Riccardo Cucchi, giornalista sportivo ed ex radiocronista
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Superlega, Riccardo Cucchi in ESCLUSIVA: “Un torneo che uccide il merito sportivo. Esclusioni club? Non credo che…”

“Un torneo che tradisce i valori fondamentali dello sport”, il giornalista sportivo Riccardo Maria Cucchi, intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, ha bocciato la Superlega, la nuova competizione europea ideata da 12 club europei, tra cui anche Inter, Juventus e Milan

Riccardo Cucchi: “Preferisco la competizione, piuttosto che un torneo ad inviti”

L’impresa senza rischio che impresa è? Un torneo che rischia di diventare un porto di introiti sicuri a vantaggio dei grandi club, senza meriti sportivi: “L’Atalanta, la Lazio, la Fiorentina, la Roma, preferisco un campionato in cui queste squadre lottino per la Champions, un campionato in cui le piccole possano competere con le grandi sul campo”. Il giornalista sportivo e indimenticabile voce di Tutto il calcio minuto per minuto, Riccardo Maria Cucchi, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per commentare e analizzare la nascita della Superlega, competizione europea al quale parteciperanno solamente i principali top club europei, tra cui Inter, Juventus e Milan che rientrano nelle 12 squadre fondatrici del nuovo torneo.

Ceferin, presidente della UEFA
Ceferin, presidente della UEFA

La Superlega è realtà: opportunità di crescita per il calcio europeo o l’ennesima trovata a favore dei top club che potrebbe creare ulteriore svantaggio alle “piccole squadre”?

Non la vedo assolutamente come un’opportunità. Sono trascorse solo poche ore da quella che è una notizia clamorosa, se ne era parlato anche in passato ma c’è stata un’evidente accelerazione. Secondo me è un rischiosissimo discorso quello che si cerca di intraprendere perchè pur sapendo tutti che il calcio è impresa, lo è da molto tempo, l’equilibrio difficile tra impresa e valore sportivo era stato in qualche modo garantito. Con il fatto che si crei un torneo privato tra club europei, senza necessità di qualificazione, ad invito e non per meriti sportivi tradisce i valori fondamentali dello sport“.

La Superlega sancisce la vittoria dell’egoismo, dell’avidità: c’è solo il Dio denaro dietro a questa nuova competizione?

La pandemia da Covid-19 ha aggravato la situazione economica del calcio italiano, colpendo anche altri club, quelli che probabilmente sono i fondatori di questo progetto di Superlega. In questo modo nasce l’esigenza di trovare nuovi ricavi economici per far fronte alla crisi finanziaria, ma in questo modo si tradisce nuovamente il principio sportivo, si tradisce la possibilità che tutti possano competere, soprattutto si traduce in un concetto, in una filosofia d’intesa nella quale non è previsto il rischio. Qualunque impresa quando investe sui progetti rischia di fallire, in questo modo invece le squadre che aderiscono alla Superlega avrebbero introiti sicuri indipendentemente da eventuali successi sportivi o importanti”.

La Uefa e le Federazioni minacciano le squadre fondatrici della Superlega: nel caso in cui la competizione dovesse andare definitivamente in porto, sarebbe giusto escludere i 12 club fondatori dalle competizioni nazionali e da quelle europee ?

La Uefa e le Federazioni nazionali sono contrarie. Non conosciamo gli strumenti giuridici che verranno adottati dalle istituzioni e dalle Federazioni, ma non credo che una Federazione Nazionale possa espellere un club da una competizione. E’ evidente che c’è stata una frattura importante, difficile da ricomporre che influirà negativamente a livello organizzativo sul mondo del calcio e probabilmente anche sul piano dei rapporti”.

Lazio-Atalanta
Lazio-Atalanta

Il paradosso della Superlega: la nuova competizione è stata fondata dai principali top club europei, eppure negli ultimi anni, almeno per ciò che riguarda il calcio italiano, la Juventus è stata eliminata in Champions League da Ajax, Lione e Porto, l’Inter è uscita per ben tre volte di fila ai gironi, ma a balzare agli onori della cronaca è stato il percorso dell’Atalanta, l’ottima fase ai gironi della Lazio, la straordinaria cavalcata fin qui della Roma in Europa League.

“E’ un ragionamento che non riguarda solo l’Italia, basti pensare alla Premier League perchè tra le squadre che hanno aderito al progetto Superlega ce ne sono tre che occupano il sesto, il settimo e l’ottavo posto in classifica. Questo progetto prescinde dal merito sportivo e cioè dai valori dello sport conquistati sul campo. Atalanta e Lazio non sono gli unici esempi, potremmo ricordare la stupenda vittoria in campionato del Leicester di qualche anno fa. Credo che questo sia l’aspetto più bello del calcio, cioè che tutti siano in grado di mettere in campo le proprie qualità tecniche e nel caso delle società manageriali, di poter competere anche con le più grandi. Io preferisco un campionato in cui l’Atalanta, la Lazio, la Roma, la Fiorentina possano competere per accedere alla Champions League, piuttosto che un torneo dove si va ad inviti, a prescindere da quello che le squadre sono capaci di fare in campo. E questo mi pare l’elemento più negativo del progetto che in queste ore sta prendendo corpo“.

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