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Roma, Totti: “Una chiamata di Friedkin? La ascolterei…”

L’intervento alla BoboTv chiarisce la volontà di Totti che, come si pensava, non sarebbe così distante dai colori giallorossi

Roma, Totti chiama Conte per la panchina giallorossa
Roma, Totti chiama Conte per la panchina giallorossa

E’ un legame forte e quasi indissolubile quello che lega Totti alla Roma e, di conseguenza, la Roma a Totti. La sua seconda vita lontano dalla Roma, però, lo sta coinvolgendo si sentirebbe “una merda a lasciare uno staff di collaboratori” che ha costruito con passione e con voglia, nonostante gli ultimi risvolti poco piacevoli. La Roma, però, è lì e molti ancora non si spiegano come sia ancora possibile una separazione così lunga dal club che, di fatto, ha rappresentato per Totti la sua vita da calciatore. Parole e pensieri importanti che, però, finiscono sempre allo stesso modo: con la conferma di non aver ricevuto nessuna chiamata da parte della nuova proprietà e con la continua e sempre più forte convinzione di “essere stato messo spalle al muro dalla vecchia gestione”.

Dan e Ryan Friedkin, nuovi proprietari della Roma @imagephotoagency
Dan e Ryan Friedkin, nuovi proprietari della Roma @imagephotoagency

Totti: “Servono ex calciatori. Non possono essere tutti stranieri”

Uno spiraglio, però, questa volta sembra esserci e sembra possa convincere l’ex capitano a dire di sì a Dan Friedkin. Nel corso dell’intervento alla BoboTv, Totti infatti ha confessato di essere disposto a fare le sue valutazione se e quando la nuova proprietà dovesse contattarlo. “Se Friedkin mi chiamasse, mi metterei seduto e valuterei l’offerta”. Una frase che, rispetto al recente passato, sembra già un’apertura importante che può fa ben sperare in un suo ritorno. Totti ama la Roma, questo è certo, anche se il suo rapporto con il club negli ultimi tempi si è inevitabilmente incrinato a causa delle divergenza con Pallotta.

Francesco Totti, ex capitano della Roma
Francesco Totti, ex capitano della Roma

Mi escludevano e non mi coinvolgevano nelle scelte: ero l’ultimo dei Mohicani”. Parole forti che non possono non gettare benzina sul fuoco nei riguardi di un passato che, forse, per il bene della Roma sarebbe meglio non rispolverare ma che, allo stesso tempo, inquadrano bene il pensiero gestionale dell’ex capitano. “In una società ci vogliono ex calciatori che conoscano questo mondo. Non possono esserci solo stranieri“. Una visione che, per ora, almeno a giudicare da come si è mossa la proprietà, sembra estranea alla nuova Roma targata Friedkin e Pinto che il capitano giallorosso dice di aver incontrato.

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