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Il calcio agli eredi di Cruijff: investire sui tecnici per fare la differenza

Il calcio europeo è nelle mani degli eredi di Cruijff: l'unico modo per tornare competitivi sarebbe quello di investire sui tecnici

Cruijff, Guardiola, Erik Ten Hag: quando i tecnici fanno la differenza

ERIK TEN HAG EREDE DI CRUIJFF – Tanta esaltazione per l’Ajax che non è riuscito solo nell’impresa di eliminare dalla Champions League il Real Madrid, ma anche la Juventus. La squadra ha mostrato tutta la propria forza fisica, tattica e tecnica, non lasciando scampo alle avversarie. Una sorpresa? Non proprio. Nessuno avrebbe mai detto che dei giovani giocatori potessero arrivare lontano, specie superando squadre composte anche da campionissimi, come Cristiano Ronaldo. Eppure l’Ajax ha dimostrato come non basti la tecnica individuale, poiché il gioco deve essere sempre al primo posto. E a dettare insegnamenti è Erik Ten Hag, il tecnico che ha imposto agli olandesi il gioco visionario erede dei dettami di Cruijff. E tutto il calcio europeo appartiene a loro. Non a caso tra le squadre in corsa vediamo anche Barcellona e Manchester City.

Sotto i dettami di Cruijff: i sistemi di gioco sono più decisivi della bravura dei singoli

Erik Ten Hag è stato, per chi non lo sapesse, il secondo di Guardiola al Bayern Monaco due anni fa. Vedendo l’Ajax è evidente come abbia appreso lo stile di gioco, lo stesso che Pep avrebbe ereditato da Cruijff. Si tratta di un modo di giocare a calcio spettacolare e vincente, un calcio visionario che non ha nulla a che fare con il catenaccio italiano. E mentre l’Europa viene evidentemente dominata dalle squadre che si arricchiscono con questi nuovi dettami, l’Italia rimane indietro e non fa nulla per modernizzarsi. Andando a vedere anche lo stile di Allegri, l’allenatore dell’unica squadra italiana che possa solo pensare di affacciarsi in Europa, si può affermare senza tanti giri di parole che l’apporto del tecnico non sia sufficiente per creare una squadra vincente. Il suo contributo si limita alla scelta dei giocatori e alla capacità di leggere le partite per effettuare i cambi migliori sia in termini di uomini che di schieramenti. Nessuna grande trovata sui movimenti, sugli aspetti tattici relazionati alle varie occasioni di gioco.

Investire sui tecnici per essere competitivi in Europa

La Juventus sogna la Champions League ma puntualmente fallisce e dimostra di non esserne all’altezza. La sua grande strategia estiva, ossia l’acquisto del campionissimo Cristiano Ronaldo, colui che viene definito il Re delle Coppe, non ha prodotto risultati. Questo perché un giocatore non fa miracoli, c’è bisogno di un sistema di gioco che lo supporti e lo metta in condizione di esprimere il suo talento, cooperando con i compagni. Eppure tutti i tecnici italiani sembrano incuranti del calcio che cambia e rimangono ancorati al loro stile, fieri di portare avanti un modo di giocare ormai morto. Giacomo Mazzocchi suggerisce invece qual’è l’unica strada percorribile per poter pensare di tornare ad essere competitivi: “Anziché buttare centinaia di milioni per accaparrarsi il fior fiore del calcio mondiale, perché la Juventus non ne investe molti, ma molti di meno per ingaggiare un allenatore che sia in grado di farli giocare assieme?” Acquistare Ronaldo per svendere Higuain perché diventato superfluo e distruggere Dybala a causa del pessimo impiego, rappresenta più che altro un danno per tutti.

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