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Moreno Longo ex Torino

Serie A, Esclusiva Moreno Longo: “La difficoltà più grande di Pirlo è di essere alla Juventus. Milan e Inter?…”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Moreno Longo, ex allenatore del Torino con il quale ha ottenuto la salvezza al termine di una stagione difficilissima, ha parlato dell’inizio del nuovo campionato e delle problematiche legate al Coronavirus: tra assenze importanti e vicende extra campo Longo ha commentato l’inizio tortuoso di Juventus, Inter e Atalanta, elogiando lo straordinario periodo di forma del Milan, per poi soffermarsi in particolar modo sulla sua ex squadra, ad oggi allenata dal Maestro Giampaolo.

L’inizio di questa nuova stagione è stato sicuramente caratterizzato dalle innumerevoli problematiche che ha causato il Coronavirus, tra le diverse assenze, il Napoli che non ha disputato la partita contro la Juventus e la questione tamponi legata alla Lazio, la Serie A respira confusione. In un barlume di incertezza, quanto diventa difficile per una società scendere in campo la domenica?

“E’ difficile, bisogna avere sia una grande capacità di adattamento che di elasticità nella gestione quotidiana della rosa. Alcuni giocatori possono mancare all’improvviso, quindi è necessario avere sempre a disposizione un piano B per affrontare al meglio questa situazione, unica nel suo genere. Penso che ad oggi l’incertezza sia un elemento presente in molte squadre”.

Difficoltà che, tra le grandi di Serie A, si sono riversate principalmente su Juventus, Inter e Atalanta. Tra queste, da quale squadra si sarebbe aspettato un inizio migliore?

“Sicuramente dalla Juventus, i bianconeri ci avevano abituati a partenze differenti negli ultimi anni, dove erano padroni del campionato. Per quanto riguarda l’Inter credo ci sia un equilibrio da ritrovare, Conte sta proponendo un calcio decisamente più offensivo rispetto agli altri anni e di conseguenza deve trovare più stabilità nella fase difensiva. L’Atalanta, invece, giocando molte partite ravvicinate, non avendo un calendario usuale, quando non è al top della condizione può concedere dazio a rose più complete della sua”.

Parlando di Juventus, come ha visto il lavoro svolto da Andrea Pirlo sino a questo momento?

“E’ normale che Andrea stia avendo alcune difficoltà, accade all’inizio di ogni nuovo progetto. Vuole mettere in campo una nuova idea di calcio, di conseguenza ha bisogno di tempo prima che la squadra assorba determinati meccanismi, la difficoltà più grande che ha Pirlo è quella di essere alla Juventus, dove i risultati sono tutto. E’ una squadra con un DNA vincente, costruita per vincere in tutte le competizioni, dunque bisognerà capire effettivamente quanto tempo gli verrà concesso per vedere se le proprie idee potranno essere efficaci anche sotto l’aspetto dei risultati”.

Sotto l’aspetto dei risultati è sicuramente efficace il Milan, crede che la squadra di Pioli possa lottare per lo scudetto?

“In questo momento il Milan non deve avere la pressione di dover giocare per lo scudetto. Ad oggi credo che stiano facendo qualcosa di veramente importante, tolta la sconfitta in Europa League contro il Lille i risultati utili consecutivi erano tantissimi. Hanno giovani di grande prospettiva che, anche grazie al ritorno di Ibra, sono cresciuti tanto, il lavoro di Pioli è sotto gli occhi di tutti. E’ una squadra che va lasciata lavorare con tranquillità, poi se a Marzo dovessero essere ancora in testa alla classifica sarà giusto pensare allo scudetto”.

Questo Milan può essere ancora definito una sorpresa?

“Quando ti chiami Milan non puoi essere una sorpresa, al momento è una realtà forte di questo campionato. Ha dimostrato di essere tornata altamente competitiva, a mio avviso è una delle squadre più in forma”.

Non è partito bene invece il Torino, sua ex squadra, raccogliendo 5 punti nelle prime 7 partite: il peggior avvio di stagione da quando Urbano Cairo è alla guida della società. Quali crede siano le problematiche della squadra?

“Mi dispiace molto, sono davvero tanto legato a questa società. Hanno iniziato un progetto con un nuovo mister, quindi anche qui sarà fondamentale concedere il giusto tempo a Giampaolo per verificare la validità del tutto. La piazza di Torino è importante, ha bisogno di risultati al più presto per rimediare a quella che è diventata una situazione ambientale difficile per potersi esprimere con serenità”.

