Finanziaria dello Sport, Sabelli divide et impera

Sabelli ha in mente di creare un grande database dello Sport Italiano

Il presidente e A.D. di Sport e Salute Spa (ex Coni Servizi) Rocco Sabelli ha dichiarato che distribuirà soldi con la Finanziaria dello Sport: sono tanti e vanno spesi bene 

E’ con grande soddisfazione che abbiamo notato l’atteggiamento forte e sicuro di Rocco Sabelli che traspare dall’intervista di Repubblica al nuovo capo dello Sport Italiano (oramai Malagò gestisce ben poco). Il suo tono, poi, si fa particolarmente autorevole quando parla di soldi a valanga per lo Sport di base e per le famiglie povere.

Infatti, sono spuntati fuori altri 60 milioni di euro da destinare alle Federazioni, Scuole, Periferie secondo precisi criteri, parametri ma anche algoritmi di cui nessuno conosce alcunché. E’ quella Finanziaria dello Sport promessa e tanto pubblicizzata in Sport e Salute Spa in cui i soldi devono essere spesi fino all’ultimo euro.

Sabelli ha in mente di creare anche un grande database dello Sport Italiano (come se fosse una passeggiata) ma anche lui sta toccando con mano la ritrosia delle Federazioni nel condividere i propri dati. Ma qual’è il valore aggiunto di Rocco Sabelli e perché è stato messo a capo dello Sport italiano con un operazione quanto meno spericolata?

Ricordiamo che Sport e Salute Spa è una società pubblica che però, di fatto, non ha alcun controllo politico. Sabelli parla da Ministro ma il Ministro lo controlla il Parlamento: Sabelli chi lo controlla? Ecco il piatto goloso che il M5S si è trovato apparecchiato da Giorgetti nell’indifferenza del PD, occupato con Zingaretti a tenere buono il proprio gruppo dirigente.

Inoltre, per terminare l’elencazione, una sola curiosità, tra le tante, che riguarda Rocco Sabelli. E’ stato eletto nel Consiglio di Amministrazione della TIM candidato in quota fondo Elliott (cioè il proprietario del Milan di Scaroni) fondo impegnato in uno scontro sulle comunicazioni che coinvolge direttamente il governo. Dunque, un manager di sicura esperienza e dalle solide conoscenze e frequentazioni tra le famiglie del capitalismo italiano.

Sorge però spontanea una domanda: anche se è vero che deve gestire (fu Giorgetti dixit) un fondo di centinaia di milioni, cosa c’entra Sabelli con una società che si dovrebbe occupare dello sport di basesport nelle scuole, famiglie e poveri, lasciando la preparazione olimpica al CONI?

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