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Serie A, Napoli-Juventus 2-1: errori e intuizioni al Maradona

Un Napoli inizialmente in difficoltà riesce a cambiare marcia nel secondo tempo, ribaltando il risultato: classifica che inizia a farsi preoccupante per la Juventus di Max Allegri

Esultanza Koulibaly in Napoli-Juventus (Image Sport)
Esultanza Koulibaly in Napoli-Juventus (Image Sport)

L’arrivo al Maradona

Al Diego Armando Maradona di Napoli si incontrano due squadre provenienti da situazioni opposte, Il Napoli di Luciano Spalletti è reduce da due vittorie comunque convincenti, in grado di tenere alto il morale della squadra, soprattutto l’ultima a Marassi contro il Genoa. Per la Juventus pesa il discorso assenze, Massimiliano Allegri è costretto a esplorare nuove soluzioni, come l’esordio stagionale di Luca Pellegrini e il ritorno in campo di capitan Chiellini. Le assenze di Paulo Dybala e Federico Chiesa spostano tutto il peso offensivo sulle spalle di Alvaro Morata, il quale riuscirà sin da subito a ripagare la fiducia del proprio allenatore. Le due squadre iniziano decise, il Napoli ha subito un’occasione con Politano, ma è la Juventus a sfruttare al meglio le disattenzioni avversarie.


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Appena 10′ sul cronometro, Manolas si concede una dormita di troppo prima di effettuare il retropassaggio verso Ospina e Morata non lo perdona. Lo spagnolo si presenta alle spalle del numero 44 azzurro, gli ruba la palla e corre verso la gloria. Pallonetto morbido a tu per tu col portiere colombiano, Maradona ammutolito e i padroni di casa che sembrano già alle corde. Da quel momento in poi la squadra di Allegri fa quello che le riesce meglio, soprattutto in situazioni del genere: aspettarti e farti perdere energie. Sul finale del primo tempo, dopo un retropassaggio avventato di Insigne, Ospina è costretto a salvare su Kulusevski, tenendo il Napoli aggrappato alla partita.

Napoli 11/09/2021 – campionato di calcio serie A / Napoli-Juventus / foto Imago/Image Sport
nella foto: esultanza gol Alvaro Morata

Ripresa shock

Il secondo tempo è completamente un’altra partita, Spalletti si gioca la carta Ounas al posto di Elmas, e la Juve inizia a concedere qualcosa in più. Al 57° il fortino bianconero cade, più per demeriti propri che per prodezze avversarie. Fabian Ruiz sfrutta le incertezze di Bernardeschi e McKennie, riuscendo a far arrivare a Insigne una palla che sembrava persa. Il capitano non si fa pregare e lascia andare un tiro a giro apparentemente innocuo, se non fosse che Szczesny ne combina una delle sue. Sulla respinta maldestra del polacco è Matteo Politano a bruciare tutti sul tempo, depositando il pallone in rete per il momentaneo 1-1.

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Da questo momento in poi le certezze della Juventus iniziano a vacillare, Allegri prova a dare nuova linfa con i cambi, entrano Ramsey e soprattutto Moise Kean, ma non va come previsto. Dopo la prima ora di gioco è soprattutto la squadra di Spalletti a fare la partita, con Fabian che, sfruttando un’altra indecisione di Szczesny, sfiora il gol del vantaggio da fuori area. La soluzione del giallo arriva a 10′ dalla fine, su un calcio d’angolo battuto da Zielinski, gli ospiti si fanno praticamente gol da soli. Rabiot salta a vuoto disorientando Kean, che prova a buttarla dentro ma nella porta sbagliata. Questa volta Szczesny è miracoloso nel salvare a pochi centimetri dalla linea, ma sulla respinta Koulibaly fa esplodere lo stadio.

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La mente riporta subito alla 34a giornata del 2018, quando Kalidou e soci espugnarono lo Stadium. Per la Juventus la situazione si fa grave, un solo punto in tre partite, ma al di là dei numeri sono le prestazioni a preoccupare, soprattutto quelle del reparto difensivo. Luciano Spalletti invece dimostra sempre più di aver costruito una squadra che, con alcune cose ancora da collaudare, non muore mai. La differenza tra Napoli e Juventus ieri sera è stata proprio lì, nella capacità di saper reggere ai colpi dell’avversario, rispondendo con maggiore forza.