Serie A, si parte il 19 settembre: Spadafora minaccia le dimissioni

La Serie A ha ufficializzato il ritorno in campo. Si ripartirà il 19 settembre. Un solo stop nella pausa natalizia. Dal Governo, però, non arrivano notizie rassicuranti per la Riforma dello Sport.

Per un campionato di Serie A che finisce, un altro è pronto a cominciare. In questo 2020 particolare, con l’emergenza sanitaria da COVID-19 che ha trasformato completamente il nostro stile di vita, anche il mondo del calcio ha accettato il cambiamento. Stadi vuoti, protocolli di sicurezza, diatribe continue, ma alla fine il campionato è giunto al termine. Durante questi mesi, c’è chi patteggiava per lo stop, chi avrebbe voluto concludere con i playoff e chi ha lavorato per un ripartenza nel rispetto della trasparenza. La Serie A ha potuto emanare tutti i suoi verdetti. Con le competizioni europee da portare a termine.

Juventus, Napoli, Atalanta, Inter e Roma saranno impegnate in un agosto infuocato. Successivamente, ci sarà giusto il tempo di ricaricare le energie e ricominciare il nuovo campionato. Il Consiglio della Lega, infatti, ha comunicato che la nuova stagione 2020/2021 partirà ufficialmente il 19 settembre. Poche pause, tante calcio e vista Euro 2021. Come comunicato dalla Lega Calcio, il campionato partirà a settembre e si concluderà il 23 maggio, per permettere alla Nazionale di Roberto Mancini di avere qualche settimane prima dell’inizio della competizione europea. Ci saranno 5 turni infrasettimanali, oltre a quello del 6 gennaio. Con la Serie A che dovrebbe fermarsi per la pausa natalizia dal 23 dicembre al 3 gennaio.

Serie A, bocciata la riforma dello Sport: Spadafora minaccia le dimissioni

Vincenzo Spadafora
Vincenzo Spadafora, Ministro per le politiche giovanili e lo sport

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, in questi mesi, ha voluto, cercato e ottenuto la ripartenza della Serie A. Allo stesso momento, il Governo ha anche lavorato, in accordo con il Ministro, alla riforma dello Sport. Nella giornata di oggi, il M5S sembra aver spedito al mittente la proposta, come riportato da La Stampa.

Un testo che sarebbe stato “bocciato” per mancanza di alcuni aspetti ritenuti fondamentali dai pentastellati. Il partito avrebbe comunicato, tramite una lettera, di voler rivedere il testo del decreto, con Spadafora che non avrebbe apprezzato il contenuto della mail. I piani alti del M5S fanno sapere che quella dichiarazione è stata “scritta male” e quindi ci sarebbe la volontà di rivedere, insieme al Ministro, i termini dell’accordo.

Serie A, che fatica! Malagò rassicura, ma i club insorgono contro il Governo
Giovanni Malagò, presidente del Coni

Vincenzo Spadafora, però, avrebbe minacciato le dimissioni in caso di mancato accordo sulla riforma. Il ministro sarebbe indignato dal rinvio della riunione di maggioranza che avrebbe dovuto portare la ratifica della nuova riforma. I pentastellati non vorrebbero le dimissioni di Spadofora, ma con il nuovo ministero di Sport e Salute e con la riforma, secondo il partito, si darebbero troppi poteri al presidente del CONI Giovanni Malagò. La guerra dei grillini è contro il numero uno del CONI.

Il partito vorrebbe concedere al Comitato la gestione di alcune sedi, tra cui: la presidenza del comitato organizzativo per le Olimpiadi di Milano-Cortina, una sede centrale, 120 dipendente e tre centri di specializzazione. Nel decreto, invece, cosa che ha bloccato i 5 stelle, ci sarebbe la rielezione al terzo mandato di Malagò, la concessione di altri immobili al CONI e la gestione della Scuola dello sport e della salute. I pentastellati chiedono di ridurre il numero di federazioni, eliminandone alcune come Badminton o Squash. Le polemiche non sembrano destinate a concludersi in tempi brevi. Con la Serie A destinata a ripartire in un clima tutt’altro che sereno.

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