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La Roma batte 3-0 il Parma grazie ai gol di Borja Mayoral e alla doppietta di Mkhitaryan @imagephotoagency

Serie A, il Milan fa la voce grossa, Sassuolo idem: Roma da scudetto? Inter e Juventus ringraziano….

L’ottava giornata di Serie A incorona nuovamente il Milan di Stefano Pioli, o meglio, il Milan di Daniele Bonera visto che il tecnico rossonero è stato costretto a seguire la propria squadra dal divano di casa, causa Covid-19. Nonostante l’assenza del proprio condottiero, il Milan ha fatto il suo dovere, superando 3-1 il Napoli con una prestazione sontuosa di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha spezzato l’incantesimo del San Paolo dove il Diavolo non vinceva da 10 anni; l’ultima volta che successe fu proprio il gigante di Malmo, insieme a Robinho, a trascinare il Milan verso lo scudetto.

La vittoria è arrivata, lo scudetto chissà. Per il momento i rossoneri si godono la testa della classifica, l’obiettivo resta il quarto posto che vale l’accesso diretto alla Champions League, ma si sa l’occasione fa l’uomo ladro. In un campionato equilibrato in cui la pandemia potrebbe farla da padrone, sono tante le squadre in corsa, otto club in sei punti. Dopo 9 anni di dominio della Juventus, mai come quest’anno potremmo assistere ad un passaggio di consegne. Non solo Milan, il Sassuolo di De Zerbi, vittorioso anche a Verona contro l’Hellas, continua a stupire, guidato dalle prodezze di un Berardi in forma strabiliante. L’attaccante neroverde sembrerebbe aver finalmente trovato la sua dimensione con gli emiliani, le performances con la Nazionale sono la dimostrazione e chissà che non sia arrivato il momento di fare il salto di qualità in un top club.

Sassuolo: dalla Serie B al sogno Champions League
Il Sassuolo festeggia il gol del 4-1 siglato da Caputo @imagephotoagency

Idee, organizzazione, filosofie di gioco, stadio di proprietà, centro sportivo nuovo di zecca. La creatura Sassuolo ha un nome e cognome: Giorgio Squinzi, patron dei neroverdi scomparso lo scorso anno e artefice della scalata del Sassuolo dalla Serie C2 alla Serie A, fino alla storica qualificazione in Europa League nel 2016. Il Leicester insegna, il ds Carnevali ne ha parlato di recente, prossimo step la Champions League?

Roma, Fonseca vola: Mkhitaryan l’uomo in più

Elogi e applausi per il Milan, eppure c’è chi continua a vincere nel silenzio, all’ombra dei riflettori. La Roma di Fonseca, numeri alla mano, è la squadra con il miglior trend di risultati in Serie A. I giallorossi si sono resi protagonisti nel weekend pomeridiano dell’ennesima prova di forza della stagione. Il Parma all’Olimpico è durato 20′, tempo di sbloccare l’incontro con Borja Mayoral, poi ci ha pensato Mkhitaryan a bissare la palma di migliore in campo, dopo la tripletta di Genova. Niente pallone a casa questa volta, ma le prestazioni fornite fin qui e i tre punti che lanciano la Roma al terzo posto solitario, valgono più di mille altri riconoscimenti.

Una Roma da scudetto? Perchè no, perchè nascondersi, i capitolini devono far fronte ad uno dei limiti che caratterizza anche il Milan. Le due squadre vivono un ottimo momento di forma, ma la panchina corta alla lunga potrebbe incidere sulle ambizioni tricolori di Pioli e Fonseca. Già Fonseca, da separato in casa ad idolo della folla. Lo scudetto sarebbe il giusto premio per un allenatore che ha sempre posto dinanzi a tutto il bene della squadra, mai una parola o un commento fuori posto. La Roma fa la voce grossa e avvisa la concorrenza: non solo Mkhitaryan, Dzeko, Pedro, Veretout, Smalling, Pellegrini, a questa squadra la qualità e l’esperienza, fondamentale per vincere, non manca, motivo per cui spingersi oltre il quarto posto non sembrerebbe un’utopia.

