Roma, Pallotta latitante: ora basta

Il futuro societario della Roma è incerto: la cattiva gestione Pallotta potrebbe costringere la dirigenza giallorossa a rinunciare ai giocatori migliori per risanare il bilancio. La speranza è che Dan Friedkin riesca ad acquisire la maggioranza del pacchetto azionario e immetta liquidità

Auguri AS Roma per il 93° anniversario dell’atto costitutivo della nascita della società che porta nome, colori e simbolo della Città eterna. Forse non tutti sono dello stesso avviso, perché molti considerano ancora il 22 luglio la data da festeggiare, quella cioè del primo Ordine del Giorno della neonata società.

Un altro motivo di discussione e purtroppo anche di divisione in una tifoseria già troppo spesso alle prese con frizioni interne, che distolgono dal bene comune che è la Roma. Vorrà dire che festeggeremo due volte ed è il minimo per l’importanza che la società rappresenta per il popolo giallorosso. Ma gli auguri le vanno fatti anche e soprattutto per il preoccupante quadro economico certificato dal Consiglio di Amministrazione in vista dell’assemblea degli azionisti prevista per il 29 giugno.

Monchi, direttore sportivo del Siviglia
Monchi, direttore sportivo del Siviglia

Una situazione non nuova purtroppo, ma che in questa travagliatissima stagione si è ulteriormente acuita e adesso aggravata dall’emergenza coronavirus. Il futuro è incerto se consideriamo che dovranno essere sacrificati i giocatori migliori se non si riuscirà a trovare una soluzione diversa, o attraverso immissione di liquidità o la cessione dei giocatori in esubero che pesano enormemente sul bilancio della società. Non per colpa loro, ma per responsabilità, Monchi in primis, di chi doveva programmare una campagna acquisti oculata e adeguata alle esigenze della squadra e del suo allenatore.

A Roma è stato verbalmente lapidato il DS Walter Sabatini, ma grazie alla maggior parte delle sue operazioni la Roma è riuscita per anni ad autogestirsi e a mantenersi su buoni livelli, come gli veniva richiesto dal suo proprietario. A proposito di anniversari, sabato 13 giugno il proprietario Pallotta (chiamarlo Presidente è offensivo) festeggerà il suo secondo compleanno di latitanza volontaria da Roma. Non che se ne senta la mancanza, ma è assolutamente vergognoso un comportamento forse unico nel genere, “arricchito” poi da bugie come quella scritta in una lettera aperta ai tifosi dopo l’addio di De Rossi, in cui preannunciava una sua maggiore presenza nella Capitale.

Friedkin-Pallotta
Friedkin, futuro presidente della Roma

Dopo l’uscita di scena di Franco Sensi, ho smesso di seguire con passione e ansia le vicende sulla cessione della società. Sono finiti i tempi dei presidenti tifosi, oggi è il calcio è cambiato, è solo business e profitto, il cuore è stato definitivamente accantonato. A marzo per l’emergenza pandemia si è bloccata la cessione al gruppo Friedkin, ma ritengo la trattativa ancora in piedi fino a quando non leggerò una dichiarazione ufficiale dell’imprenditore californiano che rinuncia alla possibilità dell’acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario della Roma. Di certo Pallotta è un proprietario a tempo e questo è positivo. Spero che chiunque prenderà il suo posto sappia capire bene la realtà in cui si inserisce e abbia il giusto rispetto verso un popolo appassionato che ne compone il tessuto sociale. Tanti auguri AS Roma, ne hai veramente bisogno.

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