Fulvio Collovati, ex difensore della Nazionale italiana
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Superlega, Fulvio Collovati in ESCLUSIVA: “Questo calcio non mi appartiene, abbiamo superato il limite”

Fulvio Collovati, Campione del Mondo con l’Italia nel 1982 ed ex difensore di Milan e Inter, ha commentato in esclusiva ai nostri microfoni la nascita della Superlega: “Anzichè limitare i costi e valorizzare i vivai, si guarda sempre di più al denaro…”

Superlega, Fulvio Collovati: “Avidità e dio danaro, il calcio rischia la rovina”

“Superlega? Il calcio rischia di andare in rovina. Ai miei tempi il denaro contava meno, è uno sport in cui non mi riconosco, sono orgoglioso di aver fatto parte di un calcio che premiava la meritocrazia“. Intervenuto ai nostri microfoni, l’ex difensore di Inter, Milan, oltre che della Nazionale italiana Fulvio Collovati ha analizzato la nascita della Superlega, la nuova competizione europea che rischia di rivoluzionerà il calcio del Vecchio Continente, un calcio in cui il Campione del Mondo 1982 fa fatica a riconoscersi.

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“Se prima si pensava che tutto questo potesse avere un limite, ora direi che è stato ampiamente superato. Ormai si guarda all’avidità, all’ingordigia al dio danaro, piuttosto che cercare di limitare i costi, di evitare disastri nei bilanci, di valorizzare i vivai. E’ un calcio che non mi appartiene più, che non appartiene più al tifoso, si parla di denaro e non di meritocrazia”.

In Italia negli ultimi anni si è affermata l’Atalanta, il Sassuolo ha intrapreso di recente lo stesso percorso del club bergamasco. La Superlega rischia di accelerare, di velocizzare le operazioni di estinzione dei piccoli club?

“Atalanta, Sassuolo, sono club gestiti con oculatezza, che mettono al centro del proprio progetto la valorizzazione dei calciatori, evitando di sperperare e ingrassare la pancia di alcuni dirigenti, presunti esperti del settore, tipo i procuratori. Io forse ho fatto parte di un calcio in cui i soldi contavano meno, dove si valorizzavano i vivai. Ripeto, sono orgoglioso di aver fatto parte di quel calcio lì“.

“Possiamo andare avanti anche senza i 12”, ha tuonato Ceferin in conferenza stampa. La Figc avrebbe minacciato i club di Serie A: che campionato, che Champions League sarebbe senza Juventus, Inter e Milan?

“Oltre a queste tre squadre potrebbero non esserci anche le sei inglesi e le quattro spagnole. E’ una situazione in cui per forza di cose bisognerà trovare un accordo con la Uefa, c’è in ballo anche il discorso Nazionali, in questo modo il calcio rischia di andare verso la rovina, le istituzioni dovranno intervenire necessariamente”.

La nascita della Superlega non è vista di buon occhio anche dalle principali classi politiche europee. Da Johnson a Macron, anche i Premier delle principali Nazioni europee hanno manifestato il prossimo dissenso nei confronti della nuova competizione: pensa che l’intervento delle istituzioni politiche possa contribuire a trovare una soluzione o potrebbe peggiorare la situazione?

“Anche se parliamo di settori diversi, è un qualcosa che riguarda la socialità, riguarda il tifoso. I guadagni contano fino ad un certo punto, ma ovviamente è sempre il tifoso a rimetterci in queste situazioni. Serve assolutamente una soluzioni e le istituzioni potrebbero rivelarsi di grande aiuto”.

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