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Salvatore Bagni in ESCLUSIVA: “Napoli favorita per lo scudetto. Maradona? Lottava contro il potere…”

Salvatore Bagni ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni: dallo Scudetto allo straordinario rapporto con Maradona, passando inoltre per Perugia e Inter

Salvatore Bagni e Diego Maradona
Salvatore Bagni e Diego Maradona

Cresciuto tra i campi sportivi romagnoli Salvatore Bagni ha vestito le maglie – tra le altre – di Perugia, Inter e Napoli oltre che a quella della Nazionale. Nella stagione 1986/87, affiancato dall’amico Maradona, è stato tra i protagonisti indiscussi del primo storico scudetto dei partenopei con Ottavio Bianchi in panchina, vincendo – nella stessa stagione – anche la Coppa Italia. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni l’ex numero 4 ha ripercorso la sua emozionante carriera: dal Perugia dei Miracoli all’amore di Napoli e per Napoli, dai campi di provincia al titolo da campione d’Italia al fianco di Maradona.

Bagni: “A Perugia un clima straordinario, devo molto a Castagner”

A seguito dell’esperienza a Carpi è passato al ‘Perugia dei Miracoli’ guidato da Castagner. Foste la prima squadra italiana a terminare un campionato da imbattuti. Quali erano i segreti di quella società?

“I tre che erano al comando: D’Attoma, Ramaccioni e Castagner. Erano in completa sintonia. Dal punto di vista umano il presidente era una persona meravigliosa. L’obiettivo della società era quello di acquistare giovani dalle serie inferiori e valorizzarli, oltre che a provare a rilanciare profili già noti. Grazie a questa filosofia mi hanno permesso di giocare ad alti livelli, passando dalla Serie D alla Serie A

Ad oggi esiste una squadra con caratteristiche simili?

“Il nostro era un calcio diverso. I titolari giocavano sempre, mentre le riserve raramente. Il nostro era un gruppo di 18 persone ed eravamo molto uniti, a Perugia si respirava un clima straordinario, meraviglioso”.

Salvatore Bagni
Salvatore Bagni, ex giocatore del Perugia

Cosa ricorda con maggiore entusiasmo degli inizi della sua carriera?

“Dopo sei anni passati alla Kennedy Carpi non avevano la prima squadra con cui giocare. A 18 anni dovevo scegliere se smettere di giocare o andare in seconda categoria con il mio allenatore di allora. Gli dissi che avrei preferito andare a giocare con i miei amici d’infanzia ma lui, persona molto testarda e perbene, chiese al presidente del Carpi di darmi la possibilità di mettermi in mostra in ritiro. Andó tutto bene e restai, per poi segnare alla gara d’esordio in Serie D. Ho fatto due grandi salti: dal niente alla D e dalla Serie D alla Serie A”.

Al termine della quarta stagione in Umbria viene acquistato dall’Inter e grazie ad un’intuizione di Rino Marchesi, che decide di abbassarla come mediano, diventa tra i giocatori più interessanti d’Europa nel suo ruolo. Si può dire che l’allenatore le abbia cambiato la carriera?

“Ho esordito da Ala destra in nazionale, per poi tornarci da pianta stabile come mediano. Questo è stato proprio grazie a Rino Marchesi all’Inter che un giorno mi disse di volermi provare come centrocampista centrale e mediano. Avevo stima delle persona e ho accettato, da quel momento è nata una seconda parte molto importante della mia carriera”.

All’Inter ritrovó anche Iliario Castagner. Che ricordo ha del mister?

“Ho avuto la fortuna di avere allenatori come Marchesi, Radice e Castagner. Quest’ultimo lo vado a trovare spesso. È una persona di una qualità esagerata. Mi ha più volte detto che avremmo vinto lo scudetto se fossi rimasto (ride; ndr), sottolineando come avrebbe dovuto convincermi. “Qualcosina mi dovevi” mi ha poi detto, scherzando ovviamente (ride; ndr). Devo tanto a Castagner, ha creduto subito in me: ero il ragazzo giovane che arrivava dalla provincia”.

E Gigi Radice?

