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Serie A, in vetta regna equilibrio

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan @Image Sport
Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan @Image Sport

Dopo sette partite giocate, la classifica parla chiaro: le prime nove squadre in graduatoria sono racchiuse in un fazzoletto di soli sei punti. Una grande e piacevole novità per una Serie A che, ormai da un decennio, è monopolizzata da due soli colori: il bianco e il nero di una Juventus che, mai come quest’anno, può essere detronizzata. Anche le quote delle singole gare di calcio di serie A, come riportato da Wincomparator.com, mostrano un equilibrio crescente: nella stagione 2020-2021, complici anche gli stadi vuoti e la relativa scomparsa del fattore campo, non esistono partite scontate.

Capolista un po’ a sorpresa è il Milan disegnato da Gazidis e Maldini: una squadra giovanissima che ha trovato in Ibrahimovic una guida imprescindibile. Lo svedese, a 39 anni suonati, ha già realizzato 8 gol decisivi per assestare i rossoneri a quota 17 punti, con 5 vittorie all’attivo e 2 pareggi. Il plotone di inseguitrici, però, è foltissimo e conta anche alcune piacevoli sorprese. Il ruolo di vice-capolista spetta infatti allo splendido Sassuolo di De Zerbi, a due punti di distanza dal Diavolo e ancora imbattuto: il ruolino di Caputo e compagni parla di 4 vittorie e 3 pareggi, impreziositi dal miglior attacco della categoria con 18 gol segnati.

Dal terzo posto fino al nono, poi, ecco una “grande ammucchiata” che racchiude anche le due grandi favorite della vigilia. Napoli e Roma condividono il podio con 14 punti: azzurri e giallorossi sono partiti con velleità da outsider ma, in un campionato così straordinario, possono lecitamente coltivare sogni di grandezza. A quota 13 ecco invece la coppia Juventus-Atalanta. I campioni d’Italia in carica hanno iniziato in sordina, con tanti volti nuovi e qualche acciacco di troppo: l’impressione è che quando tutte le tessere del puzzle di Pirlo si posizioneranno al posto giusto la squadra potrà di nuovo decollare. I bergamaschi di Gasperini sentono, forse, il peso delle accresciute aspettative: la classifica è buona, ma le pesanti battute a vuoto (contro Napoli e Sampdoria) non sono mancate.

Inter (12), Verona e Lazio (11) sono gli ultimi vagoni del treno di testa. I nerazzurri, a ben vedere, rappresentano la grande delusione di questo primo scorcio stagionale. Tre sole vittorie in 10 gare ufficiali tra Serie A e Champions sono poche: così come non convince un gioco ancora macchinoso e una difesa che subisce troppe reti. La pressione su Conte è fortissima: esperti e opinione pubblica, infatti, avevano segnalato i nerazzurri come i veri favoriti a un titolo che manca da dieci, lunghi anni.

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La classifica resta compatta anche nelle zone medio-basse, con una piacevole evidenza: ad eccezione del Crotone ultimo le neo-promosse Benevento e Spezia danno battaglia, provando a non recitare il ruolo di vittime designate alla retrocessione. Un’evidenza che non mette al sicuro da brutti pensieri squadre blasonate come Bologna, Parma, Torino e persino la Fiorentina. Dopo sette giornate di campionato, dunque, sembra possa esserci una sola certezza: in una stagione così pazza il divertimento, le sorprese e i colpi di scena non mancheranno affatto.

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