Serie A, i Top e Flop dell’inizio di stagione

Serie A, cambiamenti radicali, nuove idee e speranze

Il cambiamento non è esente da complicanze: le percentuali del rischio si intrecciano vorticosamente come le radici di un albero e il frutto, non sempre, è magnanimo col lavoro che lo precede. In questi casi, il tempo si erge a catalizzatore di quanto auspicato, ma le piazze del campionato di Serie A non sono tutte uguali. Non sempre la pazienza rispecchia un risvolto positivo. Da qui le nostre considerazioni sui primi assaggi della stagione, fra delusioni e sorprese.

Di solito, quando si instaurano due situazioni contraddittorie è comune chiedersi se si voglia cominciare dal lato negativo, o dal lato positivo. Noi di Footballnews24, partiamo dai flop. Nel nostro discorso, vogliamo inquadrare giocatori e club, che, per motivi diversi, non hanno reso quanto dovuto. Il prologo della nostra Flop 11 racconta due squadre, separate dagli obiettivi stagionali, ma accomunate dalla sorte del campo. Milan e Sampdoria, corrispondono pienamente al fallimento tattico e tecnico, il quale combacia non solamente con una mancanza di risultati, ma anche con una netta presa di posizione a livello dirigenziale.

Giampaolo
Giampaolo, allenatore del Milan

I rossoneri, sono stati gli ultimi detentori di un campionato nazionale prima del dominio della Juventus. A partire dall’estate del 2012, seppur lentamente, la rigidità tecnica, e di conseguenza societaria è andata sgretolandosi sotto diversi aspetti: degne cessioni non sostituite abilmente, in aggiunta a scelte errate, hanno pian piano indebolito una forte identità a livello collettivo. Il valzer di vicende, fra la vendita del club a magnati esteri, la discontinuità di risultati, e il continuo cambio di sistema di gioco, hanno fisiologicamente indebolito una delle società più titolate del mondo.

Tornando alla stagione in corso, individuare in Marco Giampaolo l’artefice principale del disastro rossonero sarebbe completamente errato. La dirigenza rossonera (forse per la prima volta dopo anni in mano a gente che ama il Milan) ha scelto acutamente il profilo secondo le attuali caratteristiche dei giocatori in rosa. Il 4-3-1-2 dell’ex Samp, risponde perfettamente ai canoni di giocatori come Suso e Paquetà, i quali, attraverso un maggiore spazio, riescono ad esprimere liberamente il proprio estro calcistico. Ma al di là di questo, la situazione del Milan è la chioccia di un discorso più ampio e vario. Inoltre, una coerenza informativa, permette di affiancare tale situazione all’avventura di Eusebio Di Francesco: insieme a Giampaolo, allenatore in coppia della nostra deludente formazione.

Flop 11, la difesa

Emil Audero, classe 1997, ha probabilmente accusato il momento negativo blucerchiato. La squadra viaggia fra le retrovie della classifica, presentando un pessimo curriculum alla mano. La passata stagione, sotto la guida di Marco Giampaolo, la Sampdoria ha prodotto un ottimo rullino di marcia iniziale con solo 4 gol subiti nelle prime 9 giornate di campionato. Al contrario, nel 2019, nelle prime 7 giornate di campionato, la squadra ha realizzato 4 reti, con 16 gol al passivo.

De Ligt
De Ligt, difensore della Juventus

Al centro della difesa troviamo due giovani importanti, che, per motivi simili, non hanno ancora rispettato le grandi aspettative. Possiamo permetterci di spezzare una lancia a favore sia per Gianluca Mancini, che per Matthijs De Ligt. Ma, in entrambi casi, non abbiamo ancora assistito ad una effettiva consacrazione. La nostra severità si consolida sull’effettivo trampolino di lancio dei due giovani, rispettivamente classe 1996 e 1999. Mancini è arrivato nella Capitale mediante un prestito oneroso da 2 milioni di euro, con riscatto fissato a 13. La favola atalantina della passata stagione ha regalato un centrale solido, e la propensione al gol (5 realizzazioni) ha ancor di più esteso il calibro tecnico del giocatore. Intervistato recentemente ai microfoni di Rai Sport, dopo il successo in Liechtenstein, anch’egli ha ammesso di dover migliorare sotto tanti aspetti: per questo motivo, la speranza giallorossa è quella di rispettare la fiducia riposta.

