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Sandro Mazzola in ESCLUSIVA: “Il segreto dell’Italia è il gruppo, ma occhio all’Inghilterra… “

Sandro Mazzola è intervenuto ai nostri microfoni, tra le analogie della sua Italia con quella di oggi e la finale di Euro 2020 contro l’Inghilterra

Sandro Mazzola (Inter) @Image Sport
Sandro Mazzola (Inter) @Image Sport

Campione d’Europa con la nostra Nazionale nel 1968, Sandro Mazzola è stato un grandissimo centrocampista negli anni tra il 1957 ed il 1977. Oggi abbiamo avuto l’onore di parlare con lui della finale che attende domenica l’Italia di Roberto Mancini contro l‘Inghilterra di Southgate.

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Salve Sandro. L’Italia, come ben saprà, si appresta domenica a giocare la finale dell’Europeo contro l’Inghilterra. Che partita sarà? Chi vede favorita?

Secondo me questa è una partita che sarà molto equilibrata, tutti vorranno vincere. È una finale e così deve essere, quindi mi sento di dire che non ci sia una favorita, ma due squadre che giocheranno alla morte per arrivare a raggiungere il trofeo. Tra l’altro sia Italia che l’ Inghilterra sono due squadre che mi piacciono molto per il modo di giocare che hanno, sono due squadre che sanno lottare su ogni pallone, sanno soffrire nei momenti difficili, e sono complete in tutto e per tutto”.

Esultanza Italia @Image Sport
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Mazzola: “Il segreto è il gruppo”

Qual è il segreto degli uomini di Mancini che hanno disputato un grandissimo Europeo fino a qui?

Secondo me il segreto degli uomini di Mancini è il gruppo. Da quello che si vede da fuori tutti sono uniti verso l’unico obiettivo e questo ti aiuta anche a fare delle grandissime prestazioni come quelle che abbiamo ammirato fino a qui. Questo spirito è molto importante perché spinge chiunque a dare il massimo anche se parte dalla panchina. I calciatori di Mancini poi hanno anche dimostrato di saper soffrire, di saper fare le due fasi molto bene, di saper correre e lottare. Si, lo so, tutti fanno questo, però non tutti lo fanno bene, loro lo fanno alla grande soprattutto perché sono uniti“.

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Lei ha fatto parte del gruppo che vinse l’unico Europeo della storia dell’Italia nel 1968. Nota delle analogie tra quel gruppo e quello di adesso, anche se sono passati tanti anni?

“Beh, è passato tanto, troppo tempo. Questo di adesso è decisamente un altro calcio rispetto a quello nel quale giocavo io. La cosa però che accomuna quel gruppo del 1968 e questo di Mancini è la compattezza, il fatto che tutti vadano in un’unica direzione. Questa sembra una cosa di niente, però è fondamentale per vincere le grandi competizioni”.

Harry Kane (Inghilterra) @UEFA
Harry Kane (Inghilterra) @UEFA

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Da grandissimo ex calciatore, che consigli darebbe ai calciatori attuali per fermare i pericoli principali in vista della partita di domenica, cioè Harry Kane e Sterling?

Non bisogna mollarli mai, sono loro l’anima della squadra di Southgate. Non sarà facile perché questi sono dei grandissimi campioni, sono dei calciatori che da un momento all’altro ti fanno la giocata e ti mandano al bar (ride ndr), però ci dobbiamo provare e credo che abbiamo gli uomini giusti per farlo”.

Infine un’ultima domanda. Secondo lei chi sarà il giocatore sorpresa della finale di domenica?

“É molto difficile dirlo, non lo so, però spero che sia un calciatore dell’Italia”.

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