Sport italiano, la riforma: Daspo più severi e nuovo Coni

Consiglio dei ministri oggi sulla riforma dello sport

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Riforma dello sport, il Coni ne esce fortemente ridimensionato

Coni Sport Governo Daspo / Nuovo Coni, Daspo più severi, riforme dei campionati di serie A e di serie B. Oggi, all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, si affronta la riforma dello sport italiano. Il Sole 24 ore ha anticipato i temi caldi. Il Coni non sarà più lo stesso, ma avrà competenze solo sull’attività olimpica e di alto livello nel 2019.

Il Governo avrà la delega a emanare nuove norme per rendere effettiva l’autonomia di gestione e di contabilità delle federazioni sportive, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione dello sport e delle associazioni benemerite rispetto al Coni. Quest’ultimo avrà comunque il controllo sulle singole federazioni, ma soltanto se saranno accertate gravi errori nella gestione o violazioni dell’ordinamento sportivo degli organi federali; o, infine, se non verrà garantito il regolare avvio e proseguimento delle competizioni: “Ovvero, in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi”. Ne esce insomma un Coni fortemente limitato nelle sue funzioni.

Cambiano serie A e serie B di calcio

Serie A Serie B Consiglio dei ministri / Serie A e serie B potranno scendere a 18 squadre tutte e due (al momento la serie A è composta da 20 squadre e la serie B da 19). Nella riforma dello sport italiano ci sono cambiamenti nel trasferimento del titolo sportivo, che era disciplinato finora dal lodo Petrucci.

La cessione, il trasferimento o l’attribuzione del titolo sportivo possono avvenire solo dopo un’attenta valutazione del valore economico del titolo stesso. Per questo, ci vorrà la perizia giurata da parte di un esperto che sarà nominato dal presidente del Tribunale. Se una società professionistica andrà in bancarotta, il trasferimento del titolo sarà condizionato al versamento del valore economico del titolo.

Nasce la figura del lavoratore sportivo

Lavoratore sportivo Società sportive Consiglio dei ministri / Nascerà la nuova figura del ‘lavoratore sportivo’, che sarà indipendente dal fatto che l’attività sia svolta a livello dilettantistico o professionistico. Verrà valorizzato il percorso di formazione per “una preparazione professionale che favorisca l’accesso al mondo del lavoro anche alla fine della carriera sportiva, con agevolazioni alle imprese sportive”.

Si discuterà oggi pure della riforma dell’agente sportivo: ci dovranno essere trasparenza delle transazioni finanziarie e assenza di conflitto d’interessi nei rapporti tra atleti e società sportive.

Daspo rafforzato per violenze

Manifestazioni sportive Daspo Nuovi stadi / Durante le manifestazioni sportive, dovranno essere contrastate in tutti modi violenza e atti contrari all’ordine pubblico. Da qui, la decisione che il questore potrà prendere nei confronti dei soggetti coinvolti, ma anche in chi è stato soltanto denunciato per episodi di violenza, commessi anche fuori dall’Italia: un Daspo allargato, insomma.

Il Governo avrà la delega per un testo unico in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di violenza commessi durante eventi sportivi, e in materia di norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi. In questo caso, si punta a ridurre l’iter burocratico per la costruzione di nuovi stadi.

Bisognerà individuare criteri di progettualità e di gestione per la sicurezza, la fruibilità e la redditività dell’intervento nonché della gestione economico-finanziaria dell’impianto sportivo. Operatori pubblici e privati dovranno attenersi a questi criteri per garantire, nell’interesse di tutti, la sicurezza degli impianti per attività sportive. “Anche per prevenire fenomeni di violenza dentro e fuori dai medesimi migliorando, a livello internazionale, l’immagine dello sport del nostro Paese”, alla luce delle prossime candidature per eventi internazionali.

Nuovi impianti sportivi, accordi con società che li utilizzano

Impianti sportivi Società utilizzatrici Istituto di Credito Sportivo / Il Governo punterà a trovare un sistema adatto al preventivo accordo con la società o l’associazione sportiva che usufruirà dell’impianto con possibilità di affidamento diretto dello stesso alla società o all’associazione sportiva utilizzatrice. Il tutto se ci sono i requisiti adatti e gli strumenti economico – finanziari da affidare alla gestione e al coordinamento dell’Istituto di Credito Sportivo in tutta Italia.

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