoscibile. Con queste cose non si vince, ma tutto fa brodo e tutto è necessario per crescere e competere con chi è superiore.

Friedkin, quindi, rispetto a quanto trovato da Pallotta 10 anni fa, troverà il lavoro a metà e non dovrà cercare di capire come rimettere una società sul lastrico e a rischio fallimento. La Roma di Pallotta non ha mai seriamente rischiato di fallire e questo è certamente un passo in avanti rispetto al passato. Ora, però, dopo anni di magra e di insoddisfazione sportiva bisogna vincere. I tifosi hanno bisogno di un presidente che ci sia, che faccia sentire la propria presenza e che, in certi casi, sia anche invadente. La Roma ha acquisito un livello internazionale importante e una gestione come quella del Napoli o della Lazio è impossibile da pensare, ma Friekdin, o chi per lui, dovrà esserci.

Roma, mercato e dirigenza: gli altri punti fondamentali

Guido Fienga CEO della Roma
Guido Fienga, CEO della Roma

La gestione di Pallotta si è contraddistinta per la quantità innumerevole di deleghe date in molti campi. Friedkin, se saprà distaccarsi dal passato, cercherà di delegare ma dovrà farlo con parsimonia fidandosi di poche, ma importanti figure spicco. Guido Fienga è l’uomo della continuità dirigenziale e gestionale, così come Mauro Baldissoni che, con ogni probabilità, continuerà a seguire le vicende di uno dei capitoli più tristi della Capitale: l’Odissea, più che progetto, Stadio. Trovare un nuovo direttore sportivo è una necessità perché il mercato va seguito e studiato attentamente, specie in questo periodo dove potrebbe esserci più elasticità sui conti.

Ecco appunto il mercato, il nervo scoperto di ogni tifoso romanista. Le tante cessioni di molti giocatori importanti hanno sempre fatto scontrare il pubblico e il tifo con la dirigenza romanista, ma vendere era una necessità. La Roma continuerà a farlo perché non è il Real Madrid e perché questo prevedono le regole, anche se per qualcuno sembrano non valere.

Roma, Castrovilli il primo nome: ipotesi scambio

Castrovilli
Gaetano Castrovilli, centrocampista della Fiorentina

La Roma c’è, è viva ed è vigile anche in ottica mercato. Il primo nome, quello che potrebbe far sognare i tifosi, sarebbe Gaetano Castrovilli. E’ vero, ancora non si sa chi sarà chiamato a gestire questo incarico ma il talento della Fiorentina piace tanto. Per ora se ne starebbe occupando Guido Fienga, che grazie alla delega al mercato fattagli dopo il licenziamento di Petrachi, è l’uomo di mercato ad interim della Roma.

La Viola, però, chiede molto, circa 40 milioni, e le due società starebbero pensando ad una maxi operazione. Secondo il Corriere dello Sport, l’ultima idea degli uomini mercato dei due club sarebbe quella di uno scambio massiccio con Castrovilli che finirebbe a Roma in cambio di Florenzi Juan Jesus.

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