Sassuolo e l’arte del made in Italy: dirige mister De Zerbi

La squadra del Patron Squinzi esprime un buon calcio e punta sui "prodotti" di casa nostra

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I neroverdi, solida realtà del nostro campionato, giocano a calcio e divertono tifosi e critica. Il patriottismo alla base del progetto.

SASSUOLO DE ZERBI / Una squadra che a lunghi tratti “parla” italiano. E lo fa pure bene. Il Sassuolo di Roberto De Zerbi ha fatto del made in Italy il suo credo e sul campo i risultati si vedono: il Sassuolo gioca a calcio, il Sassuolo diverte e mette d’accordo i suoi sostenitori e gli appassionati dell’intero panorama calcistico italiano.

Un modello, quello neroverde, esploso nella stagione 2013-14, anno in cui il Sassuolo fa il suo esordio nella massima serie. Alla guida della squadra c’è Eusebio Di Francesco, attuale tecnico della Roma. L’avvio di stagione non è dei migliori, anzi. La squadra del tecnico pescarese, pur esprimendo un calcio fluido e brillante, incappa in una striscia negativa: quattro sconfitte nelle prime quattro giornate con appena un gol fatto (marcatore Simone Zaza, un italiano appunto). Tutto frutto dell’inesperienza. Tesi questa poco credibile per molti, ma che col tempo si rivelerà tutt’altro che inopportuna.

La squadra di Eusebio Di Francesco continua nel suo complicato percorso di crescita. E qualche soddisfazione non tarda ad arrivare. Il 25 settembre 2013, alla quinta giornata, Il Sassuolo tiene botta e conquista un insperato pareggio in casa del Napoli, al San Paolo. Bisogna invece attendere l’ottavo turno per portare a casa la prima vittoria, nonché i primi tre punti della storia dei neroverdi in Serie A. Vittima il Bologna battuto per 2 – 1. La partita, non a caso, si disputa sotto uno spaventoso diluvio. Scherzi a parte, di Berardi e Floro Flores le marcature, due italiani appunto. Da lì a breve, arriva anche il primo successo esterno sul campo della Samp battuta 4 – 3. E poi ancora un pareggio all’Olimpico contro la Roma lanciata nella corsa per lo Scudetto e una vittoria interna con il Milan. Pochi raggi di sole dunque in un cielo nuvoloso. Nuvole che causano un temporale che “travolge” Di Francesco. L’allenatore, terminato questa sorta di apprendistato (se così lo si può definire), non supera la prova e viene dunque esonerato a metà stagione. Gli succede Alberto Malesani. Anche qui, risultati pessimi. Punto e a capo: il patron Squinzi vira nuovamente su Di Francesco. Scelta questa volta azzeccata. Il Di Francesco 2.0 è un lontano parente della versione precedente e trascina il Sassuolo al raggiungimento della prima storica salvezza in Serie A. Tutt’altra storia nella stagione successiva, dove i neroverdi si aggiudicano agevolmente la permanenza nella massima serie chiudendo il campionato al dodicesimo posto.

Il meglio deve ancora venire. Stagione 2015-16..ed è subito favola. Un ormai maturo Di Francesco guida i suoi alla conquista del sesto posto che tradotto significa qualificazione ai preliminari di Europa League. E lo fa schierando abitualmente un undici composto quasi per intero da italiani. Un dato rilevante se paragonato a quello delle formazioni rivali. Il tecnico di Pescara non riesce a ripetere l’impresa nella stagione seguente, alla fine della quale saluta tutti per intraprendere una nuova avventura sulla panchina della Roma. I suoi successori, Bucchi e Iachini, non eguagliano i risultati ottenuti dall’attuale allenatore giallorosso. Anche il bel gioco, prerogativa dell’era DiFra, viene meno. Serve una rivoluzione.

La società punta tutto su Roberto De Zerbi. L’allenatore bresciano, fresco di esordio in A sulla panchina del Benevento, è allo stesso tempo scommessa e profilo adatto alle esigenze dei modenesi. Oggi la classifica sorride ai neroverdi. I 30 punti che valgono l’undicesimo posto momentaneo, a poche lunghezze dalla zona valida per l’Europa, sono il frutto dell’impronta data dall’allenatore. Al tecnico va, innanzitutto, il merito di aver riscoperto il talento di Domenico Berardi, leader della squadra che, in questa stagione, è ritornato ad esprimere al meglio tutto il suo potenziale. E ancora: la crescita dei giovani Magnani, Sensi, Locatelli, il bel gioco e una filosofia che piace. Anche ieri sera, nella sfida poi persa contro la Juventus, il Sassuolo ha messo in campo tanta tecnica e tanta personalità, mettendo in difficoltà a più riprese i campioni d’Italia.

“Potevamo sfruttare meglio le buone occasioni iniziali, forse avremmo perso lo stesso ma l’impressione sarebbe stata diversa. Se non concretizzi queste occasioni con la Juve paghi.” E’ intervenuto così nel post partita il tecnico neroverde. Un De Zerbi nel complesso soddisfatto della prestazione dei suoi e che non ha perso l’occasione per valorizzare i suoi giocatori con un occhio di riguardo per Locatelli. Alla domanda sull’ex giocatore del Milan, il tecnico ha risposto così: “Per me tra tre anni sarà un giocatore da top club, sono molto contento, ma è per questo che pretendo sempre il massimo da uno come lui”.

Insomma con un tecnico dalle idee chiare, con tanti giovani italiani pronti ad essere il futuro della nostra nazionale e con uno stadio di proprietà, quale è il Mapei Stadium, a far da cornice, il Sassuolo è destinato a puntare in alto. In perfetto stile italiano!

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