Seppur rapportabile per età e fiducia societaria, De Ligt è un caso a parte. Il centrale olandese, uno dei migliori giocatori della scorsa edizione della Champions League, ha avuto un inizio altalenante. Anche nel suo caso, occorre descrivere un cambiamento di dimensione, ma, la cifra spesa dalla Juventus (75 milioni di euro: terzo acquisto più caro della storia, dopo Ronaldo e Higuain) oltre al valore indiscusso dell’ex Ajax, dovranno servire da carburante per una stagione priva di errori.

Davide Calabria e Alex Sandro costituiscono gli esterni bassi della nostra formazione. Il rossonero, veleggia su un mare agitato, e le 2 espulsioni in 5 giornate riflettono ampiamente il nervosismo del giocatore. Il brasiliano, al contrario, naviga da un paio d’anni su rotte distanti da quanto visto nei trascorsi. Senza dimenticare lo scomparso Valentino Lazaro, arrivato all’Inter per 22 milioni più bonus: l’austriaco è letteralmente sparito dai radar del rettangolo verde, con 41 minuti in Champions League e 0 in campionato.

Flop 11, centrocampo e attacco

La linea mediana del nostro deludente team, propone giocatori rapportabili ad attori già descritti. Adrien Rabiot e Radja Nainggolan, al momento sono delle pedine al punto di partenza: servirà una pronta risposta ambo le parti, al fine di facilitare l’apporto societario.

Entrambi i giocatori, nell’ultimo anno hanno vissuto delle burrascose situazioni, ma le peripezie del calciomercato hanno offerto una possibilità di rilancio. Il francese, nelle prime comparsate con la nuova maglia è apparso un pesce fuor d’acqua in riferimento all’adattamento tattico. Tuttavia, le statistiche dell’ex Psg, parlano chiaro: 87,2 % di passaggi riusciti. Dati alla mano, 102 su 117 (Fonte Tuttosport) a dimostrazione di una caratura indiscussa, sulla quale lavorare pazientemente. Nainggolan ha lasciato Milano dopo tante polemiche. Il belga ha facilitato il ritorno a Cagliari con la diminuzione dell’ingaggio, ma un infortunio nelle prime battute stagionali, racconta un inizio insipido, all’interno del quale, le sole 4 presenze non conferiscono bontà al piatto.

Nainggolan
Nainggolan, centrocampista del Cagliari

Kevin Prince Boateng apre uno spettacolare organo offensivo, entro cui recita il ruolo da trequartista. Il ritorno in Serie A dell’ex Sassuolo non ha ancora simboleggiato le peculiarità previste: esattamente come la Fiorentina, il classe 1987 ha avuto uno scarso rendimento, con sole 3 presenze all’attivo. Arkadiusz Milik, Krzysztof Piatek e Fabio Quagliarella completano l’organo realizzativo del nostro ipotetico team. La forte concorrenza nel reparto, oltre ai guai fisici, hanno limitato l’attaccante del Napoli. Il connazionale Piatek lotta non solo per dimostrare di non essere una meteora del campionato, ma anche per risollevare il destino dei compagni dal triste avvio. Quagliarella, capocannoniere 2018/19, quest’anno è partito in sordina: solamente un gol, per giunta su calcio di rigore. L’ex Juventus e Napoli, classificatosi terzo nella classifica della Scarpa D’Oro (dietro Messi e Mbappè) ripartirà da Claudio Ranieri, il quale confiderà nella redenzione del suo capitano.

Serie A, i migliori giocatori della stagione

Nella prima parte di editoriale, la nostra severità, comparata alla reale prestanza dei giocatori descritti, delinea una grande considerazione personale. Contrariamente, i migliori giocatori di questo avvio di stagione, vagano fra sorprese e conclamate conferme.