Ha spesso dichiarato che l’obiettivo di questa squadra non possa essere la salvezza. Crede che l’aspetto psicologico, sicuramente non dei migliori al momento, stia incidendo oppure è più un problema tecnico-tattico?

“Confermo quanto ho detto, il Torino non può lottare per la salvezza. Hanno a disposizione una squadra di giocatori di ottimo livello con un monte ingaggi importante, quindi è sicuramente attrezzata per fare un altro tipo di campionato. Una delle principali difficoltà è sicuramente l’aspetto psicologico, noi lo scorso anno abbiamo ereditato una situazione molto complicata e non è stato assolutamente semplice salvarla dalla retrocessione. Era un gruppo che nelle difficoltà tendeva a disunirsi e la chiave psicologica l’abbiamo trovata nel riportare i ragazzi a lottare con autostima fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Oltre che all’aspetto tecnico tattico, dunque, penso che vada valutato l’aspetto mentale che per questa squadra è fondamentale”.

Possiamo affermare che sono mancati alcuni acquisti nella fase di mercato?

“Questo bisognerebbe chiederlo alla gestione attuale, non so quali fossero i reali obiettivi. Sicuramente non è stato un mercato semplice, spesso si parte osservando determinati profili che successivamente, per alcune dinamiche, non si riesce a raggiungere, soprattutto in una finestra meno lunga rispetto agli scorsi anni”.

Nel 4-3-1-2 di Giampaolo, quale crede sia il reparto più in difficoltà?

“In fase di possesso palla il Torino è un cantiere aperto perchè viene richiesta un’impostazione dal basso, cosa che ancora oggi non ritrova quegli automatismi che Giampaolo vuole. Hanno il tempo, i mezzi e l’allenatore giusto per poterlo fare”.

Quali giocatori devono dare di più?

“Conosco bene il gruppo, sia sotto l’aspetto tecnico che morale, e sono certo che questi giocatori stiano dando il 110%. E’ un gruppo sano, che sotto l’aspetto dell’impegno, della disponibilità e della dedizione da sempre il massimo, quindi credo sia solamente un problema di adattamento alla richiesta dell’allenatore. Bisognerà entrare velocemente in quello che è il modo di pensare del mister, affinchè diventi un pensiero collettivo”.

Secondo TuttoSport il futuro di Giampaolo sarebbe in bilico. Troverebbe giusto un ulteriore cambio in panchina o creerebbe solo più confusione all’interno dell’ambiente?

“Questo lo deve valutare la società, io stimo molto Giampaolo come allenatore, è ottimo e ha dimostrato di poter fare molto bene nel nostro campionato. Da fuori si possono avere diverse percezioni, ma dentro ci potrebbero essere dinamiche differenti, quindi credo che la società farà la scelta giusta e se dovrà supportare Giampaolo lo farà”.

Parlando invece della sua esperienza in Piemonte, come ha vissuto il periodo del lockdown da allenatore?

“E’ stata una grandissima esperienza che ci ha dato l’opportunità di studiare nuove soluzioni per fare un qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima. Il tutto è stato una novità per ogni individuo, dovevamo tenere coeso un gruppo a distanza mantenendo l’efficienza fisica. E’ stato un lavoro quotidiano molto difficile ma anche molto positivo, grazie alla disponibilità dei giocatori siamo riusciti a presentarci alla ripresa nel migliore dei modi, fattore che poi ci ha permesso di raggiungere una salvezza importante per tutto l’ambiente”.

Visto l’obiettivo della salvezza raggiunto, si sarebbe aspettato una riconferma sulla panchina del Torino?

“Come staff abbiamo sempre lavorato senza pensare quello che sarebbe potuto succedere in futuro, siamo arrivati a Torino con l’unico obiettivo di salvare la squadra, senza aspettarci un’ipotetica riconferma. Di conseguenza non siamo riamasti stupiti dal fatto che la società abbia successivamente preferito resettare un’annata così dura. Siamo rimasti contenti per aver permesso a tutto l’ambiente di riprogrammare il proprio futuro in Serie A”.

E riguardo al proprio futuro, ha già qualcosa in mente?

“In questo momento c’è la volontà di rientrare il prima possibile, ho molto entusiasmo. Inoltre, ho anche la volontà di aspettare un progetto importante e duraturo di chi ha intenzione di dare una forte identità al proprio club”.

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