Henrikh Mkhitaryan, centrocampista della Roma (foto by @imagephotoagency)
Henrikh Mkhitaryan, centrocampista della Roma (foto by @imagephotoagency)

Napoli e Atalanta, trend altalenante: la Lazio non molla

L’ottava giornata non è stata benevola nei confronti di Napoli e Atalanta. I partenopei, dopo il 4-1 inflitto alla Dea, sembrerebbero aver smarrito un po’ il senso dell’orientamento. Il 2-0 incassato in casa contro il Sassuolo, il ko in Coppa contro l’AZ e le vittorie sofferte contro Real Sociedad, Rijeka e Bologna sono la testimonianza di una squadra che ogni qualvolta c’è bisogno di fare quel passo in più, si inceppa sul più bello ed esce dal campo a mani vuote, come successo contro il Milan. La grinta e la determinazione non basta, lo stesso Gattuso ha fatto autocritica nel post-partita contro i rossoneri: “Non riesco ad entrare nella testa dei miei giocatori“. Politano sembrava l’ultimo Samurai contro la difesa del Milan, il gol ha regalato la sufficienza a Mertens, Insigne non è riuscito ad incidere, mentre di Fabian Ruiz quest’anno nemmeno l’ombra. Per poter aspirare a qualcosa di importante, il Napoli dovrà prima ritrovare i suoi senatori, poi se ne riparlerà.

Trend altalenante anche per l’Atalanta che sta pagando a caro prezzo il doppio impegno di Champions League. La squadra di Gasperini non è andata oltre lo 0-0 contro lo Spezia, fermata dal Var e da un superbo Provedel, bravo a sventare gli attacchi dei bergamaschi soprattutto nel finale di partita. Il percorso degli ultimi due anni della Dea era qualcosa di impensabile per un club che fino a qualche anno fa aveva come obiettivo la salvezza. Ora però bisognerà decidere se accontentarsi dei propri traguardi o magare tentare di andare al di là delle Colonne d’Ercole e di conseguenza continuare a far sognare una città intera.

Crotone-Lazio il gol di Immobile
Crotone-Lazio il gol di Immobile

E poi c’è la Lazio che se ne infischia dei problemi legati agli infortuni, al Covid-19 e all’inchiesta della Procura federale riguardo ai tamponi effettuati dalla società biancoceleste. L’alluvione di Crotone non ferma la fame di risultati del team di Inzaghi che ritrova Immobile e i tre punti all’Ezio Scida. Una squadra che è lo specchio esatto del proprio allenatore in grado di andare oltre i limiti della propria rosa, rivitalizzando anche qualche giocatore di seconda fascia come Caicedo e Akpa Akprò. I bei tempi dello scorso anno sono lontani anni luce, ma continuando di questo caso la Lazio ha le potenzialità per tornare a quei livelli.

Juventus e Inter ringraziano Ronaldo e Lukaku

Se da una parte Ibrahimovic allunga nella classifica marcatori, dall’altra Cristiano Ronaldo e Romelu Lukaku non hanno nessuna intenzione di interpretare un ruolo da non protagonista. Il portoghese e il belga sono stati ancora una volta decisivi nelle vittorie di Juventus e Inter: CR7 con la doppietta al Cagliari ha siglato il sessantesimo gol in 69 partite con la maglia della Vecchia Signora; BigRom, invece, ha realizzato il quattordicesimo goal stagionale, nessuno come l’ex Manchester United, secondo solo a Robert Lewandowski.

Sia i bianconeri, sia i nerazzurri faticano a dare continuità in questo inizio di stagione. La Juventus di Pirlo non è ancora riuscita a trovare la quadra in mezzo al campo, mentre in difesa sembrerebbe aver risolto parzialmente i problemi con Demiral e De Ligt, anche se il Cagliari non è il Barcellona e bisognerà attendere qualche impegno più difficile per poter esprimere un giudizio. L’Inter, invece, nonostante una rosa importante di primo livello, non riesce ancora ad esprimersi al 100%. Il tecnico Antonio Conte ha variato il proprio stile di gioco che però non è ancora stato assimilato dai propri giocatori: lenti e sbilanciati, i nerazzurri ogni volta hanno sempre bisogno di essere messi alle strette per dimostrare il proprio potenziale come successo nella vittoria in rimonta contro il Torino, contro il Parma e contro Milan e Real Madrid, nonostante le difficoltà.

Romelu Lukaku e Cristiano Ronaldo, attaccanti di Inter e Juventus
Romelu Lukaku e Cristiano Ronaldo, attaccanti di Inter e Juventus

Quest’anno per lo scudetto servirà qualcosa in più, la concorrenza è spietata, il gap si è ridotto, anche a causa del Covid-19, motivo per cui Ronaldo e Lukaku dovranno sfidare sè stessi per condurre le rispettive squadre alla vittoria. É pur sempre vero che Inter e Juventus trovano il modo di vincere anche nelle difficoltà e questo, alla lunga, potrebbe risultare un fattore decisivo.

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