“Era una persona vera, con valori più umani che tecnici. Veniva prima il gruppo e poi tutto il resto, la preparazione delle partite non era meticolosa come oggi. Lui, così come Castagner e Marchesi, era una persona che dava tanto, tantissimo. È stato un innovatore. Ricordo che prima di una gara contro il Napoli rischiava di essere esonerato perché le cose non stavano andando al meglio; segnó Altobelli a pochi istanti dal termine della gara e andammo tutti ad abbracciare il mister. Gli volevamo davvero bene per la persona che era, aveva un’amanita che altri non avevano. Per lui una stretta di mano era come un patto, era chiaro e trasparente. Grande uomo”.

Luigi Radice

Bagni: “Scudetto, Napoli la favorita. Maradona? E’ sempre stato dalla parte della gente”

Restando in tema Inter, come vede l’Inter di Simone Inzaghi?

“Ho conosciuto Inzaghi quando facevo il consulente esterno per Cragnotti, mi è sempre sembrata una persona perbene. I risultati che ha ottenuto parlano chiaro. È arrivato all’Inter dopo Conte e sta cercando di lasciare la propria impronta: è già riuscito a riportare la squadra agli ottavi di finale di Champions League, cosa che non accadeva dalla stagione 2011/12. Si nota che ha la fiducia dello spogliatoio dall’atteggiamento dei giocatori”

I nerazzurri restano la squadra favorita per la vittoria finale?

“A luglio dissi che il Napoli è la favorita. Spalletti è riuscito ad entrare subito nella testa dei giocatori. Ad oggi abbiamo qualche infortunio di troppo e la Coppa d’Africa porterà via alcune delle pedine fondamentali, tra cui l’asse centrale”.

Luciano Spalletti (Napoli)
Luciano Spalletti (Napoli)

Scudetto che lei a Napoli ha vinto…

“I napoletani mi amano e io amo i napoletani, c’è davvero tanto affetto. È come se ancora giocassi, gli ringrazierò per tutta la vita per quello che continuano a darmi. Napoli è una città unica al mondo. Se dai tutto per la maglia vieni immensamente ripagato. Mi fanno sempre sentire importante: è stato fatto uno speciale sulle bellezze della città con Alberto Angela e hanno voluto me, ad esempio”.

Oltre che ad essere compagni di squadra lei e Maradona eravate molto amici

Diego ha dato tantissimo a tutti noi, dovremmo ringraziarlo per tutta la vita. L’ho vissuto personalmente, abbiamo passato tantissimi anni assieme. Eravamo sempre insieme, sapevo tutto di lui e lui tutto di me. A volte si rifugiava a Cesenatico, era ricoperto d’affetto da parte della nostra famiglia. Trovava sempre una parta aperta. Ha sempre lottato contro il potere a differenza di altri. In molti hanno scelto la parte del più forte, ma a lui non interessava: aveva una forza incredibile. Chi viene dal niente ha dentro un fuoco diverso, è sempre stato dalla parte del popolo. Per lui vivere è stato più complicato, ma non gli interessava. È un uomo che nell’ambiente giusto era felice, si accontentava di poco, di un pallone. Era meraviglioso stare in sua compagnia, sono stati davvero fortunati”.

Diego Armando Maradona al Napoli
Diego Armando Maradona al Napoli

Qualificazioni Qatar 2022, Bagni: “Peggio di così non poteva andare”

L’Italia di Roberto Mancini riuscirà a sconfiggere Macedonia e – presumibilmente – Portogallo ai playoff validi per il mondiale?

“Peggio di così non poteva andare, è inutile nasconderlo. Abbiamo preso la squadra più forte e soprattutto fuori casa, giocare in Portogallo non sarà semplice. Al mondiale o mancherà Ronaldo o l’Italia e non voglio nemmeno prendere in considerazione la seconda ipotesi soprattutto dopo l’esclusione del 2018. Noi eravamo nettamente superiori alla Svizzera e per diverse situazioni non gli abbiamo battuti, il Portogallo ha fatto lo stesso con la Serbia buttando via il primo posto. Stiamo parlando di due nazioni che dovrebbero già essere qualificate”.

Sulla carta era più complicata la sfida contro l’Inghilterra lo scorso luglio o un’eventuale finale playoff contro il Portogallo?

“Contro l’Inghilterra era una finale, un po’ come lo sarà contro il Portogallo anche se mancherà un trofeo. C’è in palio un mondiale, sarebbe gravidò mandarlo nuovamente. Dovessimo qualificarci ce la giochiamo alla pari con tutti, non siamo inferiori a nessuno. Sarebbe un peccato non arrivarci. Vedo gli azzurri protagonisti al mondiale”