Il carattere rivoluzionario di alcune squadre ha immesso i dictat corretti, dopo anni di buio totale. L’Inter, prima su tutti, ha cambiato tanto. Gli anni di monitoraggio a livello presidenziale, vagabondaggio in termini di idee calcistiche e di delusione in rapporto ai risultati, hanno promosso un cambiamento radicale. L’arrivo di Antonio Conte, coadiuvato dal lavoro di Giuseppe Marotta, ha portato la freschezza necessaria. Al di là della sconfitta maturata nell’ultimo match contro la Juventus, la sponda nerazzurra di Milano, ha l’opportunità, dopo anni, di ammirare un’identità affermata: 6 vittorie su 7 nel primo tour del campionato, e soli 4 gol subiti. Una conferma stagionale che risiede nel leader silenzioso Samir Handanovic, capitano di una truppa piena di novità. Una di queste porta il nome di Stefano Sensi: l’ex Sassuolo ha letteralmente conquistato il cuore dei suoi nuovi tifosi attraverso prestazioni di sostanza e qualità.

Sensi
Sensi, centrocampista dell’Inter

Un’altra sorpresa affianca il discorso di Sensi. Fra la grinta e l’inventiva calcistica nasce e si consolida il momento di Sandro Tonali: nel corso dei mesi si è discusso tanto sul classe 2000, ma, nonostante le parole, le prime partite nella massima divisione raccontano la storia di un ragazzo sicuro di sé. Per questo motivo, il centrocampo del Brescia confida in un ragazzo sveglio tatticamente, così come la Fiorentina del nuovo patron Commisso scopre giorno dopo giorno l’ascesa di Gaetano Castrovilli. Il classe 1997, dal canto suo, comprende l’importanza del lavoro quotidiano, e la Viola di conseguenza, dimostra gratitudine mediante il rinnovo del contratto fino al 2024.

In tutto ciò, il fascino della Serie A, riscopre lentamente i sapori del passato. Come nelle antiche leggende, alla fine dell’arcobaleno dei campioni vi è la Pentola D’Oro dello spettacolo del calcio. La stagione in corso, oltre a deliziose sorprese, offre l’opportunità di assistere alla sfida di diversi campioni. L’arrivo di Cristiano Ronaldo nell’estate del 2018, ha probabilmente restituito un lustro che mancava da anni. Lo spessore dei gioielli, risiede nel valore eterno di alcuni giocatori: Frank Ribery è la colonna portante del discorso, in quanto il suo esordio nel campionato italiano definisce ulteriormente il rilievo del francese. Il quasi Pallone D’Oro 2013 (ci affidiamo alla giustizia divina, affinché gli si possa riconoscere tale annata) ha demolito il muro delle critiche.

Pjanic
Pjanic, centrocampista della Juventus

La qualità, abbinata all’esperienza, cuce anche il tessuto di Miralem Pjanic. In molti sottovalutano il percorso del bosniaco, titolare inamovibile di una delle squadre più forti d’Europa. Il classe 1990 ha presenziato tutte le partite d’avvio, con un minutaggio in campionato di 533 minuti. Per comprendere ancor di più il livello di Pjanic, occorre fare un ripasso della scorsa stagione, entro cui, in 29 partite disputate, ha totalizzato un totale di 2 gol e 5 assist. A discapito di ciò, i 2 gol e 2 assist, di un terzo delle partite appena descritte narra la favola di un giocatore completo.

Tra le ottime partenze di bomber come Andrea Belotti e Duvan Zapata, concludiamo il nostro pezzo con una menzione speciale. Una medaglia al valore congiunge un caloroso pensiero per uomini come Sinisa Mihajilovic e Gianluca Vialli. La vita ha posto le due bandiere all’interno di una dura battaglia, ma la reazione degli interessati corrisponde alla dedizione di ogni istante. Dopo aver terminato il primo ciclo di cure, sono tornati in gioco verso le rispettive strade: il serbo in panchina per seguire il suo Bologna, Vialli per affiancare l’amico Roberto Mancini in Nazionale.