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Serie A, il passaggio da 20 a 18 squadre non convince: in pochi favorevoli

La nuova riforma introdotta da Gabriele Gravina, riguardo una Serie A a 18 squadre, avrebbe pochi estimatori: solo 5-6 club favorevoli

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina, presidente della FIGC

Molti club italiani restano riluttanti alla proposta del presidente federale Gabriele Gravina, riguardo una riduzione del numero di squadre che porterebbe la Serie A da 20 a 18 squadre. Secondo il Corriere della Sera, durante l’assemblea tenuta nella giornata di ieri, dove avrebbe partecipato anche lo stesso Gravina, si sarebbe affrontato l’argomento invitando tutti i club alla massima collaborazione. Nonostante il momento delle decisioni sia ancora lontano, con la rivoluzione che dovrebbe essere introdotta a partire dal 2024, appare chiaro che solo un ristretto gruppo di presidenti sarebbe favorevole (5-6 club).

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Non sono ancora noti i nomi delle squadre che vorrebbero aderire al suddetto taglio ma, con la nuova formula introdotta dalla Champions League proprio nel 2024, non sono difficili da immaginare. Alla luce della rivoluzione europea, le squadre impegnate in tali competizioni sarebbero costrette a disputare un numero crescente di partite. La maggior parte delle nostre società sarebbe invece preoccupata da due questioni fondamentale: il paracadute e gli introiti televisivi. Giocare 4 partite in meno, nella nuova Serie A, vorrebbe dire un minor guadagno dei diritti televisivi. Una perdita che in tale periodo, in cui il Covid-19 avrebbe causato una perdita stimata di 1 miliardo e 200 milioni di euro, non permetterebbe di guardare con fiducia alla proposta del nuovo campionato.

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